
Cronaca
Nuovo assalto al bancomat della filiale Mps, danni alle auto in sosta
Due le esplosioni. Ingenti i danni alla struttura, ma ladri in fuga a mani vuote. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri
Giovinazzo - venerdì 30 gennaio 2026
12.40
La banda dei bancomat non ha perso tempo. Dopo il colpo, avvenuto lo scorso sabato a Bitonto, nel corso della notte appena trascorsa alcuni malviventi hanno fatto esplodere lo sportello automatico dell'istituto bancario Monte dei Paschi di Siena di Giovinazzo. A causa dell'esplosione sono state danneggiate due auto.
Uguale è stata la tecnica impiegata dai ladri, quella della famigerata "marmotta", dal metodo utilizzato per scardinare i bancomat, con metodi sempre più invasivi: la doppia deflagrazione, proprio come quella avvenuta in passato in altri centri dell'area metropolitana di Bari, ha svegliato chi risiede nelle immediate vicinanze di via Papa Giovanni XXIII, dove è ubicato l'istituto di credito, fra via Bari, via Bitonto e piazza Vittorio Emanuele II. Il piano è stato dettagliato, nella sua semplicità.
I banditi - tre quelli a volto coperto immortalati dalle videocamere di sorveglianza -, forse gli stessi di numerose altre scorribande avvenute durante gli ultimi mesi, hanno atteso che arrivasse l'orario giusto, attorno alle ore 04.15, per presentarsi davanti alla banca, a bordo di una Alfa Romeo Giulietta rubata poco prima in via Bitonto. Poi, dopo aver inserito il materiale esplosivo all'interno dell'erogatore automatico delle banconote, hanno scardinato il bancomat. Un'azione velocissima.L'onda d'urto, in ogni modo, ha causato danni ingenti, danneggiando non solo la struttura dell'edificio, ma anche numerose auto in sosta, fra cui una Fiat 500X e una Mahindra Kuv 100. La dinamica è la stessa: i banditi hanno utilizzato la tecnica della "marmotta", un oggetto in metallo con all'estremità un cono metallico, capace di contenere la polvere da sparo. All'estremità opposta, invece, si trova l'innesco, azionato dopo aver inserito il manufatto nell'erogatore delle banconote.
Un dispositivo dalla "coda piatta", usato molto spesso per simili assalti esplosivi ai bancomat e ai postamat, ma con risultati non sempre efficaci per i malviventi. In questo caso la doppia esplosione ha danneggiato l'istituto bancario, ma qualcosa è andato storto e il piano in fumo: i balordi, infatti, sono fuggiti a mani vuote in via Bitonto. Sul posto, dopo l'allarme lanciato al 112, sono arrivati i Carabinieri dell'Aliquota Radiomobile della Compagnia di Molfetta e della locale Stazione.
Gli investigatori hanno eseguito i rilievi sul posto e acquisito le immagini dei circuiti di videosorveglianza dell'istituto bancario. Non si esclude che la banda possa essere formata dagli stessi uomini che hanno colpito altrove: anche in quegli episodi, infatti, i banditi hanno inserito la "marmotta" nell'erogatore delle banconote.
Uguale è stata la tecnica impiegata dai ladri, quella della famigerata "marmotta", dal metodo utilizzato per scardinare i bancomat, con metodi sempre più invasivi: la doppia deflagrazione, proprio come quella avvenuta in passato in altri centri dell'area metropolitana di Bari, ha svegliato chi risiede nelle immediate vicinanze di via Papa Giovanni XXIII, dove è ubicato l'istituto di credito, fra via Bari, via Bitonto e piazza Vittorio Emanuele II. Il piano è stato dettagliato, nella sua semplicità.
I banditi - tre quelli a volto coperto immortalati dalle videocamere di sorveglianza -, forse gli stessi di numerose altre scorribande avvenute durante gli ultimi mesi, hanno atteso che arrivasse l'orario giusto, attorno alle ore 04.15, per presentarsi davanti alla banca, a bordo di una Alfa Romeo Giulietta rubata poco prima in via Bitonto. Poi, dopo aver inserito il materiale esplosivo all'interno dell'erogatore automatico delle banconote, hanno scardinato il bancomat. Un'azione velocissima.L'onda d'urto, in ogni modo, ha causato danni ingenti, danneggiando non solo la struttura dell'edificio, ma anche numerose auto in sosta, fra cui una Fiat 500X e una Mahindra Kuv 100. La dinamica è la stessa: i banditi hanno utilizzato la tecnica della "marmotta", un oggetto in metallo con all'estremità un cono metallico, capace di contenere la polvere da sparo. All'estremità opposta, invece, si trova l'innesco, azionato dopo aver inserito il manufatto nell'erogatore delle banconote.
Un dispositivo dalla "coda piatta", usato molto spesso per simili assalti esplosivi ai bancomat e ai postamat, ma con risultati non sempre efficaci per i malviventi. In questo caso la doppia esplosione ha danneggiato l'istituto bancario, ma qualcosa è andato storto e il piano in fumo: i balordi, infatti, sono fuggiti a mani vuote in via Bitonto. Sul posto, dopo l'allarme lanciato al 112, sono arrivati i Carabinieri dell'Aliquota Radiomobile della Compagnia di Molfetta e della locale Stazione.
Gli investigatori hanno eseguito i rilievi sul posto e acquisito le immagini dei circuiti di videosorveglianza dell'istituto bancario. Non si esclude che la banda possa essere formata dagli stessi uomini che hanno colpito altrove: anche in quegli episodi, infatti, i banditi hanno inserito la "marmotta" nell'erogatore delle banconote.







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