Vito Favuzzi
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Hockey

Favuzzi, è finita sul serio: «Questa non è l'AFP per cui ho lavorato»

L'ormai ex ds lascia: «Dimissioni irrevocabili, il mio ruolo continuamente bypassato»

Stavolta sono veramente «dimissioni irrevocabili, maturate dopo una lunga riflessione che mi ha portato a tale tormentata e dolorosa decisione». Vito Favuzzi fa dietrofront e dà l'addio all'AFP Giovinazzo. Il club biancoverde rilevato nel 2011 langue a fondo classifica, a serio rischio retrocessione con appena 4 punti in 9 partite e ben 54 gol subiti, peggior difesa, insieme al Sarzana, della serie A1.

Tutto è successo, dunque, perché l'AFP è alle prese con una crisi di risultati? Macché, in realtà l'ormai ex direttore dell'area sportiva dell'AFP Giovinazzo, nonostante il clima triste e preoccupato, lascia per altri motivi: «Ad inizio stagione, in sede di consiglio direttivo, - ricorda Favuzzi - rilevammo numerose criticità legate alla gestione della stagione agonistica precedente. E tutti insieme convenimmo di stabilire regole precise affinché determinate e spiacevoli situazioni non si ripetessero più, ma ad oggi tali regole vengono sistematicamente disattese».

Ma quali sono le motivazioni che avrebbero convinto Favuzzi a mettersi da parte? «Ho subito sistematicamente decisioni prese da altri, - racconta - come ad esempio l'ingaggio dei giocatori e la loro gestione quotidiana, e che pur ritenendole dannose rispetto al buon andamento della squadra, con particolare riferimento all'amministrazione degli atleti, sono stato costretto ad assentire».

«L'alternativa - continua l'ex ds che assicura di aver comunicato i suoi intenti attraverso una lettera indirizzata al presidente Corrado De Bari - sarebbe stato sembrare il solito "dittatore", come spesso sono stato appellato da chi non mi conosce, nonostante io determini ben poche situazioni all'interno della società e abbia sempre cercato di condividere il più possibile le decisioni che hanno effetto sulla gestione societaria. Anche in questo caso sono state dettate delle regole. Nei fatti, però, queste regole non sono mai state rispettate».

Uno strapotere che avrebbe causato non pochi malumori e sarebbe stata la vera causa delle dimissioni dello stesso Favuzzi, stanco «di vedere il mio ruolo dirigenziale continuamente bypassato e sostituito. Più volte, da un po' di tempo a questa parte, - prosegue - mi sono chiesto: ma allora qual è il mio ruolo? Quello di essere il parafulmine di situazioni negative, come ad esempio l'attuale posizione in classifica, ed essere additato dai soliti noti come il male di tutti i mali?».

«Quello di reperire continuamente soldi per il sostentamento economico della società - va avanti - e di essere messo alla berlina da tutti appena non si riesce a riconoscere i rimborsi spese agli atleti? Pianificare le trasferte secondo le direttive societarie ed essere sistematicamente spernacchiato? Pretendere che si rispettino le regole concordate nel direttivo da seguire durante gli allenamenti ed essere sistematicamente inascoltato?».

La voglia di mettersi in gioco, anche quest'anno, era stata tale da continuare l'avventura in una disciplina sempre più in crisi economica, in cui i soldi scarseggiano e gli sponsor non investono più come un tempo: «E invece - prosegue Favuzzi - ho perso la stima di alcuni tifosi e di alcuni giocatori solo perché faccio gli interessi della società a differenza di altri componenti che, noncuranti di tali interessi e con comportamenti che rasentano il ridicolo facendosi pure beffa di me, passano per quelli dal cuore grande».

«I dirigenti di una società - sottolinea - devono cercare di lavorare sulla stessa lunghezza d'onda nel rispetto delle regole comuni. E questo all'interno dell'AFP Giovinazzo non succede. Questa non è l'AFP Giovinazzo per cui ho lavorato duro. Preferisco restare a casa e continuare a sostenere la mia squadra», termina il dimissionario Favuzzi. E adesso cosa accadrà? Si aprirà la caccia a nuovi soci, magari con la formazione di una cordata di imprenditori, oppure a qualche facoltoso investitore?

A smontare ogni rumors su una possibile cessione dell'AFP Giovinazzo è il presidente Corrado De Bari: «La società non è in vendita perché non è proprietà di nessuno. Siamo un'associazione sportiva e come tale decidono i soci», taglia corto il numero uno biancoverde che ha comunque assicurato la regolare gestione del club almeno fino al termine del campionato di serie A1.

Intanto se l'AFP Giovinazzo sconfessa qualsiasi trattativa di cessione, pur essendo interessata ad allargare la base societaria, arrivano invece secche smentite sul presunto interessamento all'acquisizione del club da parte del produttore molfettese Corrado Azzollini, a capo della della Draka Production, e dei fratelli Angelo, Mauro e Vincenzo Bavaro, imprenditori giovinazzesi noti nel settore dei supermercati (tra Giovinazzo e Terlizzi gestiscono i punti vendita Anna). In futuro, però, potrebbe accadere qualsiasi cosa.

Per il momento, tuttavia, le priorità biancoverdi sono quelle di concludere regolarmente il campionato di serie A1 e, con l'arrivo di un atleta argentino (che comunque potrà giocare solo dal mese di gennaio), conquistare una salvezza che è sicuramente nelle corde della squadra del tecnico Franco Amato.
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