
Ci avete rotto il pallone
Iniziano stasera i Mondiali di calcio tra USA, Messico e Canada. L'Italia non ci sarà
Giovinazzo - giovedì 11 giugno 2026
Non le avete viste le bandiere ai balconi, i tricolori che pendono, scossi dalla brezza estiva. Nessun bimbo per strada indossa la magliettina azzurra, non ci saranno amministratori affannati a cercare soluzioni normative che in poche ore consentano allestimenti di maxischermi nelle piazze. L'Italia non sarà stasera ai nastri di partenza del Mondiale di calcio che si disputerà tra Stati Uniti, Messico e Canada. Alle 21.00 la diretta (DAZN e Rai 1) del match inaugurale nel mitico "Azteca" di Città del Messico, sì proprio quello di Italia-Germania 4-3 del 1970.
Ci hanno rotto il pallone e lo hanno rotto non solo a noi appassionati, ma anche alla gente comune che nelle grandi manifestazioni internazionali, ogni due anni tra Europei e Mondiali, trovava un senso di comunità purtroppo sconosciuto in altri periodi storici. Nessuno si avventurerà in commentati azzardati sulle scelte del commissario tecnico (che nemmeno abbiamo, al momento) e non ci sarà la voglia di caroselli a tarda notte. Zero. Tutto spento, tutto incolore, tutto fermo.
I vertici del calcio italiano e soprattutto i proprietari dei club puntano solo al profitto ed i giovani azzurri (l'Under 17 è campione d'Europa) non giocheranno mai in A e qualche volta nemmeno in B. Non cresce erba sotto il tornado dei procuratori, veri e propri centri nevralgici attorno a cui ruota il mercato. I giovani italiani solo merce di scambio, la nazionale indebolita con risultati, Euro 2021 a parte, imbarazzanti.
Un indotto economico azzerato, una estate senza "Notti magiche", una attesa che non ci sarà. Non bastasse la frustrazione per un Bari in mani rivelatesi irrispettose della nostra passione e delle legittime ambizioni della nostra Città Metropolitana. Anche l'Italia fuori dai Mondiali a rendere grigia questa estate sportiva, a spegnere le luci prima del tempo, a togliere ogni anelito di gioia attraverso una palla che rotola.
Un tempo lo davamo per scontato, ci saremo stati anche noi, con mille difetti, ma ci saremmo stati in queste grandi manifestazioni. Oggi non più, siamo ai margini, senza prospettive, con una élite di "lestofanti" (per dirla alla Baldini) a tenere in mano il joystick del calcio nazionale.
Torneremo, un giorno torneremo anche noi. Forse. Non si sa quando, ma torneremo. Intanto ci sono adolescenti che non hanno visto o non hanno ricordo di un Mondiale di calcio. Complimenti agli artefici di questo scempio.
Bandiere arrotolate, balconi spogli, strade disadorne. La festa è solo degli altri. Ci avete rotto il pallone...
Ci hanno rotto il pallone e lo hanno rotto non solo a noi appassionati, ma anche alla gente comune che nelle grandi manifestazioni internazionali, ogni due anni tra Europei e Mondiali, trovava un senso di comunità purtroppo sconosciuto in altri periodi storici. Nessuno si avventurerà in commentati azzardati sulle scelte del commissario tecnico (che nemmeno abbiamo, al momento) e non ci sarà la voglia di caroselli a tarda notte. Zero. Tutto spento, tutto incolore, tutto fermo.
I vertici del calcio italiano e soprattutto i proprietari dei club puntano solo al profitto ed i giovani azzurri (l'Under 17 è campione d'Europa) non giocheranno mai in A e qualche volta nemmeno in B. Non cresce erba sotto il tornado dei procuratori, veri e propri centri nevralgici attorno a cui ruota il mercato. I giovani italiani solo merce di scambio, la nazionale indebolita con risultati, Euro 2021 a parte, imbarazzanti.
Un indotto economico azzerato, una estate senza "Notti magiche", una attesa che non ci sarà. Non bastasse la frustrazione per un Bari in mani rivelatesi irrispettose della nostra passione e delle legittime ambizioni della nostra Città Metropolitana. Anche l'Italia fuori dai Mondiali a rendere grigia questa estate sportiva, a spegnere le luci prima del tempo, a togliere ogni anelito di gioia attraverso una palla che rotola.
Un tempo lo davamo per scontato, ci saremo stati anche noi, con mille difetti, ma ci saremmo stati in queste grandi manifestazioni. Oggi non più, siamo ai margini, senza prospettive, con una élite di "lestofanti" (per dirla alla Baldini) a tenere in mano il joystick del calcio nazionale.
Torneremo, un giorno torneremo anche noi. Forse. Non si sa quando, ma torneremo. Intanto ci sono adolescenti che non hanno visto o non hanno ricordo di un Mondiale di calcio. Complimenti agli artefici di questo scempio.
Bandiere arrotolate, balconi spogli, strade disadorne. La festa è solo degli altri. Ci avete rotto il pallone...


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