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Vita di città
Anche quest'anno un "pezzo" della Festa di San Nicola parlava giovinazzese
Il palco in piazza del Ferrarese allestito nuovamente da Saverio Amorisco
Giovinazzo - venerdì 15 maggio 2026
È lui il creativo per eccellenza dell'ambito sacro a Giovinazzo e forse in buona parte della Città Metropolitana di Bari e della Bat. Saverio Amorisco, 36 anni, giovinazzese con una laurea in materie teologiche, grazie alla sua "Ti addobbo", è divenuto un punto di riferimento anche per gli organizzatori della Festa di San Nicola a Bari.
Anche quest'anno, per la sesta volta, la sua creatività è servita per addobbare il palco che ha ospitato nei giorni scorsi il simulacro del Santo ecumenico per eccellenza, che unisce tradizionalmente nel suo culto Oriente ed Occidente.
Lo abbiamo intercettato nei giorni dell'8 e 9 maggio, al culmine di un lavoro complesso e reso più difficile dalle avverse condizioni meteo. E questo è ciò che ci ha raccontato: «In questa occasione ho voluto utilizzare tocchi di pregiati velluti porpora - ci ha detto - per omaggiare il Vescovo di Myra, Nicola. Un modo per rendere ancor più evidente l'importanza di questo Santo in un tempo così difficile, di incomunicabilità tra popoli».
Il Comitato Festa e i padri domenicani che reggono la Basilica di San Nicola hanno rinnovato la loro fiducia a Saverio Amorisco, capace di interventi straordinari anche in condizioni meteo complicate. E quel tempietto, allestito in piazza del Ferrarese, nel cuore di Bari che è il capoluogo della Puglia, resta un omaggio elegante ed al contempo pregno di fede al Santo amatissimo dal popolo. Perché questo è l'aspetto che fa notevolmente la differenza: Saverio Amorisco non improvvisa, ha studiato materie teologiche ed è appassionatissimo di agiografia, conoscendo nei minimi dettagli le storie dei Santi.
Il suo lavoro scaturisce da un sapere che si lega al culto e non è mai frutto di una estemporanea voglia di stupire. Lo hanno capito bene a Bari, così come in questo mese di maggio, mese mariano per eccellenza, sono visibili due sue creazioni nella Concattedrale di Santa Maria Assunta, per la Madonna delle Grazie, e nella rettoria di Sant'Andrea, a pochi metri, dove dal Venerdì di Passione la statua dell'Addolorata è incorniciata in un grande cuore trafitto a rimembrare le pene della Madre che ha visto in croce il Figlio.
Anche quest'anno, per la sesta volta, la sua creatività è servita per addobbare il palco che ha ospitato nei giorni scorsi il simulacro del Santo ecumenico per eccellenza, che unisce tradizionalmente nel suo culto Oriente ed Occidente.
Lo abbiamo intercettato nei giorni dell'8 e 9 maggio, al culmine di un lavoro complesso e reso più difficile dalle avverse condizioni meteo. E questo è ciò che ci ha raccontato: «In questa occasione ho voluto utilizzare tocchi di pregiati velluti porpora - ci ha detto - per omaggiare il Vescovo di Myra, Nicola. Un modo per rendere ancor più evidente l'importanza di questo Santo in un tempo così difficile, di incomunicabilità tra popoli».
Il Comitato Festa e i padri domenicani che reggono la Basilica di San Nicola hanno rinnovato la loro fiducia a Saverio Amorisco, capace di interventi straordinari anche in condizioni meteo complicate. E quel tempietto, allestito in piazza del Ferrarese, nel cuore di Bari che è il capoluogo della Puglia, resta un omaggio elegante ed al contempo pregno di fede al Santo amatissimo dal popolo. Perché questo è l'aspetto che fa notevolmente la differenza: Saverio Amorisco non improvvisa, ha studiato materie teologiche ed è appassionatissimo di agiografia, conoscendo nei minimi dettagli le storie dei Santi.
Il suo lavoro scaturisce da un sapere che si lega al culto e non è mai frutto di una estemporanea voglia di stupire. Lo hanno capito bene a Bari, così come in questo mese di maggio, mese mariano per eccellenza, sono visibili due sue creazioni nella Concattedrale di Santa Maria Assunta, per la Madonna delle Grazie, e nella rettoria di Sant'Andrea, a pochi metri, dove dal Venerdì di Passione la statua dell'Addolorata è incorniciata in un grande cuore trafitto a rimembrare le pene della Madre che ha visto in croce il Figlio.



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