La mappa della ZES
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Attualità

ZES, nuova priorità per lo sviluppo economico

In Sala San Felice la relazione del prof. Federico Pirro

Ieri sera, 12 ottobre, la Sala San Felice di Giovinazzo ha ospitato un interessante conferenza-dibattito sulla questione legata alla ZES, la Zona Economica Speciale, che avrebbe dovuto interessare anche la nostra cittadina. In un momento storico in cui appare chiara la volontà amministrativa di uscire dal Consorzio ASI, la ZES appare essere un'occasione da non perdere. La riflessione del prof. Federico Pirro, moderata dal giornalista Michele Marolla, ha cercato di affrontare dubbi e perplessità sull'operato recente della Regione Puglia in materia, che avrebbe di fatto escluso la nostra comunità dall'accesso alla ZES Adriatica. La riflessione ha disegnato un quadro generale della situazione attuale. Resta ferma la necessità di un impegno di tutte le forze politiche e sociali per difendere coi denti questa possibilità di sviluppo. Nel comunicato del Comitato "Per la Salute Pubblica" alcune riflessioni che riassumono l'attuale situazione. (G.B.)

«La discussione di venerdì sera, in Sala San Felice, sulle questioni della "Zona Economica Speciale, ZES, Adriatica" ha chiarito e fissato alcuni punti limpidissimi.

Il percorso che ha portato la Regione Puglia alla individuazione delle due ZES, Ionica e Adriatica, non è stato rettilineo: lo rivelano tra l'altro, nel caso della ZES Adriatica, le aggiunte a penna al corpo della delibera, con l'apertura non ancora conclusa, al Molise e l'ammissione della zona industriale di Molfetta. Lo rivela inoltre la possibilità, non ancora chiara, di ulteriori 200 ettari circa destinati ad avviso pubblico per altre realtà da ammettere nella "ZES Adriatica".

Al di là di storture e punti ancora oscuri, le ZES rimangono l'unico strumento esistente e ancora tutto da attivare per promuovere nel Mezzogiorno sviluppo economico, industriale e civile. Basti pensare ad alcuni tra i tanti benefici previsti dalla legge istitutiva: credito di imposta fino a 50 milioni di euro, semplificazioni amministrative, esenzioni Irap, IMU, Tasi e Tari.

Giovinazzo per molto tempo, per alcuni suoi punti di forza, è stato candidato alla inclusione nella ZES, nonostante l'inazione e l'assenza delle sue rappresentanze istituzionali testimoniate dalla documentazione raccolta nella delibera regionale.

Giovinazzo in forza di alcune sue caratteristiche – presenza nel nucleo industriale Giovinazzo-Bitonto destinatario di importanti fondi per la infrastrutturazione, presenza del polo intermodale Lugo Terminal – ha diritto ad entrare a pieno titolo nella ZES.

Non si tratta di una battaglia campanilistica. È una questione che riguarda l'intera area metropolitana di Bari. Basti pensare che attualmente – vista la saturazione delle aree industriali di Bari-Modugno e Molfetta, con aree libere marginali o a macchia di leopardo – se ci fosse l'occasione o la possibilità di un grande investimento commerciale o industriale non vi sarebbero aree libere attrezzate capienti.

Altre comunità – come ad esempio il Comune di Acquaviva delle Fonti – si stanno mobilitando per l'ammissione.
Giovinazzo, le sue forze sociali e politiche non possono mancare a questo appuntamento decisivo per il futuro e il destino della nostra comunità, dei nostri giovani».
  • Comitato per la Salute Pubblica Giovinazzo
  • ZES
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