Una piaga chiamata cyberbullismo
Una piaga chiamata cyberbullismo
Eventi e cultura

Bullismo e cyberbullismo: se ne parla presso la scuola "Buonarroti"

Un convegno alle 17.30 nell'Auditorium dell'istituto giovinazzese

Un convegno per puntare i riflettori su due fenomeni sociali in aumento dal titolo "Bullismo e Cyberbullismo : non restare indifferente….affrontali!" si terrà questo pomeriggio, a partire dalle 17.30 nell'Auditorium della Scuola Secondaria di Primo Grado "Michelangelo Buonarroti". L'occasione è importante per affrontare le due facce del problema, per «riconoscere e prevenire il fenomeno» e per scoprire le istruzioni per affrontarlo.

L'incontro-dibattito, a cui sono invitati a partecipare genitori e docenti, è stato ideato ed organizzato dall'Istituto Comprensivo "San Giovanni Bosco- Buonarroti " con il Patrocinio dell'Assessorato alla Pubblica Istruzione del Comune di Giovinazzo. Modererà Giusy Pisani.

Alla serata interverranno Antonio Grimaldi, docente esperto informatico I.T. e I.C.T., l'avv. Maria Pia Locaputo, Giudice onorario presso il Tribunale dei Minori, Anna De Pinto, psicologa e psicoterapeuta, Valeria De Natale, referente del "Telefono Azzurro" per la Puglia, il Dirigente Scolastico del Primo Ist. Comprensivo di Giovinazzo prof. Michele Bonasia e Michele Sollecito, Assessore comunale al ramo.

La tematica legata al bullismo ed al suo sviluppo grazie alla tecnologia 2.0, sarà al centro del dibattito e si presta a diverse chiavi di lettura. Nell'occasione si parlerà delle attività di laboratorio sul problema e sul corretto uso di internet che, in collaborazione con alcune volontarie, sono in corso di svolgimento nelle Scuole appartenenti al I Istituto Comprensivo giovinazzese.

Per comprendere le ragioni di questo incontro-dibattito, abbiamo sentito il Dirigente Michele Bonasia, che lo ha così presentato: «L'attenzione che abbiamo ritenuto opportuno porre sull'argomento bullismo è dovuta al fatto che ogni giorno la scuola ha a che fare con l'evoluzione di questo problema. In passato - ha continuato - si è parlato in più di casi di bullismo in cui la vittima era perseguitata da una o più persone che poteva guardare in faccia. Oggi il bullismo sta lasciando il posto al cyberbullismo e quindi si mette in atto una persecuzione virtuale. Il cyberbullismo - ha spiegato Bonasia - ha una forza quintuplicata, perché, con l'utilizzo delle tecnologie multimediali, la vittima viene derisa, offesa e le immagini vengono diffuse in rete. Ancor peggio - è stata la chiosa - è quando le proprie immagini sono manipolate e quindi diviene sanzionabile il reato che si mette in atto».

I dati ci raccontano di un fenomeno in espansione e l'appuntamento di questo pomeriggio servirà anche a genitori e docenti per averne maggiore contezza. Soprattutto i primi, svolgono un ruolo decisivo nella prevenzione di quelli che, a buon diritto, sono considerati veri e propri crimini. Sul ruolo della scuola, invece, ci ha detto altro lo stesso Preside: «Prima di tutto - ha proseguito Bonasia - la scuola non consentirà, cosa che è già in atto, l'uso del cellulare durante le lezioni, perché per comunicare con la famiglia c'è la rete telefonica scolastica. Inoltre, la questione dell'introduzione dell'uso dell'iPad nella didattica ci mette di fronte alla ricerca di protezione su come usarlo. Il convegno che abbiamo organizzato -ha poi messo in evidenza - saprà spiegare che in classe il docente dal suo iPad potrà controllare e verificare se i suoi alunni stanno svolgendo l'attività didattica con il loro supporto e potrà bloccare il dispositivo qualora si accorgesse che un alunno sta navigando in Internet senza essere autorizzato a farlo. Noi dobbiamo mettere in campo - ha poi detto sicuro - i sistemi difensivi e di controllo che la stessa tecnologia offre».

A detta del Preside, la scuola e la famiglia devono sempre collaborare per prevenire il diffondersi di questo fenomeno negativo e devono utilizzare la potenzialità della stessa tecnologia evitando così le implicazioni negative del bullismo informatico. È questo un primo ma decisivo passo per stroncare questo fenomeno e l'agenzia educativa scuola non ha nessuna intenzione di abbassare la guardia.









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