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Emissioni sonore oltre orari consentiti: la denuncia di PrimaVera Alternativa
Per gli oppositori della Giunta Sollecito, al di là della propaganda, la situazione sembra ingestibile
Ma il fine settimana trascorso sembrerebbe aver segnato già un punto di non ritorno, con nocumento per i residenti. A denunciarlo è PrimaVera Alternativa, principale forza di opposizione all'amministrazione comunale.
Questo il testo completo di una nota apparsa sui canali social:
«Un fine settimana particolarmente pesante sotto il profilo acustico: diverse zone della città esposte a musica ad altissimo volume fino alle 3 del mattino, ben oltre i limiti consentiti e in evidente contrasto con il diritto dei residenti al riposo e alla tranquillità.
Non vogliamo alimentare polemiche. Pretendiamo semplicemente il rispetto delle regole.
Perché mentre molti operatori economici svolgono la propria attività rispettando autorizzazioni e orari, altri ignorano impunemente prescrizioni e limiti, senza conseguenze.
Una disparità che penalizza chi lavora correttamente e mortifica i diritti dei cittadini.
Le scelte compiute dalle amministrazioni Depalma, Sollecito e Depalo — caratterizzate da concessioni, autorizzazioni e ampliamenti delle attività, pericolosamente concentrate su un lungomare — non sono state accompagnate da un adeguato rafforzamento dei controlli.
E oggi la città ne paga caro il prezzo.
Al vicesindaco Depalo, che ama ergersi a profondo conoscitore della macchina amministrativa, sfugge un principio elementare: le norme non basta solo scriverle, ma vanno fatte applicare e rispettare.
Al sindaco Sollecito ribadiamo che le nostre priorità sono altre: il rispetto delle regole, la concorrenza leale tra gli operatori e la difesa della qualità della vita dei residenti.
Per questo continuiamo a chiedere controlli seri, costanti e puntuali.
I cittadini devono rassegnarsi a non dormire per tutta l'estate oppure qualcuno intende finalmente far rispettare le regole?
Continueremo a monitorare la situazione e dare voce a chi chiede semplicemente rispetto per i propri diritti».

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