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Cronaca

Omicidio Spera, la Cassazione rigetta i ricorsi e conferma le condanne

Sentenza definitiva: 8 anni di carcere a Ignazio Chimenti, Luca Lafronza e Pio Mauro Sparno

Confermate le condanne a carico di Ignazio Chimenti, Luca Lafronza e Pio Mauro Sparno per l'efferato omicidio di Gaetano Spera, ucciso nel 2015 a Giovinazzo, in un vicolo nei pressi di villa Palombella. È questa la sentenza, diventata definitiva, della quinta sezione penale della Cassazione, arrivata nella serata di ieri.

I giudici supremi hanno dichiarato inammissibili i ricorsi dei difensori dei tre imputati (i legali Giuseppe Galliani, Vincenzo Guglielmi, Raffaele Mascolo e Michele Pasculli) e confermato la sentenza della Corte d'Assise d'Appello di Bari: sono quindi diventate definitive le condanne a 8 anni di reclusione (6 anni e 8 mesi per il concorso anomalo e 1 anno e 4 mesi per detenzione e porto illegale di arma da fuoco, nda) a carico di Ignazio Chimenti, Luca Lafronza e Pio Mauro Sparno.

Gaetano Spera, appena 21 anni, fu ucciso la sera del 24 marzo 2015 a Giovinazzo: secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, la vittima fu avvicinata dopo aver parcheggiato lo scooter e raggiunta da 8 colpi di pistola calibro 9 al torace e alla testa. Alla base dell'omicidio - hanno stabilito le indagini - il controllo delle attività di pesca nelle acque del litorale di Giovinazzo e Santo Spirito: un regolamento di conti, quindi, legato all'imposizione di somme estorsive ai pescatori.

L'avvocato Mario Mongelli, difensore di parte civile della madre e delle tre sorelle del 21enne, presente in aula per caldeggiare ancora una volta le ragioni della giovane vittima, ha terminato la sua discussione affermando che «la Corte territoriale, previa corretta ricostruzione dei fatti, ha fatto buon governo del principio di diritto statuito dall'altra sezione della Suprema Corte e dunque nella medesima linea tracciata dalla Procura Generale», ha affermato il penalista giovinazzese.

La lettura della sentenza della quinta sezione penale della Cassazione e il rigetto dei ricorsi degli imputati sono stati accolti positivamente: «In qualche maniera, seppur dopo diversi anni - ha terminato Mongelli, raggiunto telefonicamente -, può dirsi che la giustizia è stata in grado di approdare ad una conclusione».

Ancora in fuga Daniele Arciuli


Per l'omicidio Spera sono stati già condannati anche Vito Arciuli (a 18 anni) e suo fratello Daniele (a 16 anni e 8 mesi). Proprio quest'ultimo, evaso dal carcere di Trani, è ancora ricercato. Il 22enne era in carcere dal 2015. All'epoca Arciuli era minorenne, fu arrestato con l'accusa di essere co-autore del delitto Spera, quando aveva appena 16 anni, e fu condannato dal Tribunale per i Minorenni di Bari con fine pena nel novembre 2024.

È scappato il 26 agosto scorso scavalcando il muro di cinta in un punto non sorvegliato, approfittando dell'ora d'aria: con lui il 28enne Giuseppe Antonio De Noja, che si è costituito cinque giorni più tardi presentandosi negli uffici della Questura di Bari.
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