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Eventi e cultura
"Dite Inferno", tanto pubblico a Giovinazzo anche per la seconda serata - FOTO
E stasera, sabato 17 gennaio, le ultime tre rappresentazioni
Giovinazzo - sabato 17 gennaio 2026
0.57
Lo chiamano teatro diffuso perché si utilizzano borghi, centri storici, intere aree dell'abitato per fare da scenografia, essere sfondo di una recitazione intensa che entra in contatto con lo spettatore, guidato in un vero e proprio tour.
Ma "Dite Inferno", la rappresentazione di alcuni canti della celeberrima cantica della Divina Commedia di Dante, per la regia di Pietro Naglieri e la direzione artistica di Gianpaolo Sinesi, è "diffusa" a nostro avviso anche perché raccoglie consensi trasversali all'età, al censo ed alla provenienza di chi assiste allo spettacolo.
E se da un lato disorienta, dall'altro ha la capacità di rendere accessibile a tutti frammenti del poema più studiato nel mondo, mai più replicato, che non può aver paragoni in altre lingue. È dunque autenticamente teatro popolare.
I videomapping rinnovati in questa edizione 2026 e le musiche del talentuoso compositore di casa nostra, Orazio Saracino, chiudono il cerchio e fanno di "Dite Inferno" una produzione di successo.
I quadri sono ben composti, il pubblico guidato a gruppi riesce a godere della rappresentazione al meglio e nessuno è lasciato indietro. Bravi gli attori, "Chiamata di Scena" ha scelto un cast decisamente all'altezza per intensità, timbro, espressività. Un cenno lo merita un eccellente Saba Salvemini, "prodotto" di casa, completamente a suo agio nei panni di Ulisse a chiudere il peregrinare di Dante e Virgilio.
Grande è lo sforzo dei volontari e del personale che traccia il percorso, aprendo e chiudendo i gruppi. Intelligente la scelta dei canti rappresentati, con una minima ed efficace esegesi dei testi.
Nella serata di venerdì 16 gennaio, la prima aperta al pubblico di ogni provenienza, le tre rappresentazioni hanno visto la partecipazione di centinaia di persone arrivate a Giovinazzo non solo dalla Città Metropolitana di Bari, ma anche da fuori provincia.
Si chiuse questa sera, sabato 17 gennaio, con un nuovo tutto esaurito. Tre le repliche a chiusura, come sempre alle 18.00, alle 19.30 ed alle 21.00. Presentarsi in largo San Lorenzo (Porta Nuova) con almeno un quarto d'ora d'anticipo.
Sotto il nostro scritto, gli splendidi scatti di Giuseppe Palmiotto col suo occhio sempre diverso sulle scene.
Ma "Dite Inferno", la rappresentazione di alcuni canti della celeberrima cantica della Divina Commedia di Dante, per la regia di Pietro Naglieri e la direzione artistica di Gianpaolo Sinesi, è "diffusa" a nostro avviso anche perché raccoglie consensi trasversali all'età, al censo ed alla provenienza di chi assiste allo spettacolo.
E se da un lato disorienta, dall'altro ha la capacità di rendere accessibile a tutti frammenti del poema più studiato nel mondo, mai più replicato, che non può aver paragoni in altre lingue. È dunque autenticamente teatro popolare.
I videomapping rinnovati in questa edizione 2026 e le musiche del talentuoso compositore di casa nostra, Orazio Saracino, chiudono il cerchio e fanno di "Dite Inferno" una produzione di successo.
I quadri sono ben composti, il pubblico guidato a gruppi riesce a godere della rappresentazione al meglio e nessuno è lasciato indietro. Bravi gli attori, "Chiamata di Scena" ha scelto un cast decisamente all'altezza per intensità, timbro, espressività. Un cenno lo merita un eccellente Saba Salvemini, "prodotto" di casa, completamente a suo agio nei panni di Ulisse a chiudere il peregrinare di Dante e Virgilio.
Grande è lo sforzo dei volontari e del personale che traccia il percorso, aprendo e chiudendo i gruppi. Intelligente la scelta dei canti rappresentati, con una minima ed efficace esegesi dei testi.
Nella serata di venerdì 16 gennaio, la prima aperta al pubblico di ogni provenienza, le tre rappresentazioni hanno visto la partecipazione di centinaia di persone arrivate a Giovinazzo non solo dalla Città Metropolitana di Bari, ma anche da fuori provincia.
Si chiuse questa sera, sabato 17 gennaio, con un nuovo tutto esaurito. Tre le repliche a chiusura, come sempre alle 18.00, alle 19.30 ed alle 21.00. Presentarsi in largo San Lorenzo (Porta Nuova) con almeno un quarto d'ora d'anticipo.
Sotto il nostro scritto, gli splendidi scatti di Giuseppe Palmiotto col suo occhio sempre diverso sulle scene.

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