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La Madonna di Lourdes nel cuore dei giovinazzesi - FOTO
Mons. Kennedy: «Ave Maria continui ad essere per noi fonte di conforto»
Giovinazzo - giovedì 12 febbraio 2026
13.26
Ieri sera, 11 febbraio, un intenso momento di rinnovata fede ha pervaso la Festività in onore della Madonna di Lourdes nella parrocchia Sant'Agostino, di fatto concludendola. La celebrazione eucaristica, seguita da un numero cospicuo di fedeli, che ha gremito la parrocchia, è stata presieduta da S. E. John Joseph Kennedy, arcivescovo originario di Dublino; dal luglio 2024 è arcivescovo di Ossero in Croazia, su nomina di Papa Francesco. Inoltre, dal 2022 è Segretario per la sezione Disciplinare del Dicastero per la dottrina della fede, un ruolo molto delicato e al contempo importante, in cui si occupa di casi canonici gravi, inclusi i reati contro i minori. Un uomo di grande peso nella Chiesa di Roma, come ha avuto modo di evidenziare anche Don Cesare Pisani. In mattinata, era stato Mons. Domenico Cornacchia, amministratore apostolico diocesano, a presiedere la prima messa e la Supplica alla Vergine.
La celebrazione liturgica vespertina e l'omelia di S.E. Mons. Kennedy
Questo il saluto di Don Cesare Pisani: «Diamo il benvenuto a Sua Eccellenza John Joseph Kennedy- ha affermato Don Cesare. Perché l'abbiamo invitato? Perché è innamorato di Maria e saprà coinvolgerci con la sua Parola in questa festa tanto seguita; perché è impegnato in un ambito della chiesa che vive un momento di sofferenza. Il suo pensiero è, al contempo, testimonianza e concreto segno di affetto verso la nostra comunità; lo ringraziamo per essere qui con noi. Monsignor Kennedy ci aiuterà a pregare di più per Maria in questo giorno di festa qui condivisa tra tantissima gente», ha concluso il parroco di Sant'Agostino.
L'introduzione e il saluto di Don Cesare hanno lasciato il posto alla celebrazione presieduta dall'Arcivescovo che nella sua omelia ha rimarcato la bellezza della preghiera dell'Ave Maria e ne ha analizzato il testo in ogni suo piccolo elemento e passaggio. «Credo che tutti noi, fin da piccoli, abbiamo avuto un elemento in comune con l'Ave Maria che recitavamo a scuola prima delle lezioni. Io a mezzogiorno la recitavo durante l'Angelus - ha affermato Mons. Kennedy - . Approfitto di questo momento, pregno di riflessioni, per pregare per gli ammalati. Può capitare di recitare l'Ave Maria con fretta ma in questo momento vorrei scoprire con voi la bellezza dell'Ave Maria nei suoi passaggi più particolari. Maria santa e madre di Dio: chiediamo la sua intercessione; il suo ruolo unico è la nostra meta. Nel verso, "Prega per noi peccatori", lei, con la sua preghiera, intercede per noi. "Amen" rappresenta l'assenso e la conferma della preghiera che è come un arazzo lì a intrecciare vari elementi tutti indispensabili perché riconducono all'immensa fede verso Dio. Riconosciamo il suo ruolo nel raggiungimento della salvezza, è una meditazione che spero, ci guidi e ci accompagni ogni giorno. Mi auguro che l'Ave Maria continui a essere per noi fonte di conforto, consolazione oggi e sempre», ha concluso l'Arcivescovo Kennedy.
L'arcivescovo ha analizzato la preghiera in modo accurato, per far sì che tutti i fedeli presenti apprezzassero il suo significato più profondo facendo riferimento a quelli che sono la dottrina e gli studi da lui effettuati. L'analisi della preghiera condotta dall'Arcivescovo Kennedy ha fatto riferimento a com'è concepita, oltre che interpretata, la preghiera in differenti Paesi del mondo. Alla Messa è seguita la processione del SS. Sacramento per le vie della città, seguita da centinaia di fedeli nel suo percorso, emblema di una profonda fede e di un legame con la Vergine che travalica le generazioni e si pone come fondamento di una comunità in larghissima parte cattolica.
Sotto il nostro scritto una galleria fotografica racconta questa serata.
La celebrazione liturgica vespertina e l'omelia di S.E. Mons. Kennedy
Questo il saluto di Don Cesare Pisani: «Diamo il benvenuto a Sua Eccellenza John Joseph Kennedy- ha affermato Don Cesare. Perché l'abbiamo invitato? Perché è innamorato di Maria e saprà coinvolgerci con la sua Parola in questa festa tanto seguita; perché è impegnato in un ambito della chiesa che vive un momento di sofferenza. Il suo pensiero è, al contempo, testimonianza e concreto segno di affetto verso la nostra comunità; lo ringraziamo per essere qui con noi. Monsignor Kennedy ci aiuterà a pregare di più per Maria in questo giorno di festa qui condivisa tra tantissima gente», ha concluso il parroco di Sant'Agostino.
L'introduzione e il saluto di Don Cesare hanno lasciato il posto alla celebrazione presieduta dall'Arcivescovo che nella sua omelia ha rimarcato la bellezza della preghiera dell'Ave Maria e ne ha analizzato il testo in ogni suo piccolo elemento e passaggio. «Credo che tutti noi, fin da piccoli, abbiamo avuto un elemento in comune con l'Ave Maria che recitavamo a scuola prima delle lezioni. Io a mezzogiorno la recitavo durante l'Angelus - ha affermato Mons. Kennedy - . Approfitto di questo momento, pregno di riflessioni, per pregare per gli ammalati. Può capitare di recitare l'Ave Maria con fretta ma in questo momento vorrei scoprire con voi la bellezza dell'Ave Maria nei suoi passaggi più particolari. Maria santa e madre di Dio: chiediamo la sua intercessione; il suo ruolo unico è la nostra meta. Nel verso, "Prega per noi peccatori", lei, con la sua preghiera, intercede per noi. "Amen" rappresenta l'assenso e la conferma della preghiera che è come un arazzo lì a intrecciare vari elementi tutti indispensabili perché riconducono all'immensa fede verso Dio. Riconosciamo il suo ruolo nel raggiungimento della salvezza, è una meditazione che spero, ci guidi e ci accompagni ogni giorno. Mi auguro che l'Ave Maria continui a essere per noi fonte di conforto, consolazione oggi e sempre», ha concluso l'Arcivescovo Kennedy.
L'arcivescovo ha analizzato la preghiera in modo accurato, per far sì che tutti i fedeli presenti apprezzassero il suo significato più profondo facendo riferimento a quelli che sono la dottrina e gli studi da lui effettuati. L'analisi della preghiera condotta dall'Arcivescovo Kennedy ha fatto riferimento a com'è concepita, oltre che interpretata, la preghiera in differenti Paesi del mondo. Alla Messa è seguita la processione del SS. Sacramento per le vie della città, seguita da centinaia di fedeli nel suo percorso, emblema di una profonda fede e di un legame con la Vergine che travalica le generazioni e si pone come fondamento di una comunità in larghissima parte cattolica.
Sotto il nostro scritto una galleria fotografica racconta questa serata.
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