Giuseppe Farinola
Giuseppe Farinola
Hockey

«Grazie a tifosi, compagni di squadra e società»

Giuseppe Farinola, ex giocatore AFP, esprime la sua gratitudine per l'ambiente hockeistico biancoverde

Giovinazzo è sinonimo di hockey. Certo, non è più come fino a qualche anno fa, quando ogni settimana in città scoppiava la febbre del sabato sera e il palazzetto di via de Ceglie prima e il PalaPansini diventavano luogo d'appuntamento fisso per scalmanati tifosi di ogni età che spingevano l'AFP verso sogni di gloria.

Oggi la squadra lotta nel campionato di serie B, tra crisi economica e disaffezione generale. Basta però una lettera a riportare immediatamente alla memoria quanto abbiamo vissuto fino a qualche anno fa. A scriverla è stato Giuseppe Farinola, un ex biancoverde che oggi milita nell'Hockey Agrate ma non dimentica «un movimento hockeystico che mi ha permesso di crescere come persona e come giocatore e che mi ha dato la possibilità di conoscere molta brava gente innamorata di questo sport che non ha eguali».

«Per la verità – racconta Farinola a chi non dovesse conoscerlo - nasco nella vicina Molfetta, dove muovo i primi passi centrando tutti gli anni le finali di categoria, grazie al sacrificio dei miei genitori e grazie alla passione dei due carissimi e amati presidenti Mario Cantatore detto "U Bob" e Nunzio Fiorentini "il Dottore", i quali, con la loro smisurata passione, permettevano a noi giovani di coltivare quella passione chiamata hockey».

«Poi dopo le giovanili – prosegue il molfettese - approdo nella tanto amata AFP e lì cambia praticamente tutto perché Giovinazzo vive per l'hockey e i compagni di squadra, la società, i tifosi mi accolgono facendomi sentire subito uno di loro».

Farinola quindi passa in rassegna i vari protagonisti del nostro ambiente hockeistico, a cominciare dai tifosi: «Gente così calorosa e amante del nostro sport non la si trova da nessun'altra parte e vorrei davvero ringraziarla; entrare in pista con quella maglia così tanto gloriosa ti dà una carica immensa».

Quanto ai compagni di squadra: «Mi sono ritrovato a giocare con gente, come Angelo Depalma, Antonio D'Agostino, Antonio Turturro, Dario Gimenez, Domenico Illuzzi, Vale Grimalt… ma anche tutti gli altri non menzionati, che ha dato e che sta dando tanto all'hockey giovinazzese e non. Da loro c'era tutto da imparare, soprattutto nell'uscire dalla pista consapevoli di aver dato tutto con e per i colori biancoverdi. Un grazie particolare va anche a loro!».

E infine la società: «C'era una società unica, intenta a fare il meglio per Giovinazzo con una passione smisurata. A qualsiasi ora, in ogni momento, qualcuno era sempre presente in sede a lavorare per organizzare il tutto per bene e per tutte le categorie: da Vito Favuzzi, che con la sua grinta trascinava tutti, a Michele Colamaria innamorato pazzo, da Dino Camporeale instancabile come ora ad Angela Miranda sempre precisa e attenta in tutto, a Fedele Depalma pilastro portante ed imprescindibile, così come Giovanni Labianca, Gino De Palo grande dirigente... Grazie!!!».

«Oggi a 35 anni – scrive ancora Giuseppe Farinola - continuo a praticare questo meraviglioso sport nell'Hockey Agrate, e anche qui ho incontrato gente altrettanto stupenda che ha saputo accogliere me e la mia famiglia, che ringrazio per la comprensione e la pazienza, nel migliore dei modi. Gioco in prima squadra in serie B e attualmente siamo primi in classifica e puntiamo ad essere protagonisti a lungo; inoltre mi sono state affidate due categorie giovanili, l'under 17 e 19, e ai miei bravissimi giovani di buone prospettive cerco di trasmettere come prime cose la voglia, la grinta, la determinazione nel raggiungere un obiettivo e soprattutto l'amore per l'hockey, caratteristiche ereditate proprio dal Giovinazzo».

Farinola ha ancora altri ringraziamenti da fare: «Uno va sicuramente ad Alfonso Arbore che è stato il primo che ha creduto in me come allenatore, sostenendomi e rimborsandomi addirittura di tasca sua il mio primo corso fatto a Roana (Vi), affiancandomi poi al carissimo Angelo Beltempo, al quale va il mio secondo ringraziamento dato che ha saputo lanciarmi senza nessuna paura e che mi ha supportato con tutta la forza che ha sempre avuto; ultimo ringraziamento, assolutamente doveroso, lo devo al Mister per eccellenza: Massari. Da sempre, così come continua a fare ancora oggi, mi ha sempre dispensato i suoi preziosi consigli e le sue conoscenze vanno ben oltre ogni limite, per non parlare della sua grande umanità e comprensione».

La lettera ricca di gratitudine si conclude quindi così: «Penso che fosse doveroso fare tutti questi ringraziamenti dal momento che l'hockey a Giovinazzo non sta attraversando un gran momento ma, come per altri, anche per me ha saputo lasciare un segno indelebile dentro, incomprensibile solo a chi non ha mai indossato la gloriosa maglia dell'AFP».

E chi ama i colori di quella maglia non può che sognare il ritorno di quel sogno descritto dall'ex e di quel segno lasciato dentro sabato dopo sabato… prima o poi.
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