Detenuti in fuga
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Cronaca

Arciuli catturato dopo 48 giorni di fuga: si indaga sui fiancheggiatori

Con lui è stata arrestata la compagna 21enne, di Giovinazzo: per gli investigatori ne aveva favorito l'irreperibilità

È finita a Triggiano, alle porte di Bari, dopo una disperata corsa sui tetti, la latitanza - durata quasi due mesi - di Daniele Arciuli, evaso dal carcere di Trani il 26 agosto scorso con Giuseppe Antonio De Noja, rapinatore seriale, che si era poi costituito cinque giorni più tardi.

Gli agenti della Polizia di Stato, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogo, lo hanno catturato nella tarda serata di mercoledì scorso, intorno a mezzanotte, mentre il 22enne, originario del quartiere San Girolamo, era a Triggiano. Le indagini hanno consentito di localizzare il latitante in un locale a piano terra in via Carroccio dove viveva con la sua compagna.

E non ne voleva proprio sapere di tornare in carcere: quando i poliziotti delle Squadre Mobili delle Questure di Bari e di Barletta, Andria e Trani, coordinati dal pubblico ministero titolare dell'indagine, Silvia Curione, hanno fatto irruzione nell'abitazione in cui dimorava, Arciuli è fuggito da una finestra. Poi, insieme alla sua compagna, ha cercato di scappare sui tetti delle abitazioni limitrofe, vera ragione per la quale, di recente, aveva scelto quel comodo rifugio: le vie di fuga erano assai abbordabili.

Un inseguimento degno di un film poliziesco che il 22enne, però, ha calcolato male: tra salti, tetti, cornicioni e antenne, gli uomini della Sezione Omicidi della Squadra Mobile di Bari, con i colleghi di Barletta, Andria e Trani che avevano finanche circondato l'intero edificio, ci hanno messo poco ad acciuffarlo, prima di immobilizzarlo, ammanettarlo e riportarlo al gabbio, a Bari, dove dovrà finire di scontare una condanna per l'omicidio del 21enne Gaetano Spera, commesso la sera del 24 marzo 2015 a Giovinazzo quando era ancora minorenne, con fine pena nel novembre 2024.

A questo si aggiungerà il nuovo reato commesso evadendo dal penitenziario di Trani dopo aver scavalcato, come immortalato anche dalle telecamere della videosorveglianza del carcere, il muro di cinta. È terminata così, dopo 48 giorni di fuga, la latitanza di Arciuli. Con lui è stata arrestata anche la fidanzata 21enne, incensurata (N.S. le sue iniziali, nda), di Giovinazzo: sono stati trovati insieme e - secondo gli investigatori - ne aveva favorito la sua irreperibilità. Tratta in arresto è stata confinata ai domiciliari con l'accusa di favoreggiamento personale.

Dopo De Noja, costituitosi in Questura, a Bari, mancava solo lui, Arciuli, evaso, molto probabilmente, proprio per stare con la giovane compagna, e che dopo un breve periodo trascorso nel nord Italia - ma è soltanto un'ipotesi che, però, non sembrerebbe stuzzicare più di tanto gli inquirenti - è tornato in Puglia.

Sono iniziati gli appostamenti. E proprio quei servizi di osservazione, negli ultimi tre giorni, seguendo i movimenti della giovane compagna, che faceva la spesa e ricaricava di provviste l'abitazione dove il latitante si rifugiava, hanno portato i detective delle Squadre Mobili delle due Questure, coordinate dai dirigenti Fabrizio Gargiulo e Gesualdo Masciopinto, ad identificare un pianterreno a Triggiano, in pieno centro, probabile nascondiglio del 22enne.

Gli agenti, dal quel momento, ne hanno monitorato a distanza i movimenti aspettando il momento utile per intervenire. Da fuori, di Arciuli, nessuna traccia: viveva rintanato in casa, al riparo da occhi indiscreti. Ma i poliziotti erano certi che il latitante fosse veramente lì, assieme alla sua compagna. Immediata, mercoledì, in tarda serata, la decisione di intervenire.

E non si sono sbagliati: quando gli uomini della Sezione Omicidi hanno fatto irruzione nel locale, Arciuli ha tentato invano l'ennesima fuga per evitare la cattura. Tutto inutile. È tornato ben presto a vedere il sole a scacchi e nelle prossime ore, assistito dal suo difensore, l'avvocato Giuseppe Buquicchio, sarà sottoposto all'interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari, mentre poi gli atti saranno trasmessi per competenza alla Procura della Repubblica di Trani, che aveva già aperto un fascicolo sull'evasione.

Intanto proseguono le indagini della Polizia di Stato per identificare tutti coloro che, a vario titolo, hanno favorito la sua fuga e ricostruire la rete di fiancheggiatori della sua latitanza durata quasi due mesi.

Chi è Daniele Arciuli


Lo hanno catturato a Triggiano dopo quasi due mesi di latitanza. Daniele, 22 anni, il più piccolo dei tre fratelli Arciuli, famiglia barese originaria del quartiere San Girolamo di Bari, evaso dal carcere di Trani il 26 agosto scorso, è stato bloccato dopo una lunga indagine che ha coinvolto la Polizia di Stato che gli dava la caccia e nuovamente arrestato, stavolta per evasione.

Adesso è di nuovo in carcere dove dovrà finire di scontare una condanna per concorso in omicidio aggravato e detenzione e porto illegale di arma da fuoco per la morte di Gaetano Spera, il 21enne freddato il 24 marzo 2015 in piazza Garibaldi, a Giovinazzo.

All'epoca Arciuli era minorenne, fu arrestato con l'accusa di essere co-autore del delitto il 30 luglio 2015, quando aveva appena 16 anni, e fu condannato dal Tribunale per i Minorenni di Bari con fine pena nel novembre 2024. Insieme con Arciuli, il 26 agosto era evaso anche Giuseppe Antonio De Noja, considerato un rapinatore seriale, che si era poi costituito in Questura a Bari il 31 agosto.

I due avevano scavalcato il muro di cinta fuggendo poi a piedi. Ora, dopo una fuga durata quasi due mesi, Arciuli è stato catturato. Di lui si erano perse le tracce. Fino alla notte scorsa.
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