Il Calvario
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Eventi e cultura

Giornate FAI di Primavera, aperti Casale San Martino e la Fabbrica conventuale di San Francesco al Calvario

Le visite saranno possibili sabato e domenica. A guidare i gruppi ci saranno gli Apprendisti Ciceroni del Liceo "Spinelli"

Tornano sabato 24 e domenica 25 marzo le Giornate FAI di Primavera, giunte alla loro 26ª edizione. Nei passati cinque lustri sono stati ben 10 milioni i visitatori che hanno potuto ammirare le bellezze aperte eccezionalmente grazie all'impegno dei volontari del Fondo Ambiente Italiano. Quest'anno saranno visitabili dal pubblico ben 1.000 luoghi FAI suddivisi in oltre 400 località, distribuite in 20 regioni italiane.

A Giovinazzo, dove l'anno scorso sono giunti circa 7.000 appassionati, saranno visitabili il Casale di San Martino, riconducibile all' XI secolo, ed il Complesso conventuale di San Francesco al Calvario.
Questi gli orari:
- Casale San Martino (strada Provinciale Giovinazzo-Terlizzi) sabato dalle ore 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 17.00; domenica dalle ore 9.00 alle 17.00.
- Fabbrica Conventuale San Francesco al Calvario (via Ten. Fiorino/Piazza Rimembranze) sabato dalle ore 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00; domenica dalle ore 9.00 alle ore 19.00

Le visite saranno organizzate per gruppi in ordine di arrivo. Ad accoglierli e guidarli ci saranno i volontari del gruppo FAI locale (composto da 30 soci e coordinato dall'arch. Michele Camporeale) e gli "Apprendisti Ciceroni" del Liceo classico e scientifico "Matteo Spinelli". Dal 2014 infatti c'è un costante lavoro di collaborazione, ricerca e formazione da parte dei volontari che mira ad approfondire con i ragazzi il legame con il territorio. La manifestazione è patrocinata della Diocesi di Molfetta, Ruvo, Giovinazzo, Terlizzi e dal Comune di Giovinazzo, che ha messo a disposizione bus navetta gratuiti per giungere fino al Casale San Martino e che partiranno da piazza Vittorio Emanuele II ogni ora (davanti alla Chiesa di San Domenico).

Il complesso della Chiesa di San Martino con la Villa dei Vescovi (noto come "San Martino al Piano" oppure "San Martino al Colle") sorge sulla cosiddetta collina di San Martino, uno dei punti più alti rispetto il livello del mare (circa 110-150 metri) nel territorio compreso tra Giovinazzo, Bitonto, Terlizzi e Molfetta.
La fondazione del nucleo originario della struttura è riconducibile ad una prima fase che ha visto la realizzazione della Torre longobarda (VI-VII sec.) e di alcuni ambienti annessi a piano terra. La Torre assumeva, grazie alla condizione orografica privilegiata della collina di San Martino, un'importanza strategica nel sistema di difesa del nord barese dall'attacco dei Bizantini o dalle incursioni saracene. Nel 1300 (circa) al nucleo originario con la Torre longobarda, già ampliato con costruzione di una chiesa nel 1124, furono realizzati altri ambienti per adattare la struttura a luogo di sosta e di ristoro per i pastori durante la transumanza. Nel 1553 il complesso di San Martino con la chiesa e i suoi possedimenti, vennero nuovamente affrancate e recuperate alla Mensa Vescovile di Giovinazzo grazie al vescovo di origini spagnole Giovanni Antonio Briziano della Ribera. Il Vescovo spagnolo, considerata la posizione privilegiata delle collina di San Martino, da avvio ad un'imponente cantiere pensato per se e per le sue dignità con l'obiettivo, di trasformare la fabbrica in villa per il soggiorno estivo dei vescovi.
La struttura di San Martino venne profondamente modificata e ampliata seguendo un gusto architettonico e decorativo tipico dei palazzi nobiliari di matrice cinquecentesca, improntata sulla volontà di rappresentare l'importanza del Vescovo. Nel 1999, dopo un lungo periodo di abbandono della struttura che ne ha comportato lo spoglio e il degrado, il Casale proprietà della Diocesi è stato acquistato da un privato il quale ha dato avvio ad accurati interventi di restauro con l'obiettivo di insediare un centro congressuale e museale con impianti e strutture ricreative, ristorazione e per il tempo libero.

Il Calvario di Giovinazzo, con quelli di Molfetta, Terlizzi e Bisceglie vennero costruiti quasi contemporaneamente tra il 1855 e il 1856 in occasione della missione popolare dei Padri Redentoristi che in quegli stessi anni toccò la Diocesi di Molfetta e l'Arcidiocesi di Trani, Barletta e Bisceglie. Prima della costruzione del Calvario, oltre a cinque croci già presenti nel Borgo vicino all'Ospizio (oggi Istituto Vittorio Emanuele II), a Giovinazzo il simbolo della devozione per la Passione di Cristo era il Santuario del Crocifisso con le cinque cappelle poste lungo la via che conduceva al Santuario (oggi al Cimitero). Il Sindaco Frammarino e il Vescovo concordarono quindi di costruire il Calvario con i suoi cinque archi a ridosso del muro del Convento dei Capuccini ponendo il prospetto principale verso la strada e il piazzale pubblico. L'intento era quello, non solo di realizzare un luogo di culto nel Borgo, ma anche di riqualificare la strada e la piazza. Oggi le croci non sono più presenti ma accolgono 5 dipinti dei misteri dolorosi: i quattro laterali sono opera del pittore giovinazzese F. Nisio (1915-1998) mentre quello centrale raffigurante "Gesù muore in croce" è opera della pittrice giovinazzese G.Pansini (1892-1995). Il Calvario è stato interessato nel recente passato da lavori di restauro conservativo.

Le scuole di musica del laboratorio urbano "Filippo Cortese" offriranno al pubblico intrattenimenti musicali nella sede dell' ex convento.
Domenica mattina alle ore 11.00 a San Martino interverrà il quartetto chitarristico "Sinafé" (Antonio Simone Palmisano, Vito Luca Ressa, Davide Minerva, Giorgio Mazza).

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