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Cronaca
Le rubano l'auto a Giovinazzo con alcune ceramiche: lo sfogo social diventa virale
Il furto nelle scorse ore, poi le lacrime amarissime
Giovinazzo - martedì 21 aprile 2026
14.28
Le sue lacrime hanno commosso il web. Micaela, giovane, molto apprezzata organizzatrice di workshop su varie materie con ausilio di professionisti di settore, ma si trovava a Giovinazzo, dove risiede il suo compagno.
L'amara scoperta è arrivata l'indomani: l'automobile, con le ceramiche di alcuni clienti all'interno, era stata rubata. La disperazione è corsa veloce sul web, grazie ad una storia Facebook. Dopo la denuncia alla locale stazione dei Carabinieri, tuttavia del mezzo non vi è ancora traccia. Una pessima pubblicità per la cittadina adriatica, ormai lanciata nei circuiti turistici nazionali.
Le batterie di ladri d'auto - va ricordato perché non si pensi a fenomeni isolati - sono allevate principalmente a Bitonto, come riferisce la Direzione Investigativa Antimafia, e coinvolge direttamente i clan che operano su tutto il territorio del Barese. 600 euro circa per rubarle con tanto di turnazione, 600 euro agli andriesi per cannibalizzarle nottetempo nell'agro, lontanissimo da occhi indiscreti. Infine la rivendita sul lucroso mercato nero dei pezzi di ricambio dove a dettar legge sono i gruppi criminali cerignolani. Un business da svariati milioni di euro l'anno.
L'auspicio è che questa ragazza possa ritrovare "almeno" le sue ceramiche ed un po' di serenità. Grande dispiacere per l'accaduto è stato espresso in queste ore dalle istituzioni cittadine, mentre a lei è arrivata la solidarietà di tanta gente comune.
Sotto il nostro scritto il video riportato da Radio Bari della sua denuncia social.
L'amara scoperta è arrivata l'indomani: l'automobile, con le ceramiche di alcuni clienti all'interno, era stata rubata. La disperazione è corsa veloce sul web, grazie ad una storia Facebook. Dopo la denuncia alla locale stazione dei Carabinieri, tuttavia del mezzo non vi è ancora traccia. Una pessima pubblicità per la cittadina adriatica, ormai lanciata nei circuiti turistici nazionali.
Le batterie di ladri d'auto - va ricordato perché non si pensi a fenomeni isolati - sono allevate principalmente a Bitonto, come riferisce la Direzione Investigativa Antimafia, e coinvolge direttamente i clan che operano su tutto il territorio del Barese. 600 euro circa per rubarle con tanto di turnazione, 600 euro agli andriesi per cannibalizzarle nottetempo nell'agro, lontanissimo da occhi indiscreti. Infine la rivendita sul lucroso mercato nero dei pezzi di ricambio dove a dettar legge sono i gruppi criminali cerignolani. Un business da svariati milioni di euro l'anno.
L'auspicio è che questa ragazza possa ritrovare "almeno" le sue ceramiche ed un po' di serenità. Grande dispiacere per l'accaduto è stato espresso in queste ore dalle istituzioni cittadine, mentre a lei è arrivata la solidarietà di tanta gente comune.
Sotto il nostro scritto il video riportato da Radio Bari della sua denuncia social.



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