
Spuntano nuove buche in via Gioia
Esercenti e residenti: «Rattoppare non risolve il problema, lo rimanda»
sabato 14 febbraio 2026
iReport
«Rattoppare non risolve il problema, lo rimanda». Ne sono convinti esercenti, residenti e professionisti che hanno studi in zona. Il riferimento è alle nuove buche che si sono aperte nel primo tratto di via Gioia, per intenderci quello tra via De Gasperi e via Sasso. Da qualche giorno c'è anche un nuovo cantiere, ma le buche non hanno a che fare con lo scavo.
Siamo sempre nella stessa zona, tra le intersezioni con via Chiurlia, via Torino e via Ugo Bassi: lentamente l'asfalto viene scavato dal continuo passaggio di mezzi, non solo automobili, e finisce per cedere. Alcune pietre poi, con le piogge, diventano proiettili veri e propri una volta che finiscono sotto gli pneumatici.
L'amministrazione comunale era intervenuta con rattoppi il 14 novembre scorso, operando in tutta la città ed in alcune zone rurali. Ma da Palazzo di Città ci hanno più volte spiegato che si tratta di interventi non sempre dipendenti da rattoppi comunali mal eseguiti, bensì seguenti a lavori si compagnie private di servizi. Quando ci sono soldi nelle casse, si interviene, ma il problema non sembrerebbe essere stato creato dall'ente. Cresce però l'esasperazione di chi vive il quartiere quotidianamente.
Siamo sempre nella stessa zona, tra le intersezioni con via Chiurlia, via Torino e via Ugo Bassi: lentamente l'asfalto viene scavato dal continuo passaggio di mezzi, non solo automobili, e finisce per cedere. Alcune pietre poi, con le piogge, diventano proiettili veri e propri una volta che finiscono sotto gli pneumatici.
L'amministrazione comunale era intervenuta con rattoppi il 14 novembre scorso, operando in tutta la città ed in alcune zone rurali. Ma da Palazzo di Città ci hanno più volte spiegato che si tratta di interventi non sempre dipendenti da rattoppi comunali mal eseguiti, bensì seguenti a lavori si compagnie private di servizi. Quando ci sono soldi nelle casse, si interviene, ma il problema non sembrerebbe essere stato creato dall'ente. Cresce però l'esasperazione di chi vive il quartiere quotidianamente.



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