Giovani studenti nell'IVE. <span>Foto FAI Giovinazzo</span>
Giovani studenti nell'IVE. Foto FAI Giovinazzo
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Mattinate FAI d'inverno a misura di studente

Visite agli edifici storici per gli alunni della scuole giovinazzesi

Una visita a misura di studente: è questo il cuore e l'anima delle Mattinate FAI d'Inverno, progetto nazionale della Fondazione dedicato al mondo della scuola, giunto alla sua sesta edizione.

Da lunedì 27 novembre a sabato 2 dicembre 2017, le Delegazioni FAI di tutta Italia hanno aperto in esclusiva luoghi straordinari, per una settimana di visite guidate dagli Apprendisti Ciceroni, studenti appositamente formati che, indossati i panni di narratori d'eccezione, hanno raccontano ai giovani delle scuole in visita il valore di questi beni e le storie che custodiscono.

Un'esperienza di "educazione tra pari" che privilegia la trasmissione orizzontale del sapere e la partecipazione attiva degli studenti nel processo di apprendimento. A Giovinazzo sono stati ben 25 gli studenti del Liceo "Matteo Spinelli", guidati dalla professoressa Mariangela Bavaro e coinvolti nel progetto organizzato dal locale gruppo FAI che ha immaginato un originale percorso di conoscenza del convento dei domenicani, poi Reale Ospizio ed ora Istituto Vittorio Emanuele II.

Data l'inagibilità di quasi tutto il complesso, nelle poche sale a disposizione e nei cortili col colonnato ci si è avvalsi dell'affabulazione e dell' immaginazione. Con l'ausilio di "guide teatrali" è stato infatti creato un percorso esperienziale ad hoc per ciascuna fascia d'età degli scolari che hanno partecipato.

L'accoglienza nell'edificio del 1700 di stampo neoclassico, uno dei primi edifici fuori dal centro urbano medievale, che ha poi determinato lo sviluppo della piazza e del primigenio nucleo abitato moderno, è stata affidata alla figura di un ironico censore e di un frate domenicano riemersi dal passato insieme a singolari infermiere, suore ed educatrici che animavano la visita. In questo ritrovo il valore fortemente civile non è distinto dalla storia di questa città e come tale per una settimana gli è stato ridato un ruolo attivo. I volontari del FAI hanno voluto restituire il valore simbolico forte del luogo che deriva dalle vite che lo hanno attraversato e hanno lasciato testimonianze materiali.

Ai giovani visitatori sono stati raccontati, in varie forme, gli anni in cui vi erano opifici, laboratori, una casa editrice, una banda musicale ecc. ecc. Fotografie, disegni e racconti dal vivo degli "ex ragazzi e di ex istitutori" hanno ridato vitalità e protagonismo ad un luogo pregno di storia e di fascino.
Per l'occasione è stata organizzata anche una piccola mostra con alcuni strumenti musicali del prezioso archivio oltre che leggii, spartiti e documenti. Nella Sala Marano c'è stato l' approfondimento di questo aspetto e l'esecuzione dell' inno ufficiale, che tre studenti del liceo Spinelli hanno fatto riecheggiare dopo tanti anni.

Il fulcro della visita era costituito da una breve performance teatrale in cui l'attrice Arianna Gambaccini con alcuni studenti del liceo hanno fatto rivivere le figure di chi ha realmente abitato quel posto, da giovani anonimi a figure chiave e personaggi illustri come il Tenente Fiorino o il pittore dell' Ottocento napoletano Gioacchino Toma che nell'Ospizio dei poveri di Giovinazzo, dal 1853 al 1855, fu avviato allo studio della pittura.

I visitatori dell'Istituto Comprensivo "San Giovanni Bosco – Buonarroti", delle Scuole Primarie "Don Saverio Bavaro" e "Papa Giovanni XXIII" e della Scuola Secondaria inferiore "Marconi" nell'arco della settimana hanno raggiunto un totale di ben 1000 presenze. Una volta indossati dei fiocchi verdi si avventuravano nel cortile scoprendo la figura del Primicerio Bonomo o ritrovando alcuni dei calchi in gesso realizzati dagli allievi dell'Ive o utensili del laboratorio di ebanisteria e uno dei lavatoi. Grazie al sonoro è stato anche possibile ricostruire gli ambienti dei sotterranei, nei quali ci sono le fondamenta e alcuni depositi che nel periodo bellico venivano adoperati come rifugi.

La conclusione del percorso prevedeva una parentesi ludica con i giochi del passato ed infine i gruppi si spostavano nell'attigua chiesa di San Domenico per ammirare la tela del '500 di Lorenzo Lotto che ritrae "San Felice in cattedra", che originariamente faceva parte di un polittico proveniente dalla omonima chiesa di San Felice.

L'ultima giornata è stata invece riservata alle classi del biennio del Liceo classico e scientifico che hanno approfondito la conoscenza dell'ex monastero delle Benedettine (oggi albergo) già complesso monastico detto di San Giovanni Battista, edificato sull'antica chiesa paleocristiana di Santa Maria allineata lungo l'attuale via Spirito Santo.
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