L'architetto Di Blasi durante il suo intervento
L'architetto Di Blasi durante il suo intervento
Attualità

La Ferriera che verrà

Ieri sera in piazza Cairoli tecnici, amministratori e cittadini a confronto sui progetti futuri su un'area che può cambiare volto

Secondo incontro di quartiere tra l'Amministrazione comunale ed i cittadini, ieri sera, 22 luglio, in piazza Cairoli, a due passi dalle ex Acciaierie e Ferriere Pugliesi.

E proprio di quell'area si è discusso, subito dopo i saluti dell'Assessore all'Urbanistica, Salvatore Stallone, e l'intervento del Sindaco, Tommaso Depalma, il quale ha ripercorso la cronologia delle azione messe in essere dall'Ente comunale dal 2005 sino ad oggi.

Il cuore della serata è stato costituito dagli interventi dell'ing. Antonella Lomoro e dell'arch. Ottavio Di Blasi.

La prima ha raccontato ai cittadini, riunitisi in buon numero nella piazzetta che insiste su via Bitonto, quanto fatto dal 2013 ad oggi, grazie ai 2.400.000 euro intercettati dall'Amministrazione Natalicchio e messi a frutto sotto quella guidata da Depalma. Si è trattato di interventi che hanno consentito di ripulire la Lama Castello dall'accumulo di loppa d'altoforno, accumulatasi nei decenni di attività delle ferriere e divenuto primo agente inquinante dell'area. Quella pulizia, ha precisato l'ing. Lomoro, ha riguardato la vasta area attorno ai capannoni e le indagini ed i campionamenti sono arrivati sino a 15 metri di profondità. Le indagini hanno rivelato una elevata concentrazione di sostanze ferrose, ma per fortuna, ed è questa una notizia buona e in parte già nota, non è stato trovato eternit o amianto.

L'area sotto i capannoni, invece, deve essere oggetto di un'Analisi di Rischio a carico dei privati, che dovrebbe in realtà partire nei prossimi mesi. La stessa Lomoro è incaricata tuttavia del procedimento, ma ci vorrà prima il nulla osta dell'Arpa per ripulire l'area sotto i capannoni da rifiuti di ogni genere abbandonati in questi anni di incuria e poi si potrà procedere alle analisi, sempre previo parere dello stesso Ente regionale.

Interrogata da noi sulle tempistiche, Antonella Lomoro ha rassicurato tutti: si potrebbe arrivare a concludere queste indagini entro la fine del 2019. Saranno allora trascorsi tre anni dagli interventi di pulizia della Lama ultimati dalla Pubblica Amministrazione.

Appassionante, per certi versi, la ricostruzione dell'architetto Ottavio Di Blasi, da anni nel grande staff di Renzo Piano, incaricato dagli stessi proprietari di pensare a possibili soluzioni per il futuro di un'area vastissima, di circa 660.000 metri quadri.

Di Blasi, dopo aver mostrato quanto fatto in Europa ed in Italia, in particolar modo a Torino e Sesto San Giovanni in fatto di rigenerazione urbana di ex aree industriali dismesse, sposando in parte il pensiero dell'Amministrazione comunale, ha mostrato ai residenti del quartiere l'idea di futuro per quella zona.

Si tratterebbe di una zona in cui sorgerebbe il Parco Naturale di Lama Castello, che sarebbe la perfetta cornice per una riconversione dei capannoni, con volumetrie di molto ridimensionate, nell'Accademia del Cinema. Intorno, oltre al verde, anche un'area mista, con attività imprenditoriali legate allo sviluppo del settore tecnologico, residenze, magari per studenti o professori, e soprattutto l'idea di creare un indotto che non solo sviluppi un'economia differente per l'intera città, ma che possa a sua volta implementare il valore degli immobili già presenti in zona.

Un progetto bello, avvenieristico, che sarebbe curato da professionisti di alto livello e che ha intercettato il favore dei presenti. Un progetto, è bene dirlo, che momentaneamente si scontra con una serie di procedure legate alle analisi di rischio sotto e dentro i capannoni (che rappresentano la strettissima attualità), ma che proietterebbe Giovinazzo in una dimensione urbanistica di stampo europeo.

L'auspicio è che nel giro di un decennio tutto questo possa divenire realtà, non cancellando, come fatto altrove, la storia industriale di questa cittadina a cui è legata la vita di tante famiglie che con quel gigante sullo sfondo hanno convissuto per decenni. Un nuovo inizio, al passo coi tempi, che sarebbe importante per tutta la gente che vive ed ama quel quartiere.




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