Musica all'Odeion. <span>Foto Luca De Nicolo </span>
Musica all'Odeion. Foto Luca De Nicolo
Musica

Tanti consensi per "Jingle Bells" al Teatro Odeion di Giovinazzo

Beltempo, Mastropasqua, Andriano e Saracino hanno conquistato il numeroso pubblico presente

Auguri di Buone Feste in musica all'auditorium Odeion di Giovinazzo, nella sera di Santo Stefano.
La musica dal vivo con la sua bellezza e unicità è stata protagonista di un concerto dal titolo "Jingle Bells". Sul palco Pasqualino Beltempo voce, Gabriele Mastropasqua al sax, Alessandro Andriano al contrabbasso e Orazio Saracino al pianoforte. Notevole successo di pubblico accorso per vivere questa serata di festa in una forma diversa ed originale, facendosi conquistare dalla qualità del repertorio proposto dai musicisti e dalla voce espressiva e armoniosa di Pasqualino Beltempo. Ospite speciale il papà di Gabriele Mastropasqua, Giuseppe, esibitosi alla chitarra. Ovazione per "Adeste Fideles" con le voci in trio di Pasqualino Beltempo, Gabriele Mastropasqua e Alessandro Andriano. La Fondazione Defeo-Trapani ha fatto di nuovo centro.

IL CANTANTE PASQUALINO BELTEMPO
La voce intensa e raffinata di Pasqualino Beltempo ha abbellito i brani selezionati. Il cantante e attore, in questo periodo è a Giovinazzo, sua città d'origine, ma vive anche a New York dove ha cantato e recitato in molti musical, sua autentica passione. A lui abbiamo chiesto le impressioni a caldo sul concerto dell'Odeion: «Prima di tutto - ci ha subito risposto il cantante - un concerto nel periodo delle Feste ha un suo valore perché la musica è per me alla radice delle tradizioni. I ricordi natalizi più belli della mia infanzia sono legati senza dubbio alla piccola processione casalinga della notte fra il 24 e il 25 Dicembre durante la quale, guidati da mio padre con la chitarra e da mamma nelle parole delle canzoni, io e le mie sorelle tenevamo a turno fra le mani Gesù bambino e lo portavamo fra le varie stanze della casa prima di adagiarlo nella mangiatoia preparata con cura nel presepe immancabile. Ho ricordi della musicassetta di canti di Natale che si ripeteva infinitamente come sottofondo di visite di parenti e amici. I miei ricordi si collegano anche alle interpretazioni dei meravigliosi pezzi della tradizione anglosassone a cui ho assistito: emozionante l'inaugurazione annuale dell'Albero di Natale del Rockefeller Center a New York o lo spettacolo delle Rockettes al Radio City Music Hall, lo show natalizio più sensazionale che ci sia e che consiglio di seguire a chiunque sia a Manhattan nel periodo delle feste. Questi i miei bellissimi ricordi legati alle canzoni natalizie».

I BRANI IN PROGRAMMA
La scelta dei brani che sono stati proposti nella serata all'Odeion è stata curata dallo stesso Beltempo ed ha rispecchiato proprio questa varietà di tradizioni musicali, dai grandi classici, come il brano posto a titolo del concerto "Jingle Bells" e il famoso canto austriaco "Stille Nacht" più noto come "Astro del Ciel", ad altri più recenti. Ci sono state anche piacevoli scoperte, come una bellissima ninna nanna spagnola che la Madonna canta a Gesù appena nato, un canto popolare natalizio in dialetto friulano e un pezzo della festività ebraica delle Luci, il "Chanukkah", che avviene proprio in concomitanza del periodo natalizio per i cristiani.
«Proprio vivendo all'estero - ha proseguito il cantante Pasqualino Beltempo - ho capito quanto sia importante, e incredibilmente associato allo spirito natalizio: rispettare non solo le proprie tradizioni culturali e religiose, ma anche augurare buone feste a chi ne festeggia altre. Il solstizio d'inverno, sin dai tempi antichi, riunisce miriadi di celebrazioni legate al paganesimo e alle più disparate religioni, da cui il Natale cristiano ha anche attinto svariati usi e costumi, come l'Albero di Natale e lo scambiarsi regali. Ogni pezzo ha un significato particolare per me, in particolare sono contento di presentare "Gloria in Excelsis Deo" un pezzo francese tipicamente natalizio e di cui ho vividi ricordi legati alle Feste sin dalle scuole medie, periodo in cui lo suonavo a due voci in armonia al flauto dolce con mia sorella Angela al cenone della Vigilia. Tutti i brani sono stati ripresi con suoni nuovi; anche i pezzi più tradizionali sono stati reinventati e rivisti attraverso le nostre ottiche musicali poliedriche, tutte piacevoli da ascoltare. Il pubblico ha apprezzato, mi fa molto piacere».

LA NOSTRA CHIACCHIERATA CON I MUSICISTI
La formazione in quartetto era dunque composta da sassofonista, contrabbassista, pianista/tastierista e voce e ne abbiamo parlato con Gabriele Mastropasqua. «L'assenza della batteria è una scelta stilistica molto impattante per lo spettacolo. In primis si rivela essere una sfida per i musicisti: devono necessariamente utilizzare uno stile esecutivo polidimensionale in quanto, oltre ad assumere la loro caratteristica armonica o melodica tipica del proprio strumento, devono sopperire al deficit ritmico utilizzando tecniche performative innovative. In secondo luogo, volendo festeggiare un sereno Natale al termine di un burrascoso 2021, si è voluto dare un taglio più intimo e accogliente, e dunque una formazione a quattro, che fa pendant con il favoloso auditorium che ha ospitato il concerto».

Il pianista e compositore Orazio Saracino, entusiasta per questo concerto dal vivo, ci ha detto: «Siamo abituati a concerti natalizi di stampo tradizionale, per carità le musiche di Natale nella versione originale sono bellissime, però ogni tanto uscire fuori dai binari e presentarle completamente rivisitate può offrire al pubblico una chiave di ascolto diversa e dare l'impressione di risentirli per la prima volta. Col nostro repertorio abbiamo proposto la tradizione unita a una ricerca che fonde tra loro lo swing, uno stile spesso associato al canto natalizio, basti pensare a Michael Bublé e in passato a Frank Sinatra, e più in generale il jazz, alla musica popolare attinta dal folklore regionale italiano ed estero. Il risultato è stato uno spettacolo molto stimolante e vario durante il quale il pubblico ha apprezzato i svariati momenti musicali in programma».

Il contrabbassista Alessandro Andriano ha considerato una grande sfida la scelta di una formazione così essenziale per un concerto natalizio. «A mio parere - ci ha raccontato - essere riusciti ad ammaliare l'ascoltatore, senza sfociare nel banale o, peggio, nell'espressione di un linguaggio musicale ostico, certamente non in linea con il tema, è stato per noi musicisti elemento rilevante da considerare .Pertanto l'obiettivo è stato quello di cercare di risultare interessanti ma fruibili a tutti. Questo ci ha spinti al limite della nostra consuetudine a partire dalla ricerca dei brani e dei suoni, per finire agli strumenti. Io, ad esempio, ho accettato di spostarmi dall'ombra del mio strumento per prendere parte ad un coro di voci, Orazio si è alternato sia al pianoforte che al piano elettrico e Gabriele ha suonato il sassofono soprano per passare al baritono, poi al sax tenore e contralto, dando l'impressione che la formazione sia molto più ampia», ha quindi concluso il bravo musicista.
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