
Alberature lungomari, Depalo replica a PVA
Netta presa di posizione del vicesindaco
La replica questa volta è dell'Assessore Gaetano Depalo. Questo è ciò che ha voluto inviarci:
«Ormai il mix perfetto è noto: una approssimativa e autoreferenziale esperienza , che abbiamo già visto all'opera nelle rilevazioni sul fantomatico Glifosate, unita alla prassi consolidata di sbandierare numeri generici.
Per fare chiarezza, l'intervento di riqualificazione del verde sui due lungomari si compone di numerose opere, tra cui l'apertura di nuovi invasi per aumentare il numero delle alberature presenti, l'espianto delle vecchie, la sistemazione degli alvaretti ammalorati e della pavimentazione, lo smaltimento ed il reimpianto di nuove essenze. Tutto questo, insieme ad altri interventi, minori persino sulla pubblica illuminazione, il cui cavo di alimentazione, in alunni tratti, correva nel terreno. Tutto ciò ha comportato un costo totale di 173.847,64 euro a favore della ditta IPOMAGI. A questa cifra va sommata l'IVA al 10% che, com'è noto, non è un costo collegato alle opere ma un'imposta da riconoscere allo Stato. Il tutto è riportato nella determina di approvazione degli atti della contabilità finale e liquidazione delle somme n. 145/2025 del 19/09/2025.
A questo si aggiunga, come da Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica, che nessuno ha scelto le alberature sulla base di un'idea generica: tutto nasce dai suggerimenti di tecnici e agronomi professionisti, che hanno vagliato ed individuato un ventaglio, seppur limitato a causa della presenza del mare, di proposte. Per citarne, come esempio, alcune, le Palme, che avrebbero però comportato la riduzione del marciapiede pedonale a causa della necessità di allargare il sito di piantumazione; oppure il vecchio Tamarix (le stesse alberature già presenti in passato), che non avrebbe però garantito un vero e proprio restyling della passeggiata a mare. La scelta dell'amministrazione è così ricaduta sul Ficus Australis.
C'è da dire, qualora questi "esperti" delle opposizioni non lo abbiano percepito, che un albero non è un oggetto inanimato e che molti sono i fattori e le condizioni meteorologiche che possono influire sul suo attecchimento. Anche a Bari (come riportato dal Corriere del Mezzogiorno del 19/05/06), per citare la cronaca recentissima e di prossimità, persino i pini d'Aleppo, individuati da un'amministrazione molto vicina a questi oppositori, stanno incontrando grandi difficoltà, nonostante la loro indiscussa capacità di adattamento all'ambiente costiero. Ecco perché la scelta di un albero, per quanto idoneo, può scontrarsi con le variabili e le criticità poste dai cambiamenti climatici oggettivi di questi anni, oltre che da eventi meteorologici estremi e imprevedibili.
Questa selezione, ponderata insieme ai tecnici, ha riscontrato difficoltà a macchia di leopardo e ci si sta già attivando per recuperare le zone in cui l'attecchimento non è avvenuto. Il costo stimato è di circa 15.000 euro: una cifra che serve a dare il giusto parametro dell'incidenza rispetto al valore generale dell'intera opera già realizzata (173.847,64 euro).
A margine, vorrei inoltre ricordare a PVA quanti soldi questa comunità abbia già dovuto sborsare per le denunce a cui la stessa ci aveva abituato: molte decine di migliaia di euro spesi per resistere ad accuse infondate, che avevano il solo scopo di tentare di abbattere l'avversario politico non essendo in grado di superarlo sul piano della qualità e nella competizione elettorale. Risorse che avrebbero consentito, magari, di piantumare moltissimi altri alberi in città, continuando a renderla ancora più bella di quanto non sia già diventata oggi.
Per loro, i tempi degli abbattimenti in Villa Comunale, degli spostamenti degli ulivi dalle aree ampliate a discarica o delle lottizzazioni quasi del tutto prive di verde sembrano passati, ma di sicuro non sono stati dimenticati».






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