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Glifosate nel verde? I risultati delle analisi e la risposta di Gaetano Depalo

Il problema era stato sollevato da PrimaVera Alternativa

Sono tranquillizzanti i risultati delle analisi fitosanitarie effettuate dal Comune di Giovinazzo, con regolare procedura ed alla presenza dei consiglieri di PrimaVera Alternativa, sull'utilizzo presunto di glifosate, sostanza nociva, nella manutenzione del verde pubblico.
Una percentuale prossima al limite di quantificazione e quindi a 0,01 mg/kg del prodotto incriminato sarebbe l'esito degli esami effettuati dagli agronomi in data 7 aprile. Di seguito vi riportiamo la nota del vicesindaco Gaetano Depalo che è voluto intervenire sul tema, cercando di dare risposte alla cittadinanza, a ragione veduta allarmata, e tirando qualche stoccata agli avversari politici.

LE PAROLE DI GAETANO DEPALO

Cambiano gli uomini, ma non il metodo: quello di procurare allarme senza richiedere adeguate, scientifiche e rispettose rilevazioni basate su protocolli è un approccio purtroppo consolidato in alcuni movimenti politici di opposizione. Non è la prima volta che ciò accade e, purtroppo, accadrà ancora se questo agire approssimativo e superficiale continuerà a far parte del modo di operare di alcuni.

Ricostruendo i fatti, tutti riscontrabili: il 21 novembre 2025 l'opposizione deposita un'interrogazione e chiede delucidazioni sull'uso presunto di prodotti non autorizzati per il diserbo in alcune aree urbane, tra cui Piazzetta Stallone.
Alla ditta di manutenzione, a cui viene data formalmente, con ordini di servizio, come unica indicazione l'uso di mezzi meccanici per lo sfalcio dell'erba infestante, viene comunque richiesta una puntuale disamina su quanto accaduto ed eventualmente irrorato, prima ancora del deposito della interrogazione consigliare(19/11/2025).
La relazione viene depositata e successivamente letta in Consiglio Comunale.
Fin qui, tutto lineare e coerente.
A marzo, però, accade qualcosa di singolare e anomalo. A distanza di tre mesi dal 21 novembre 2025, in data 10 marzo 2026, alcuni esponenti di PVA, senza richiedere la presenza degli uffici o degli organi deputati alla tutela della salute pubblica e quindi in assenza di contraddittorio, utilizzando metodi più che amatoriali raccoglievano campioni di materiale della citata piazza. Immediatamente dopo, gli stessi, si ribadisce: senza alcun contraddittorio, si recavano presso un laboratorio di analisi e, all'esito delle stesse, pubblicavano un video finalizzato ad attribuire la responsabilità, volutamente ma irritualmente e senza alcuna logica, alla parte politica.
Si evidenzia che il dato riscontrato dalle analisi di questi prelievi, repertati senza seguire un protocollo pensato proprio per evitare di commettere errori, risultava molto elevato (7% mg/kg di Glifosate), quindi oggettivamente e stranamente incompatibile con un'ipotesi di contaminazione riferibile all'ultima decade di novembre (21/11/2025), come da essi stessi denunciata.
A quel punto l'amministrazione comunale, diligentemente e correttamente nel rispetto della tutela della salute pubblica, allarmata in maniera impropria ed azzardata, commissiona, investendo denaro pubblico, una nuova campionatura del sito per fugare ogni eventuale dubbio. Questa volta, ovviamente, la procedura avviene correttamente ed in contraddittorio, cioè alla presenza degli esponenti di PVA nonché del Comandante della Polizia Municipale.
Il risultato: il sito, all'esito delle nuove indagini effettuate in data (07/04/2026), è assolutamente libero da Glifosate, rispetto al 7% mg/kg rilevato meno di trenta giorni prima da PVA (10/03/2026).
Vi è di più: dopo il prelievo eseguito, uno dei rappresentanti di PVA ha addirittura voluto accompagnare personalmente i tecnici presenti presso il laboratorio di analisi per accertarsi, presumibilmente, che il reperto arrivasse integro e non venisse, chissà, contaminato o manipolato successivamente.
In sintesi: risulta quantomeno singolare che quando PVA effettua i campionamenti senza rispettare i protocolli e senza invitare la controparte, rilevi un dato del 7% mg/kg di Glifosate a distanza di più di tre mesi dall'irrorazione presunta del 21/11/2025 come già rimarcato e da essi stessi denunciata; mentre le contro-analisi disposte ed eseguite dall'amministrazione in data 07/04/2026 hanno riscontrato, a distanza di meno di 30 giorni dal prelievo di PVA, avvenuto il (10/03/2026) una percentuale estremamente bassa prossima al limite di quantificazione e cioè 0,01 mg/kg, del prodotto incriminato cioè Glifosate.
Ora, nessuno vuole pensar male, non è il nostro stile, ma certamente non si può escludere che il sito possa essere stato contaminato eventualmente da qualsivoglia soggetto e che, indotti forse in errore, i rappresentanti di PVA abbiano raccolto in maniera errata campioni puntuali e non esaustivi del reale stato dei luoghi. Da PVA ci si aspetta maggior cautela su temi così complessi che possono suscitare preoccupazione ed allarme collettivo. Infine sarebbe doveroso chiedere scusa per le attribuzioni di colpa infondate, mentre sarebbe stato logico ed utile fermarsi alla relazione fornita dalla ditta manutentrice e non attuare il solito schema della velata diffamazione giocando sempre con la comprensibile paura o mancanza di conoscenza della materia da parte dei comuni cittadini.
In alternativa, si facciano i nomi di chi si ritiene possa aver contaminato il sito e si proceda con una formale denuncia. Sino ad allora, il dato scientifico, quello fatto con i giusti metodi e criteri ed in loro presenza, ha dimostrato che non c'è contaminazione da Glifosate.
Tanto si doveva alla Città».

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