L'intervento dell'avv. Grandaliano (Foto Gianluca Battista)
L'intervento dell'avv. Grandaliano (Foto Gianluca Battista)
Attualità

Dal Consiglio comunale straordinario una verità composita

Ieri mattina il confronto tra forze politiche nell'Auditorium "don Tonino Bello"

L'Auditorium "don Tonino Bello" della Parrocchia Immacolata ha ospitato ieri mattina, 17 novembre, il Consiglio comunale sulla monotematico sulla discarica di San Pietro Pago. A distanza di quattro anni dall'ultima volta, la massima assise cittadina si è ritrovata a discutere ancora del sito, sebbene per motivazioni differenti. Il Consiglio era stato convocato dal Presidente Alfonso Arbore su richiesta di sei Consiglieri della maggioranza, che avevano chiesto chiarimenti in materia ed un dibattito aperto affinché l'Amministrazione comunale potesse presentare alla città quanto sta accadendo con i lagunaggi oltre il perimetro della discarica, nelle campagne coltivate. L'idea era quella di un dialogo tra forze, ma alla fine dell'assise, sebbene siano emerse alcune verità, la distanza tra maggioranza e, soprattutto, PrimaVera Alternativa, è rimasta incolmabile. Proviamo quindi a sintetizzarvi in diversi passaggi l'intenso e anche aspro dibattito durato quasi cinque ore, cercando di fare una summa di quanto detto all'Immacolata.

LA POSIZIONE DELL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE - Il Sindaco Tommaso Depalma ha ricordato nel suo intervento che se non «vi fosse stato il sesto lotto, non avremmo avuto il problema», rispedendo al mittente accuse ed evidenziando a più riprese come le scelte regionali all'epoca della Giunta Vendola non siano state sufficientemente contrastate dall'allora Amministrazione comunale. Scelte politiche che avrebbero, a suo dire, danneggiato la città di Giovinazzo.
Il primo cittadino ha spiegato che quello che sta accadendo in discarica è comune anche ad altri siti: quando piove, ha raccontato, «l'acqua si raccoglie nei pozzi dove viene preso il percolato e spesso, in caso di abbondanti precipitazioni, tracima sui fianchi. Tuttavia in questo caso non si tratta tecnicamente di percolato», ha ribadito. Scusandosi per aver utilizzato improvvidamente l'espressione "acqua sporca" in un suo video, è passato ad illustrare lo stato delle cose dal punto di vista amministrativo, ricordando prima che sono stati captati 1.707.000 litri circa di percolato e che il 24 ottobre scorso vi è stata la verifica ultima delle pompe d'aspirazione. È in atto, ha ancora detto Tommaso Depalma, la progettazione di un intervento per rafforzare un muro di cinta, da cui filtrerebbe percolato nella campagne circostanti. Il Sindaco, anche alla presenza di alcuni contadini, proprietari di suoli della zona, ha voluto ricordare che la fessura nel muretto a secco c'è, ma che il fenomeno sarebbe circoscritto ad un albero facente parte di una zona in cui non si possono raccogliere olive (zona che avrebbe dovuto essere interdetta alla coltivazione da tempo, con distanze indicizzate, fatto mai avvenuto in passato, ndr). Depalma, insistendo sull'inesistenza del "disastro ambientale" come alterazione "irreversibile" dell'ecosistema circostante, paventato da PVA, ha continuato nel sottolineare come l'Amministrazione comunale si sia mossa in sede civile e penale per perseguire Daneco, ex gestore avviato al fallimento. Il 14 novembre 2017 è stato rescisso dal Comune di Giovinazzo un contratto (quello del 26-09-2003) con la società, mentre il 5 dicembre 2017 è stata disposta la risoluzione dell'altro contratto datato 30 dicembre 2008. A luglio di quest'anno, ha proseguito il primo cittadino, l'Ente comunale avrebbe formalmente diffidato Green Up (a cui era stato ceduto un ramo d'azienda da Waste Italia, gruppo di riferimento di Daneco) dal continuare a sfruttare il biogas, poiché non vi è più in atto alcun contratto con il gruppo che faceva capo alla stessa Daneco. Alla Green Up, inoltre, il Comune avrebbe chiesto 200.000 euro di royalties non godute e di abbandonare l'impianto entro il 30 ottobre scorso. Degli 800.000 euro ricevuti dalla Regione Puglia, l'Ente comunale ne ha utilizzati una parte per aspirare il percolato e per le prime opere di messa in sicurezza, ma Depalma ha insistito su un concetto: la fase di post-gestione non potrà essere sostenuta solo dal Comune. La Regione deve dire con certezza cosa intende fare con il V lotto, appaltato nel 2006 per realizzare un impianto mai partito. Per Depalma quindi sono due le strade importanti da percorrere: quel lotto non si riempirà con nulla che non sia scarto di lavorazione («i giovinazzesi hanno già pagato abbastanza ed hanno diritto ad un risarcimento», ha detto, ndr) e per ciò che concerne la riprofilatura dei primi tre lotti (più bassi degli altri) l'Amministrazione comunale non è in sintonia con quanto stabilito dagli uffici regionali, che hanno previsto un riempimento con terreno vegetale. Sarebbe troppo pesante e si potrebbe incorrere, è il pensiero degli amministratori, in uno sprofondamento dei lotti con problemi davvero seri per le falde sotterranee. Depalma ha infine rimarcato più volte, incalzato dal Consigliere Daniele de Gennaro, di non aver in alcun modo sottovalutato il problema e di voler continuare a pressare soprattutto l'Arpa per ricevere risposte rapide sui liquidi riversatisi in campagna. Prima di ogni attività, il Comune ha informato la Procura della Repubblica di Bari. Stoccata anche a chi ha portato la questione sui media nazionali: secondo Depalma si è fatta una pessima pubblicità ad un intera città con ricadute sul distretto produttivo.

CESARE TREMATORE, ingegnere a capo dell'Ufficio Tecnico Comunale, ha rimarcato nel suo intervento, rispondendo alle sollecitazioni delle opposizioni che, prima della delibera del 16 ottobre 2018, con cui la Giunta di fatto spinge sull'acceleratore e demarca una distanza notevole con la Regione Puglia ed i suoi organi di controllo, il Comune si era mosso eccome. Sarebbero state fatte verifiche per i biogas sin dall'ottobre 2016, insieme ai Vigili del Fuoco. La novità, arrivata in Consiglio, è rappresentata da quanto affermato da Trematore in chiusura, quando ha ricordato che quei biogas esistono dal 1990 e che si sta attivando in ogni modo per trovare gli atti dell'epoca che possano dare spiegazioni convincenti sul fenomeno. Sin da luglio 2018, ha poi ricordato l'ingegnere, sono stati chiesti all'Arpa i dati sui prelievi, che ad oggi non sono stati forniti. Invece il primo intervento di prelievo del percolato risalirebbe all'ottobre 2017, oltre un anno fa, e che periodicamente l'operazione viene ripetuta, ultima delle quali il 29 agosto 2018. A settembre, ha confermato Trematore, il battente era a zero nel pozzo di raccolta principale. Il 9 novembre scorso vi sarebbero state altre verifiche in discarica da parte degli Enti preposti.

GIANFRANCO GRANDALIANO - AGER Puglia - Il commissario dell'Agenzia regionale gestione ciclo rifiuti, Gianfranco Grandaliano, è intervenuto a Giovinazzo per fare il quadro della situazione. Ha ricordato come l'Ente che guida non è preposto al campionamento che spetta all'Arpa, grande assente nella giornata di ieri. L'esigenza, ha evidenziato, è quella di un «controllo costante dei luoghi con emungimento periodico del percolato, che è una priorità assoluta». Grandaliano non ravvisa una situazione tale da far gridare al "disastro ambientale", ma ha sottolineato più volte la gravità della situazione comune ad altri siti pugliesi (citati su tutti Trani e Brindisi). Sul V lotto ha confermato la volontà dell'Agenzia di pensarlo come un impianto di testa (la gara fatta è valida) ed ha auspicato che l'Arpa si pronunci presto per comprendere se il sito sia o meno compromesso. Quanto ai biogas, Grandaliano ha ricordato anch'egli una relazione dei Vigili del Fuoco circa una non pericolosità di quei biogas, ma ha anche detto che l'Arpa non si è affatto espressa sul punto. Resta la sua piena disponibilità a sostenere il Comune ed i giovinazzesi in un percorso finalmente virtuoso di post-gestione, mai avviata da un gestore (Daneco) che aveva prestato fideiussioni poi rivelatesi inconsistenti e che a suo dire ha potuto far questo per una normativa compiacente (la 36/2003), che andrebbe modificata.

GIANNI CAMPOREALE (PD) - Sin dall'apertura del Consiglio comunale, il Consigliere Democratico, Gianni Camporeale, aveva chiesto di non scivolare sul passato nella discussione, ma di proporre soluzioni concrete per il presente e possibilmente per il futuro. Difendendo a più riprese le scelte fatte dall'Amministrazione Natalicchio, viste con gli occhi dell'epoca in cui vennero prese, l'esponente Dem ha chiesto all'Amministrazione comunale di fare una volta per tutta chiarezza sui contratti con Daneco e sul ritardo quasi biennale sul loro scioglimento (fatto su cui ha interrogato Grandaliano). Gianni Camporeale ha anche suggerito agli amministratori di non effettuare campionamenti semplici del percolato dal pozzo spia. Sarebbe a suo avviso utile ad un'analisi completa e corretta l'aspirazione dello stesso e poi la sua verifica. Il Consigliere del PD ha infine raccolto la proposta arrivata dal Vicesindaco, Michele Sollecito, di informare la popolazione attraverso un'apposita sezione del monitoraggio civico on line, suggerendo anche la possibile affissione periodica di manifesti per rendere partecipe la popolazione non avvezza ad utilizzare il mezzo informatico. Resta l'apertura del Partito Democratico a soluzioni condivise per il futuro, ma non si fanno sconti sulla opposizione all'azione amministrativa definita tardiva e resta in piedi un'asse con PrimaVera Alternativa al fine di sensibilizzare la popolazione sul problema discarica.

DANIELE de GENNARO (PVA) - Forte la distanza tra PrimaVera Alternativa e l'Amministrazione comunale, con momenti di forte tensione in Aula. Per il Consigliere Daniele de Gennaro (più volte interrotto durante il suo intervento) è necessario il dato principale: sapere cosa c'è in quelle acque riversatesi in campagna. Secondo l'avvocato, quello è percolato, una parola non scelta a caso dall'Arpa, che già in una sua relazione aveva rilevato «l'abbandono del corpo della discarica». Per de Gennaro la situazione sarebbe dunque "drammatica", vista la distanza emersa nella seduta tra gli uffici comunali e quelli regionali, tra Comune ed Arpa Puglia. Secondo il leader di PVA, il Consiglio comunale non avrebbe fornito le risposte cercate dalla gente e da chi ieri sera ha poi manifestato. «Dunque - ha evidenziato - questo Consiglio finisce con una declaratoria: nessuno può dire se è inquinato o meno». Daniele de Gennaro ha puntato il dito contro il Sindaco (più volte i due si sono punzecchiati e quasi sfidati in un corpo a corpo verbale, ndr), massima autorità cittadina in fatto di salute pubblica, dicendo che avrebbe potuto fare di più e sottolineando la bontà dell'azione delle opposizioni. Il Consigliere di PVA si è infine soffermato sulla Delibera di Giunta del 16-10-2018, da cui emergerebbero chiare distanze tra Comune ed Arpa, diversamente da quanto affermato dallo stesso primo cittadino nelle passate assise. Giovinazzo, per il Consigliere, avrebbe insomma bisogno di altre risposte e di soluzioni concrete.

LA PROTESTA DEL COMITATO 17 NOVEMBRE - Uno dei coordinatori del Comitato "17 novembre", organizzatore della manifestazione di ieri sera, Marco Lasorsa, aveva chiesto al Presidente del Consiglio comunale, Alfonso Arbore, di prendere la parola. Permesso accordato dopo la fase introduttiva della seduta, ma al termine della ricognizione del Sindaco sull'attività amministrativa, Lasorsa ha presentato al primo cittadino ed al Presidente stesso due bottigliette, la prima contenente olio, la seconda percolato. Ed ha chiesto a Depalma, con un gesto volutamente plateale, di provare a dare risposte realistiche sul contenuto di entrambe.

IL DELIBERATO - Il Consiglio comunale monotematico di ieri ha deliberato «di impegnare il Sindaco a dare, con urgenza, seguito al protocollo intervenuto tra il Comune di Giovinazzo e l'AGER PUGLIA, valutando la possibilità di apportare ogni modifica necessaria per ottimizzare le modalità procedurali di intervento relative alla messa in sicurezza di emergenza della discarica di San Pietro Pago; di impegnare il Sindaco a sollecitare la Regione Puglia alla definizione della fase successiva alla messa in sicurezza di emergenza ovvero alla post-gestione dell'area».
La votazione ha visto 11 favorevoli, tutti della maggioranza, e 5 Consiglieri di opposizione che di fatto non hanno inteso votare, ritenendo "inutile" il provvedimento, in quanto ciò che vi è richiesto è già nelle competenze del primo cittadino. Idea contrastata dalla Consigliera di Iniziativa Democratica, Marianna Paladino, una delle proponenti, che invece ha ravvisato nella "modifica" possibile al protocollo tra AGER e Comune una importante novità sostanziale.

IL CLIMA TESO E LA NON ECCEZIONALE PARTECIPAZIONE DI PUBBLICO hanno macchiato il Consiglio comunale, in cui, al netto di alcuni passaggi evitabili con toni esacerbati, la discussione è stata articolata e ricca di spunti, grazie a cui le posizioni differenti sono emerse con chiarezza. La gente di Giovinazzo, invece, quella comune, non schierata, appare ancora troppo lontana dai problemi in discussione e troppo poco consapevole del ruolo che potrebbe e dovrebbe ricoprire.

UN BRUTTO EPISODIO si è verificato in apertura dell'assise cittadina. Dal pubblico, una persona ha inveito contro il Consigliere del Partito Democratico, Antonello Natalicchio. Dopo un breve battibecco, la forza pubblica è intervenuta, allontanando il contestatore. Purtroppo il prof. Natalicchio, sdegnato per quanto accaduto, ha deciso di abbandonare precocemente l'Aula. Davvero un brutto episodio, stigmatizzato da tutti i presenti.

IL COLPO DI SCENA FINALE - Al termine della discussione ed a telecamere ormai spente, il Sindaco e la maggioranza hanno deciso di partecipare alla manifestazione di ieri sera, non essendoci, a detta loro, ostacoli ad un percorso unitario di tutte le componenti della cittadinanza per il bene della città. E nel corteo, di cui oggi vi racconteremo tutto, non sono poi mancate tensioni.

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