Sollecito
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Cronaca

Criminalità e sicurezza a Giovinazzo: il sindaco Sollecito scrive al Ministro dell'Interno

Lettera aperta del primo cittadino a Piantedosi per ricevere risposte concrete sul territorio

"Furti di auto in pieno giorno, assalti ai bancomat e ai portavalori. Un'escalation non più tollerabile e un clima di insicurezza e paura tra i cittadini. E noi sindaci lasciati soli e senza mezzi e forze a contrastare una situazione ormai non più arginabile".

Si tratta di uno stralcio della lettera che il sindaco di Giovinazzo, Michele Sollecito, ha inviato stamani al Ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi (si allega la lettera integrale). Non solo uno sfogo, ma una richiesta concreta di aiuto per contrastare una fase critica che interessa, ormai da tempo, non solo Giovinazzo ma tutto il Nord Barese.
Il sindaco illustra al Ministro dati e numeri allarmanti di furti e rapine e invoca una nuova 'Operazione Primavera', quella che nel 2000 portò in Puglia 1.900 uomini tra carabinieri, polizia e finanzieri per sconfiggere il contrabbando di sigarette provenienti da Albania e Montenegro.

"Non chiediamo una mera azione repressiva, ma un presidio di legalità che consenta alla parte sana di questo territorio di continuare a investire, accogliere e prosperare"- spiega il sindaco in un altro passaggio della lettera- "Serve una task-force interforze che, affiancando i presìdi locali, smantelli le filiere illecite e restituisca ai cittadini la certezza di uno Stato partner nel quotidiano. Qui non solo non c'è sicurezza, ma non c'è neanche la percezione della sicurezza".

LA LETTERA COMPLETA

Illustrissimo Signor Ministro,

in qualità di Sindaco di Giovinazzo, sottopongo alla Sua cortese attenzione un'istanza che rappresenta l'approdo finale di un rigoroso percorso di analisi e denuncia avviato da questa Amministrazione già nell'ottobre del 2023. Questa mia lettera nasce dalla necessità di un intervento d'urto non più differibile a fronte di una situazione delinquenziale che ha superato la soglia della tollerabilità.

Il nostro non è un allarme estemporaneo. Già nell'ottobre del 2023, la gravità dei fenomeni criminali ha spinto questa Amministrazione a convocare un Consiglio Comunale monotematico dedicato esclusivamente alla sicurezza pubblica, con la partecipazione dei vertici istituzionali e parlamentari del territorio. In quella sede fu approvato un atto di indirizzo unanime per chiedere allo Stato un potenziamento dei presidi, basato su un trend allora già critico: 240 furti d'auto nel 2022 e 117 furti solo nei primi 5 mesi del 2023. I dati consolidati del biennio 2024-2026 confermano purtroppo che, quel campanello d'allarme era fondato, evolvendosi oggi in un'offensiva sistematica. Le recenti relazioni della Direzione Investigativa Antimafia inquadrano Giovinazzo come uno snodo strategico scelto dai clan per la sua vivacità economica e turistica. La nostra costa e la nostra 'movida' vengono sfruttate come terminali d'elezione per uno spaccio fluido, dove le organizzazioni criminali mimetizzano i traffici tra la folla. Parallelamente, il territorio subisce l'azione di delinquenti specializzati nell'industria dei furti d'auto che utilizzano il nostro agro come cimitero per la cannibalizzazione dei veicoli, aggredendo direttamente un modello economico sano che lo Stato ha il dovere di tutelare. Le rassegne stampa allegate descrivono una sfrontatezza che va oltre la statistica: furti compiuti con modalità paramilitari in pieno giorno, in zone centrali e sotto gli occhi dei passanti. Questa operatività alimenta nella cittadinanza un pericoloso senso di impunità e di smarrimento.

Chi delinque dimostra di non temere la presenza dello Stato, configurando una sfida aperta alla legalità. Le Forze dell'Ordine territoriali operano con encomiabile dedizione, ma con organici esigui che necessitano di un adeguamento rispetto alla mutata complessità del territorio. In ultimo, si è aggiunta l'emergenza bancomat: una serie ininterrotta di assalti con esplosivo agli sportelli automatici in tutta la Puglia. Ad oggi sembriamo impotenti dinanzi a questa ennesima dimostrazione di forza della criminalità: se una banda viene arrestata, altre ancora agiscono indisturbate colpendo anche più bancomat in una sola notte. Spesso l'esplosivo è tale da distruggere porzioni significative degli edifici che ospitano le banche mettendo seriamente a rischio la stabilità strutturale degli edifici e l'incolumità stessa di chi li abita. Tutto questo sta incidendo pesantemente su quell'economia positiva generata dall'attrattività della nostra regione negli ultimi anni: i grandi numeri del turismo che posizionano ormai la Puglia in mercati Città di Giovinazzo di eccellenza sono ormai adombrati dai dati sulla criminalità che minano pian piano la nostra credibilità. Non passa mese che come Sindaco io non riceva le doglianze di avventori fermatisi nei nostri B&B la cui auto è stata sottratta nottetempo. Prima era un segnale allarmante, ed era per me umiliante vedere la flebile risposta a questi fenomeni.

Oggi invece percepisco il sapore beffardo della resa davanti a un fenomeno con cui bisogna convivere. Tuttavia le assicurazioni non la pensano così: troppo oneroso e rischioso assicurare le nostre auto. Con maggior aggravio per i nostri cittadini. Ebbene, io mi vergogno di tutto ciò. Mi vergogno soprattutto perché credo che la 'fase di studio' relativa a questi fenomeni criminali sia ormai ampiamente documentata e corroborata: conosciamo i buchi neri della Puglia, conosciamo da dove vengono queste bande dei furti di auto, degli assalti ai bancomat, degli assalti ai portavalori. Ecco perché credo che i tempi siano ampiamente maturi per sgominare in modo radicale questi buchi neri. In quanto Ente di prossimità, il Comune è il primo interlocutore di una società civile che chiede di poter lavorare e vivere serenamente. Abbiamo investito ogni risorsa in videosorveglianza e potenziamento della Polizia Locale, ma la portata dei fenomeni richiede una cooperazione di livello superiore e di un necessario adeguamento rispetto alla mutata complessità del territorio. Per queste ragioni, si richiede un intervento forte e massiccio dello Stato che ricalchi lo spirito di efficacia della indimenticata 'Operazione Primavera'.

Non chiediamo una mera azione repressiva, ma un presidio di legalità che consenta alla parte sana di questo territorio di continuare a investire, accogliere e prosperare. Serve una task-force interforze che, affiancando i presìdi locali, smantelli le filiere illecite e restituisca ai cittadini la certezza di uno Stato partner nel quotidiano. Tutelare Giovinazzo e il Nord Barese significa investire sul potenziale di una delle aree più dinamiche della nostra regione. Siamo stanchi e umiliati, ma non

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