
Politica
Verde pubblico, Forza Giovinazzo risponde a PrimaVera Alternativa
Nota e foto per contrastare l'attacco alla manutenzione
Giovinazzo - martedì 24 marzo 2026
12.05
Il dibattito sull'uso presunto di pesticidi nella manutenzione del verde pubblico a Giovinazzo è in questo giorni (referendum a parte) il cuore del confronto tra opposizioni e maggioranza. In due occasioni PrimaVera Alternativa aveva attaccato l'operato degli amministratori asserendo che scappassero dal confronto. Questa volta a rispondere è Forza Giovinazzo, partito di cui è coordinatore l'assessore e vicesindaco, Gaetano Depalo.
Di seguito la nota giunta in redazione nelle scorse ore con allegate (sotto lo scritto) le foto relative alla stessa.
Per quanto attiene il presunto utilizzo di prodotti diserbanti vietati l'amministrazione, aveva già sollecitato il Direttore dell'Esecuzione del Contratto (DEC), un agronomo, ad inviare una nota formale (PEC) all'impresa di gestione del verde, avvenuto in data (19/11/2025), ben prima che PVA depositasse l'interrogazione del (21/11/2025) poi discussa in Consiglio Comunale. La nota indicata del (19/11/2025) veniva ulteriormente ribadita in data (29/11/2025). L'impresa di manutenzione, a seguito delle due note (19/11 e del 29/11/2025) ha risposto ufficialmente, in data (10/12/2026), indicando, che i prodotti utilizzati rispettavano le prescrizioni ministeriali, dettagliando gli stessi ed evidenziando come questi rientrassero tra quelli consentiti.
Relazione, fornita dall'impresa di manutenzione, letta in Consiglio Comunale.
Tutto perfettamente lineare, trasparente ed amministrativamente corretto.
Nel merito, gli ultimi interventi di sfalcio sulle aree cittadine risalgono a qualche mese fa, così come indicato negli ordini di servizio che riportano sempre e solo la dicitura "SFALCIO" e MAI DISERBO. Sarebbe sufficiente effettuare i corretti accessi agli atti e riportare integralmente i fatti, anziché citare solo ciò che fa comodo indicare.
Alcune considerazioni sul campionamento
A riguardo, è necessario muovere alcune considerazioni fondamentali sia sulla tempistica, sia sul contraddittorio. I rilievi per verificare un'eventuale contaminazione devono essere effettuati e riscontrati alla presenza di tutte le parti interessate e nel momento stesso o prossimo in cui si ipotizza l'irrorazione, e non mesi dopo, specialmente dopo settimane di copiose piogge. Sebbene il glifosato possa persistere nel suolo da 4 a 180 giorni (dato variabile), per un'analisi corretta i campioni devono essere prelevati tempestivamente e in più punti dell'area interessata.
Il materiale raccolto deve essere inserito in contenitori sterili e sigillati per evitare contaminazioni esterne che possano inficiare sulla qualità e la trasparenza dell'analisi.
Sul comportamento tenuto da PVA
Dalle foto allegate all'istanza depositata presso l'Ufficio Ambiente, si evince che il consigliere di opposizione ha recuperato il materiale in un'area limitata, sita in Piazzetta Stallone, utilizzando un guanto dalla dubbia pulizia o agendo a mani nude. Successivamente, ha riposto il campione in una comune busta di plastica di provenienza ignota.
Inoltre, chiunque avrebbe potuto utilizzare prodotti comunque reperibili in commercio sull'area della Piazzetta Stallone, provocando una ipotetica, in astratto, successiva contaminazione. È proprio per questo che il campionamento deve essere eseguito da personale specializzato, seguendo protocolli tecnici rigorosi e nell'immediatezza dell'evento. Agire diversamente significa rischiare di attribuire colpe infondate, con risvolti potenzialmente diffamatori, nonché generare allarme senza un riscontro scientifico basato sulle linee guida ufficiali.
In conclusione la politica non dovrebbe sostituirsi al contraddittorio tecnico, che va lasciato agli esperti. Chi ha operato con rilievi tardivi, modalità amatoriali e una ricostruzione parziale della documentazione non può essere annoverato certo tra questi.
È stata l'Amministrazione Comunale, attraverso i propri uffici, a chiedere chiarimenti prima ancora dell'interrogazione di PVA. Tali chiarimenti sono stati resi formalmente dalla ditta e letti in Consiglio Comunale: un passaggio fondamentale che PVA ha ovviamente omesso di menzionare. Una cosa però PVA può farla se è certa di questi rilievi ed è sicura che la ditta abbia fornito dichiarazioni non veritiere: può procedere a formale denuncia nei confronti dalla stessa assumendosi le naturali conseguenze. Gli uffici e l'Amministrazione Comunale agiranno di conseguenza nel rispetto della norma e delle eventuali violazioni delle condotte contrattuali, come sempre, a tutela esclusiva della salute dei cittadini e come parte lesa, se ne sussisteranno i presupposti».
Forza Giovinazzo
Di seguito la nota giunta in redazione nelle scorse ore con allegate (sotto lo scritto) le foto relative alla stessa.
La nota di Forza Giovinazzo
«L'utilizzo di diserbanti non autorizzati dal Ministero dell'Ambiente in ambito urbano è assolutamente vietato o limitato in alcuni casi specifici; tale divieto è chiaramente e ovviamente specificato ed espresso nel Capitolato Tecnico Prestazionale per la manutenzione del verde della nostra città.Per quanto attiene il presunto utilizzo di prodotti diserbanti vietati l'amministrazione, aveva già sollecitato il Direttore dell'Esecuzione del Contratto (DEC), un agronomo, ad inviare una nota formale (PEC) all'impresa di gestione del verde, avvenuto in data (19/11/2025), ben prima che PVA depositasse l'interrogazione del (21/11/2025) poi discussa in Consiglio Comunale. La nota indicata del (19/11/2025) veniva ulteriormente ribadita in data (29/11/2025). L'impresa di manutenzione, a seguito delle due note (19/11 e del 29/11/2025) ha risposto ufficialmente, in data (10/12/2026), indicando, che i prodotti utilizzati rispettavano le prescrizioni ministeriali, dettagliando gli stessi ed evidenziando come questi rientrassero tra quelli consentiti.
Relazione, fornita dall'impresa di manutenzione, letta in Consiglio Comunale.
Tutto perfettamente lineare, trasparente ed amministrativamente corretto.
Nel merito, gli ultimi interventi di sfalcio sulle aree cittadine risalgono a qualche mese fa, così come indicato negli ordini di servizio che riportano sempre e solo la dicitura "SFALCIO" e MAI DISERBO. Sarebbe sufficiente effettuare i corretti accessi agli atti e riportare integralmente i fatti, anziché citare solo ciò che fa comodo indicare.
Alcune considerazioni sul campionamento
A riguardo, è necessario muovere alcune considerazioni fondamentali sia sulla tempistica, sia sul contraddittorio. I rilievi per verificare un'eventuale contaminazione devono essere effettuati e riscontrati alla presenza di tutte le parti interessate e nel momento stesso o prossimo in cui si ipotizza l'irrorazione, e non mesi dopo, specialmente dopo settimane di copiose piogge. Sebbene il glifosato possa persistere nel suolo da 4 a 180 giorni (dato variabile), per un'analisi corretta i campioni devono essere prelevati tempestivamente e in più punti dell'area interessata.
Il materiale raccolto deve essere inserito in contenitori sterili e sigillati per evitare contaminazioni esterne che possano inficiare sulla qualità e la trasparenza dell'analisi.
Sul comportamento tenuto da PVA
Dalle foto allegate all'istanza depositata presso l'Ufficio Ambiente, si evince che il consigliere di opposizione ha recuperato il materiale in un'area limitata, sita in Piazzetta Stallone, utilizzando un guanto dalla dubbia pulizia o agendo a mani nude. Successivamente, ha riposto il campione in una comune busta di plastica di provenienza ignota.
Inoltre, chiunque avrebbe potuto utilizzare prodotti comunque reperibili in commercio sull'area della Piazzetta Stallone, provocando una ipotetica, in astratto, successiva contaminazione. È proprio per questo che il campionamento deve essere eseguito da personale specializzato, seguendo protocolli tecnici rigorosi e nell'immediatezza dell'evento. Agire diversamente significa rischiare di attribuire colpe infondate, con risvolti potenzialmente diffamatori, nonché generare allarme senza un riscontro scientifico basato sulle linee guida ufficiali.
In conclusione la politica non dovrebbe sostituirsi al contraddittorio tecnico, che va lasciato agli esperti. Chi ha operato con rilievi tardivi, modalità amatoriali e una ricostruzione parziale della documentazione non può essere annoverato certo tra questi.
È stata l'Amministrazione Comunale, attraverso i propri uffici, a chiedere chiarimenti prima ancora dell'interrogazione di PVA. Tali chiarimenti sono stati resi formalmente dalla ditta e letti in Consiglio Comunale: un passaggio fondamentale che PVA ha ovviamente omesso di menzionare. Una cosa però PVA può farla se è certa di questi rilievi ed è sicura che la ditta abbia fornito dichiarazioni non veritiere: può procedere a formale denuncia nei confronti dalla stessa assumendosi le naturali conseguenze. Gli uffici e l'Amministrazione Comunale agiranno di conseguenza nel rispetto della norma e delle eventuali violazioni delle condotte contrattuali, come sempre, a tutela esclusiva della salute dei cittadini e come parte lesa, se ne sussisteranno i presupposti».
Forza Giovinazzo

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