
Religioni
Concluso in Cattedrale il Giubileo della Speranza - FOTO
Ieri, giorno dell'Epifania, la celebrazione eucaristica presieduta da mons. Domenico Cornacchia
Giovinazzo - mercoledì 7 gennaio 2026
Nella mattinata di ieri, martedì 6 gennaio, la Chiesa giovinazzese ha chiuso il Giubileo della Speranza, indetto da Papa Francesco e concluso in contemporanea, proprio nella solennità dell'Epifania di Nostro Signore, da Papa Leone XIV nella Basilica Pontificia di San Pietro.
Le celebrazione eucaristica giovinazzese è stata presieduta da mons. Domenico Cornacchia, vescovo della diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, accompagnato dal vicario foraneo, don Cesare Pisani. A fare "gli onori di casa" padre Francesco Depalo e padre Pasquale Rago, rispettivamente amministratore e vice della parrocchia Concattedrale di Santa Maria Assunta. Presenti alla liturgia della Parola le rappresentanze delle confraternite cittadine, nonché del Comitato Feste Patronali, in testa il presidente Pietro Sifo. Assente non giustificata l'amministrazione comunale. L'animazione musicale è stata curata dalla Corale delle parrocchie cittadine guidata da Alberto Fiorentino.
Durante la sua omelia, monsignor Cornacchia ha rimarcato come l'Epifania rappresenti «la Luce del Signore, una Luce che non dobbiamo mai stancarci di cercare». Ed è in quel Dio, fattosi Bambino, che si manifesta la grandezza del Creatore, principio e fine di tutto, che si è manifestato al mondo. «Io sono la luce del mondo, ha detto il Gesù - ha ricordato il prelato -, ma Dio ci dice anche che la luce del mondo possiamo essere noi, mettendoci sulle sue tracce». Come nella notte di Pasqua, il Cristo risorto si manifesta figuratamente in una candela che squarcia le tenebre, così quello stesso Cristo venuto al mondo tra gli ultimi segna la via, che è «vita e verità». Non ci sono, dunque, altre strade percorribili per il cristiano e per il cattolico: bisogna fare come i Magi «che stavano per tornare a Gerusalemme e poi ascoltare l'angelo e seguirono la Cometa». La stella che illumina il nostro cammino è quindi solo il Signore e la nostra strada sarà tanto più luminosa quanto più lo cercheremo col cuore.
Sul finire della santa messa, don Cesare Pisani, che aveva dato il benvenuto in città a mons. Cornacchia, ha rivelato che per volontà del vescovo, alcune rate dei mutui di diverse parrocchie della diocesi saranno coperte grazie ad un fondo derivante dalle donazioni dell'8x1000 alla Chiesa Cattolica. Una boccata d'ossigeno, che il vescovo ha quantificato pubblicamente in 300mila euro.
Al termine della celebrazione eucaristica, i saluti di rito di monsignore e quindi una foto (che pubblichiamo in home) che racconta bene lo spirito di una Epifania comunitaria a Giovinazzo. E quella comunità cerca solo due cose dal 2026: serenità per i propri cari e pace in un mondo in cui la prevaricazione sembra essere linguaggio universale e non la vicinanza agli ultimi, come insegna il Vangelo.
Le celebrazione eucaristica giovinazzese è stata presieduta da mons. Domenico Cornacchia, vescovo della diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, accompagnato dal vicario foraneo, don Cesare Pisani. A fare "gli onori di casa" padre Francesco Depalo e padre Pasquale Rago, rispettivamente amministratore e vice della parrocchia Concattedrale di Santa Maria Assunta. Presenti alla liturgia della Parola le rappresentanze delle confraternite cittadine, nonché del Comitato Feste Patronali, in testa il presidente Pietro Sifo. Assente non giustificata l'amministrazione comunale. L'animazione musicale è stata curata dalla Corale delle parrocchie cittadine guidata da Alberto Fiorentino.
Durante la sua omelia, monsignor Cornacchia ha rimarcato come l'Epifania rappresenti «la Luce del Signore, una Luce che non dobbiamo mai stancarci di cercare». Ed è in quel Dio, fattosi Bambino, che si manifesta la grandezza del Creatore, principio e fine di tutto, che si è manifestato al mondo. «Io sono la luce del mondo, ha detto il Gesù - ha ricordato il prelato -, ma Dio ci dice anche che la luce del mondo possiamo essere noi, mettendoci sulle sue tracce». Come nella notte di Pasqua, il Cristo risorto si manifesta figuratamente in una candela che squarcia le tenebre, così quello stesso Cristo venuto al mondo tra gli ultimi segna la via, che è «vita e verità». Non ci sono, dunque, altre strade percorribili per il cristiano e per il cattolico: bisogna fare come i Magi «che stavano per tornare a Gerusalemme e poi ascoltare l'angelo e seguirono la Cometa». La stella che illumina il nostro cammino è quindi solo il Signore e la nostra strada sarà tanto più luminosa quanto più lo cercheremo col cuore.
Sul finire della santa messa, don Cesare Pisani, che aveva dato il benvenuto in città a mons. Cornacchia, ha rivelato che per volontà del vescovo, alcune rate dei mutui di diverse parrocchie della diocesi saranno coperte grazie ad un fondo derivante dalle donazioni dell'8x1000 alla Chiesa Cattolica. Una boccata d'ossigeno, che il vescovo ha quantificato pubblicamente in 300mila euro.
Al termine della celebrazione eucaristica, i saluti di rito di monsignore e quindi una foto (che pubblichiamo in home) che racconta bene lo spirito di una Epifania comunitaria a Giovinazzo. E quella comunità cerca solo due cose dal 2026: serenità per i propri cari e pace in un mondo in cui la prevaricazione sembra essere linguaggio universale e non la vicinanza agli ultimi, come insegna il Vangelo.












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