Massimiliano Tedeschi
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Eventi e cultura

"Un Colpo Alla Vita", l'anteprima il 30 maggio al Politeama di Bisceglie

L’opera del regista Tedeschi narra la vita spensierata di una giovane e felice coppia, oscurata dalla malattia neurodegenerativa Sla

Si preannuncia un altro successo per il regista coratino Massimiliano Tedeschi con il mediometraggio "Un Colpo Alla Vita" terminato di girare a marzo scorso nelle città di Corato e Bisceglie. A meno di venti giorni dalla "Anteprima", che sarà proiettata il 30 maggio 2026, alle ore 21,00 nel cinema/teatro Politeama di Bisceglie, si registra il tutto esaurito.

L'opera "Un Colpo Alla Vita", a carattere sociale, narra la vita spensierata di una giovane e felice coppia, oscurata dalla malattia neurodegenerativa "Sclerosi Laterale Amiotrofica", comunemente conosciuta con l'acronimo "SLA", che aggredisce la donna. Nel film, si percorrono alcune fasi della malattia, iniziando dai primi sintomi che man mano riacutizzano e si impadroniscono di tutto il corpo, diventando sempre più dolorosi ed insopportabili, tanto che la paziente, con la sua inalterata capacità psichica, supplica più volte il marito affinché la conduca in Svizzera per praticare il suicidio medicalmente assistito.

Il regista Tedeschi ha scelto per i ruoli di protagonisti la barese Simona Rutigliano ed il biscegliese Nicola Losapio. A completare il cast la "voce fuori campo" di Franco Tempesta e gli attori Chiara Sgherza, Michele Longo, i piccoli Ludovica Amorese e Joses Pellegrini, Carmen Roselli, Carmela Tarantini, Elisabetta Mastrototaro, Valentina Cuna, Alfonso Miscioscia, Maurizio Taccardo e Paolo Pasquale, oltre a decine di comparse. Musiche di Francesco Ferrante, Direttore della fotografia Raffaella Fasano. All'evento parteciperanno esponenti dell'associazione Luca Coscioni" e dell'associazione italiana S.L.A, che interverranno nel successivo dibattito.

L'opera non ha alcuna finalità e presunzione di indottrinare scientificamente l'opinione pubblica ma desidera accendere ancor di più il "faro" sulla sofferenza dei pazienti, sui loro familiari, sui grandi disagi che ne derivano, sulla carenza di assistenza domiciliare, sulla abnegazione e sacrifici dei ricercatori scientifici, dei medici e delle associazioni interessate.
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