Michele Sollecito
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Sicurezza, Sollecito: «Non permetteremo che i clan mafiosi prendano piede a Giovinazzo»

Una lettera aperta del sindaco alla città per raccontare l'evoluzione dei contatti con il Prefetto dopo gli innumerevoli furti d'auto su commissione ed altri reati

Furti d'auto continui, ma non solo. La situazione sicurezza, in una cittadina in forte espansione turistica, non può davvero essere tralasciata. Capitali nuovi attirano la criminalità organizzata e bisogna tenere alta la guardia. Dopo l'auto rubata sotto Palazzo di Città, il sindaco Michele Sollecito aveva voluto incontrare la prefetta Antonia Bellomo, chiedendo ausilio sul territorio.
Di seguito la nota apparsa sui canali social in cui il sindaco spiega l'evoluzione della situazione dopo gli incontri con altre istituzioni.

«A distanza di due settimane dal furto plateale accaduto alle 2.00 di notte sotto Palazzo di Città sento di condividere con voi alcune considerazioni. Sono stati giorni difficili, un misto di rabbia, delusione e amarezza ha pervaso i miei pensieri. Ho raccolto con dovizia le giuste informazioni per evitare di esprimermi con impulsività.
Innanzitutto – come i giornali locali hanno pubblicato – oltre il video del furto vi sono state le chiamate alle forze dell'ordine. Per giorni ho dovuto ribadire a chiunque come la nostra comunità non fosse una comunità codarda. Sappiamo che in determinate occasioni il dovere di ogni buon cittadino è chiamare le forze dell'ordine e così è stato. Questo sia chiaro anche a tanti che hanno tratto pessimi giudizi sulla nostra città e sui nostri cittadini.
Gli applausi finali non certo per plaudire ai malviventi ma sdegno verso persone che prima di accingersi a compiere il furto hanno intimorito quanti erano nelle vicinanze.
Faremmo un grande errore a pensare che tutto si è svolto "al momento". Era tutto ben organizzato e sicuramente non vi erano solo le persone immortalate nel video ma altri complici a dettare tempistiche e dettagli di logistica. Non si tratta di semplici furtarelli ma azioni organizzate da gruppi criminali che non solo curano i furti ma anche il resto della filiera: smontaggio delle auto, rivendita, abbandono delle carcasse nelle nostre campagne che vengono così umiliate e deturpate.
Ma ora veniamo a noi. Dal canto nostro procederemo con quanto stabilito con l'approvazione del nostro bilancio: rafforzamento del nostro sistema di videosorveglianza con installazione di ulteriori 5 telecamere a lettura di targa in aggiunta alle 3 già esistenti, ulteriori 10 telecamere di contesto in aggiunta alle circa 40 già operative sul territorio; a tutto ciò aggiungiamo l'ausilio di un'auto di un istituto di vigilanza privata dalle 22.00 alle 6.00.
Inoltre, con l'approvazione del progetto "estate sicura 2023" avremo un numero di ore aggiuntive tali da garantire il servizio di presidio e vigilanza della Polizia Locale oltre le 22.00 sino al termine della stagione estiva. Abbiamo assunto un altro vigile, un'altra assunzione a tempo indeterminato è in corso così come sono in corso anche due assunzioni di vigili a tempo determinato.
Al di là di quanto attiene il nostro Comune, sin da subito mi sono confrontato con il Prefetto ottenendo garanzia di pattugliamento maggiore del nostro territorio da parte delle forze dell'ordine, i militari dell'Arma, a cui va tutta la mia stima e il mio riconoscimento per quanto hanno svolto in questi giorni giungendo già ai primi arresti.
In ultimo, avvertendo comunque tutta l'importanza del tema sicurezza ben oltre la piaga sociale dei furti d'auto sino al traffico di stupefacenti e altri reati connessi, ho scritto una lettera ai parlamentari risultati eletti sul nostro territorio invitandoli ad un consiglio comunale in seduta aperta da tenersi nel prossimo mese di settembre perché vogliamo tenere alta l'attenzione per i fenomeni delinquenziali che riguardano il territorio del nord barese.
Non permetteremo che i clan mafiosi prendano piede nella nostra comunità, per far questo non possiamo e non dobbiamo mettere la polvere sotto il tappeto bensì "sopra il tappeto", per far capire che ci stiamo interessando a tutto ciò che può mettere loro in difficoltà sui nostri territori. Non vinceranno, non ci troveranno inermi, soprattutto non ci troveranno INDIFFERENTI».
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