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Discarica, botta e risposta tra Comitato "17 Novembre" e Amministrazione comunale

Lasorsa in Consiglio comunale: «Vi staremo col fiato sul collo». Depalma: «Non abbiamo nulla di cui vergognarci»

«Abbiamo fatto bene a dire che non era acqua sporca, ma percolato».

Così ieri sera Marco Lasorsa, uno dei portavoce del Comitato "17 Novembre", durante una seduta del Consiglio comunale giovinazzese che si è occupato di discarica e crisi dell'olivicoltura.

Lasorsa era stato invitato dal Presidente del Consiglio comunale, Alfonso Arbore, a prender parte all'assise in rappresentanza del movimento spontaneo che ha guidato la protesta sulla situazione del sito di San Pietro Pago.

«La situazione in discarica - ha detto il coordinatore - è nuovamente pessima, con la strada nuovamente invasa, un muretto non riparato e un lagunaggio continuo ed diffuso». Lasorsa ha sottolineato come anche la Procura della Repubblica di Bari abbia più volte sottolineato la situazione difficile in discarica e si è poi soffermato sul passaggio dell'Amministrazione comunale con cui si è deciso di affidare la situazione emergenziale all'AGER: «Avete quindi dichiarato dopo 12 mesi - ha affermato rivolgendosi agli amministratori - l'incapacità dell'Ufficio Tecnico. Adesso tutto viene demandato ad Enti sovracomunali, che non sappiamo come agiranno, quegli stessi uffici regionali che hanno trasformato Giovinazzo, secondo le parole del Sindaco stesso, in una "pattumiera".

Non ci fidiamo più - ha detto fermo - di chi dovrebbe fare una battaglia per la salute e tradisce il mandato di onestà amministrativa che avrebbe dovuto illuminarlo nell'azione. Non ci fidiamo di chi ha tradito Giovinazzo già una volta e forse è già sceso a patti in Regione. Pretendiamo chiarezza, il problema non è affatto già risolto. Vi staremo col fiato sul collo - è stata poi la chiosa di Marco Lasorsa -: lo dobbiamo a chi si è sacrificato ed ha creduto nel libero spirito di cittadinanza».

A rispondergli è stato il Sindaco, Tommaso Depalma che ha voluto ribadire in diretta streaming che «il Consiglio cosa dovrebbe fare di più se non portare in Aula, in modo trasparente, questa situazione? Noi ogni volta che abbiamo qualcosa da dire verremo in questa Aula, massima espressione di democrazia.

Il 17 novembre (data della manifestazione, ndr) - ha detto il primo cittadino - siamo stati attaccati, etichettati e vilipesi, trattati come i peggiori criminali, nonostante non avremmo nulla di cui vergognarci. La discarica di certo è lì non perché siamo stati noi a volerla. Stiamo provando a risolvere un problema complesso».

Entrando nel dettaglio del finanziamento ottenuto per la fase di post-gestione, Depalma ha evidenziato come i 4 milioni e mezzo «siano legati ad un progetto e non esclusivamente ad una messa in sicurezza, ma sono vincolati. In questo momento - ha spiegato - è in corso una gara d'appalto per affidare la raccolta del percolato ordinaria per tutto l'anno (va campionato, inviato, verificato e solo dopo che ti dicono dove lo puoi smaltire, può essere prelevato).

Inoltre - ha continuato il Sindaco - le analisi hanno mediamente valore di un anno e l'idea che tutti i giorni si vada a fare prelievo, è fuori dalle regole. È stato detto che va tutto male, senza basi scientifiche», è stato quindi l'affondo contro opposizioni e manifestanti.

Depalma ha quindi ribadito che se i rifiuti abbancati non sono cambiati in questi anni come tipologia, non vi dovrebbero essere problemi di particolare inquinamento. «Io mi impegnerò - è stata la sua promessa - a risolvere il problema, ma la post-gestione implica che passino tanti anni. Non ci sono problemi nel risolvere la cosa con l'opposizione - è stata la sua apertura - ed ho detto già il 17 novembre che bisogna marciare uniti».

Il Sindaco ha poi difeso la scelta comunale di passare il comando agli Uffici regionali, poiché l'Ente guidato da Michele Emiliano disporrebbe, a suo avviso, di forze nettamente superiori a quelle di un comune medio-piccolo nell'affrontare una situazione così complessa. Depalma ha anche rimarcato l'impegno dell'Amministrazione da lui guidata nel monitorare qualsiasi passaggio sul V lotto, su cui resta immutato quanto deciso durante il duplice mandato Natalicchio: è destinato a discarica di servizio e soccorso per un impianto di biostabilizzazione.

Un passaggio, questo, ribadito anche da Gianfranco Grandaliano, direttore generale dell'Agenzia Territoriale per la Gestione dei Rifiuti, intervenuto anch'egli in Aula Pignatelli. Grandaliano ha ripetuto che il V lotto sarà destinato ad un impianto di trattamento del rifiuto secco, con una gestione interamente pubblica.

Il Direttore Generale AGER ha poi sottolineato due esigenze: la prima, più immediata, è quella di riprofilare e livellare i lotti esistenti (priorità ribadita nel suo intervento anche dal Vicesindaco, Michele Sollecito), con coperture la cui natura è oggetto del dibattito ai tavoli tecnici tra Comune e altri Enti, mentre la seconda è proprio quella di una gestione pubblica della fase di chiusura della discarica.

Apprezzato questo passaggio dal Consigliere Antonello Natalicchio del PD, che ha rivendicato la bontà della sua idea del 2003 sul sito di San Pietro Pago, in cui l'Ente comunale giovinazzese di fatto sottrasse la discarica ai privati, gestendola direttamente, sedendo ai tavoli tecnici con una propria posizione sulle scelte da prendere. Per Natalicchio, è ciò su cui questa Amministrazione ha di fatto abdicato, mettendo tutto in mano ad uffici sovracomunali.

Critiche all'operato dell'Amministrazione comunale, durante un lungo e serrato dibattito, erano arrivate anche dal Consigliere Daniele de Gennaro di PVA, il quale ha più volte sottolineato le incongruenze amministrative non solo nell'ultima fase, quella seguita alla chiusura della discarica, ma anche relativamente al rapporto con Daneco, tardivamente rescisso, ed alla mancanza di trasparenza in alcune decisioni più recenti.



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