
Politica
Elezioni Molfetta, Tommaso Depalma "tira le orecchie" ad un centrodestra diviso e disorientato
L'analisi del voto dell'esponente di Forza Italia ed ex sindaco di Giovinazzo
Giovinazzo - mercoledì 10 giugno 2026
«Ho guardato le percentuali di voto del ballottaggio a Molfetta e mi ha colpito l'assoluta sovrapposizione fra quanto accaduto ieri e quanto accaduto a Giovinazzo il 21 Maggio 2012. Percentuali quasi simili. La proposta nuova che spazza chi aveva governato la città nei 10 / 12 anni precedenti».
Così Tommaso Depalma, ex sindaco di Giovinazzo ed oggi esponente di Forza Italia, ha commentato il voto molfettese che ha portato all'elezione a primo cittadino di Manuel Minervini, sostenuto da Rifondazione Comunista e dal "campo largo". Un parallelo ardito dal punto di vista della proposta politica, molto meno sotto quello della novità rispetto all'aria stantìa che si respirava anche a Giovinazzo nel 2012.
«Ovviamente - è la stoccata di Depalma - da iscritto a Forza Italia non posso che rammaricarmi per l'indegno spettacolo offerto da mio partito in quel di Molfetta, dove hanno prevalso le beghe locali su di una proposta unitaria che fosse più forte di quanto molto meritevolmente Adamo Logrieco e la sua coalizione sono riusciti a fare. A Molfetta è andato in scena l'ennesimo teatrino di chi in Regione "fa finta" di stare su posizioni contrapposte e poi a casa propria vanno a braccetto. E se queste manfrine le fanno dei consiglieri regionali, lo trovo estremamente più sgradevole e grave. E siccome i cittadini non sono stupidi, alla fine ti mandano a cagare e cambiano strada, pur magari non condividendo le ideologie politiche di fondo di chi votano», è l'attacco diretto a qualche esponente (di centrodestra e non) che ha l'abitudine di saltare di palo in frasca quando si tratta di amministrative.
Il pasticciaccio brutto, per citare indegnamente Carlo Emilio Gadda, il centrodestra molfettese se lo è costruito in casa propria ed i vertici metropolitani e regionali dei partiti hanno inciso zero in quelle diatribe. Un refrain di quanto già accaduto in altri comuni, dove partiti che al Nord ed in altre regioni italiani prevalgono con costanza, sono relegati all'irrilevanza politica grazie all'operato di qualche caporale locale ed all'assenza di almeno un generale che sappia guidarli (a Molfetta unico appiglio resta l'eterno "senatore" Antonio Azzollini).
«Vedevo i video - ha continuato Depalma - di chi cantava "Bella Ciao" che viene messa come il sale in tutte le minestre e chi alzava il pugno sotto la bandiere di falce e martello. Rispettabili nostalgie che saranno messe da parte quando il nuovo sindaco Manuel Minervini, varcherà la soglia del Palazzo di Città e misurerà il vero peso del governo, dove si agisce con logica e pragmatismo (se vuoi quagliare qualcosa di buono), piuttosto che aggrapparsi a fantastici (ma spesso irrealizzabili) ideologie politico / culturali. Penso che l'esperienza di governo di Paola Natalicchio sarà un monito utile a Manuel», è la nota a margine evidenziata da diverse testate e osservatori politici locali.
«Ovviamente - spiega Depalma - al nuovo sindaco d Molfetta, i miei migliori auguri di buon lavoro e di futuri successi amministrativi, perché una Molfetta performante è un vantaggio strategico per tutto il territorio e non solo per se stessa.
E ad Adamo Logrieco e la sua squadra, gli auguri di essere pronti da subito ad essere una valida alternativa a chi ha vinto, perché solo così una città può progredire. A Giovinazzo - evidenzia l'ex sindaco quasi inaspettatamente, una sorta di riconoscimento sul campo ai suoi irriducibili avversari - se siamo riusciti a fare tanto, bene e senza troppe sbavature, è stato anche merito delle opposizioni che abbiamo avuto dal 2012 ad oggi, che al nostro minimo sbaglio ci avrebbero fulminato. È questo il miglior sistema per stare sempre in tiro e con gli occhi aperti. Buon lavoro a tutti».
Così Tommaso Depalma, ex sindaco di Giovinazzo ed oggi esponente di Forza Italia, ha commentato il voto molfettese che ha portato all'elezione a primo cittadino di Manuel Minervini, sostenuto da Rifondazione Comunista e dal "campo largo". Un parallelo ardito dal punto di vista della proposta politica, molto meno sotto quello della novità rispetto all'aria stantìa che si respirava anche a Giovinazzo nel 2012.
«Ovviamente - è la stoccata di Depalma - da iscritto a Forza Italia non posso che rammaricarmi per l'indegno spettacolo offerto da mio partito in quel di Molfetta, dove hanno prevalso le beghe locali su di una proposta unitaria che fosse più forte di quanto molto meritevolmente Adamo Logrieco e la sua coalizione sono riusciti a fare. A Molfetta è andato in scena l'ennesimo teatrino di chi in Regione "fa finta" di stare su posizioni contrapposte e poi a casa propria vanno a braccetto. E se queste manfrine le fanno dei consiglieri regionali, lo trovo estremamente più sgradevole e grave. E siccome i cittadini non sono stupidi, alla fine ti mandano a cagare e cambiano strada, pur magari non condividendo le ideologie politiche di fondo di chi votano», è l'attacco diretto a qualche esponente (di centrodestra e non) che ha l'abitudine di saltare di palo in frasca quando si tratta di amministrative.
Il pasticciaccio brutto, per citare indegnamente Carlo Emilio Gadda, il centrodestra molfettese se lo è costruito in casa propria ed i vertici metropolitani e regionali dei partiti hanno inciso zero in quelle diatribe. Un refrain di quanto già accaduto in altri comuni, dove partiti che al Nord ed in altre regioni italiani prevalgono con costanza, sono relegati all'irrilevanza politica grazie all'operato di qualche caporale locale ed all'assenza di almeno un generale che sappia guidarli (a Molfetta unico appiglio resta l'eterno "senatore" Antonio Azzollini).
«Vedevo i video - ha continuato Depalma - di chi cantava "Bella Ciao" che viene messa come il sale in tutte le minestre e chi alzava il pugno sotto la bandiere di falce e martello. Rispettabili nostalgie che saranno messe da parte quando il nuovo sindaco Manuel Minervini, varcherà la soglia del Palazzo di Città e misurerà il vero peso del governo, dove si agisce con logica e pragmatismo (se vuoi quagliare qualcosa di buono), piuttosto che aggrapparsi a fantastici (ma spesso irrealizzabili) ideologie politico / culturali. Penso che l'esperienza di governo di Paola Natalicchio sarà un monito utile a Manuel», è la nota a margine evidenziata da diverse testate e osservatori politici locali.
«Ovviamente - spiega Depalma - al nuovo sindaco d Molfetta, i miei migliori auguri di buon lavoro e di futuri successi amministrativi, perché una Molfetta performante è un vantaggio strategico per tutto il territorio e non solo per se stessa.
E ad Adamo Logrieco e la sua squadra, gli auguri di essere pronti da subito ad essere una valida alternativa a chi ha vinto, perché solo così una città può progredire. A Giovinazzo - evidenzia l'ex sindaco quasi inaspettatamente, una sorta di riconoscimento sul campo ai suoi irriducibili avversari - se siamo riusciti a fare tanto, bene e senza troppe sbavature, è stato anche merito delle opposizioni che abbiamo avuto dal 2012 ad oggi, che al nostro minimo sbaglio ci avrebbero fulminato. È questo il miglior sistema per stare sempre in tiro e con gli occhi aperti. Buon lavoro a tutti».



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