Ruggero Iannone
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Politica

ZES, Iannone risponde alle opposizioni

Il Consigliere forzista: «Pochezza delle loro strategie confermata da figure autorevoli»

Il Consiglio comunale di venerdì scorso, 8 febbraio, ha portato ad una deliberazione dell'assise che prevede di continuare la battaglia del Comune per ottenere l'inserimento nella cosiddetta Zona Economica Speciale Adriatica, ovvero un'area su cui far giungere investimenti di aziende che potrebbero migliorare l'economia locale. Agli imprenditori che investissero in quella zona andrebbero, per normativa vigente, agevolazioni di carattere fiscale e tributario.

Nelle scorse giornate le opposizioni consiliari, che avevano voluto l'assemblea monotematica arricchita da interventi di personalità autorevoli nel campo, avevano esultato per il risultato ottenuto al termine della massima assise cittadina, parlando anche di una strategia sostanzialmente assente nell'Amministrazione comunale sul tema in discussione.

A replicare ci ha pensato nelle scorse ore Tommaso Depalma in una nota stampa che rappresenta la posizione della maggioranza, ma sul tema è voluto intervenire anche Ruggero Iannone, capogruppo di Forza Italia in Aula Pignatelli, il quale sostiene anch'egli che «la realtà dei fatti è ben differente. PD e PVA hanno voluto quel Consiglio, con la presenza di persone autorevoli come Mariani e Pirro, ma ne hanno di fatto ottenuto un boomerang - ha detto - che si è ritorto contro di loro. C'è una pochezza delle loro strategie confermata da queste figure di spessore. Aziende di un certo peso, è stato spiegato bene dagli illustri ospiti, investono se vi sono già aree infrastrutturate, cosa che a Giovinazzo non esiste, con una ASI ferma da trent'anni così come da noi ribadito ieri in un comunicato del Sindaco».

Iannone ha insistito poi sul concetto: «Per arrivare ad infrastrutturare un'area come quella ci vogliono almeno una cinquantina di milioni di investimento pubblico, momentaneamente una chimera. È vero - ha continuato Iannone - che Modugno e Molfetta sono state inserite nella ZES Adriatica, ma la prima per 140 ettari, la seconda per una ventina. Comprendete bene che si tratta di aree piccole rispetto all'idea di investimenti importanti di privati».

Il Consigliere comunale di Forza Italia sposa quindi la tesi del primo cittadino, Tommaso Depalma, secondo cui bisognerà impegnarsi per far sì che aree di comuni limitrofi a Giovinazzo ricevano la possibilità di far sorgere ZES, in modo da portare alla creazione di posti di lavoro anche per i giovinazzesi in tempi molto più brevi rispetto a quanto accadrebbe con il tentativo di crearne una in loco, senza che vi siano le basi necessarie.

Iannone ha poi spiegato meglio il suo punto di vista ed ha voluto avere possibilità di parola perché personalmente attaccato, a suo dire, in un comunicato: «L'unica area su cui si può insistere è l'ASI (ed occorre un tavolo tecnico tra Città Metropolitana, Regione e Governo centrale per sbloccarla, con effetti eventuali che vedrebbero forse i nostri figli e nipoti) , anche secondo quanto detto in Consiglio da Mariani, ma la strada è lunghissima e tortuosa. Noi, come maggioranza, ci atterremo a quanto deliberato, continuando a fare il massimo per ottenere qualcosa per Giovinazzo, ma abbiamo anche il dovere, sostenendo un'Amministrazione comunale, di avere uno sguardo d'insieme più composito, che guardi all'esclusivo interesse della comunità giovinazzese in tempi non lunghi.

A me, piuttosto - ha continuato l'esponente forzista - pare che PD e PVA, sempre più a braccetto, siano in difficoltà nonostante quanto millantino sui social. Il loro documento era unico, infatti, ma le soluzioni differenti. Se i primi puntano molto, per l'istituzione della ZES, sul Lugo Terminal, i secondi guardano all'area ex AFP ed alla D.2, per intenderci una zona dopo il cavalcaferrovia di via Daconto, non lontana dalla provinciale per Terlizzi.

Le due soluzioni - ci ha spiegato Iannone secondo il suo punto di vista - sono irrealistiche. Il Lugo Terminal ha un'area assai ristretta, sebbene molto attrezzata, mentre la D2 potrebbe essere solo un'area artigianale per estensione, non certo un'area di sviluppo industriale. Mi pare che ci sia divergenza sulle strategie e che le stesse strategie presunte migliori della nostra, siano ben poca cosa. Io non ho attaccato nessuno, ho solo espresso la mia opinione come mio diritto. Fa parte della politica».

Quanto alla posizione espressa con chiarezza dal Consigliere de Gennaro, Iannone ha una sua idea ferma: «Si tratta della stessa persona che nell'agosto 2012 redigeva un parere pro-veritate per il Comune di Giovinazzo, lo avete già riportato pubblicando il comunicato dell'Amministrazione, in relazione al Piano particolareggiato per l'ASI. Daniele de Gennaro, in quel caso in veste di legale, correttamente sosteneva che il Piano non sarebbe stato reiterabile oltre i 10 anni, se non vi fossero stati investimenti pubblici. Bene, quell'area è ferma da 30 anni e lo stesso de Gennaro ora vira sulla D2 e sulle ex AFP, cavalcando questa protesta, ben sapendo che per ciò che attiene l'ASI i tempi sarebbero biblici».

Ruggero Iannone dà infine una lettura di quanto accaduto, cercando di spiegare perché non vi sia incompatibilità tra la posizione dell'Amministrazione comunale che uscirebbe dall'ASI e il tentativo sottoscritto con l'atto consiliare di ottenere la ZES: «Sono due temi differenti ma collegati - ha affermato -. Noi pensiamo che il Consorzio ASI così come è strutturato, non sia di nessuna utilità. Sulla carta ci sarebbero 15 milioni da dividersi con Bitonto che servirebbero a realizzare ben poco. Mi spiego ancora meglio - ha continuato Iannone -: l'ASI è l'unica possibile porta di accesso alla ZES. Se avessimo un'area infrastrutturata, sarebbe possibile essere inseriti. Ma gli amministratori devono fare i conti con la realtà e non con la propaganda. E quindi penso che la battaglia sarà condotta, ma che oggettivamente non vi siano grandi possibilità di essere parte della ZES Adriatica. Possiamo intervenire presso i nostri referenti in Regione, come abbiamo già fatto e faremo, ma non è assolutamente certo che otterremo nulla.

Infine - è la sua posizione - permettetemi di dire che il gioco delle opposizioni è fin troppo chiaro: se non si ottenessero risultati, l'Amministrazione sarebbe l'unica colpevole, mente se nella migliore delle ipotesi questi risultati fossero a lungo termine, sarebbe ugualmente un insuccesso da propagandare. Noi vogliamo che si assumano le loro responsabilità, perché su questi temi non ci sono parti che tengano. Vengano i capigruppo con noi ai tavoli di confronto, così come è stabilito nel documento approvato in Consiglio, e cerchiamo di dire la verità alla nostra gente dopo questi tavoli, senza cercare pubblicità facile sui social.

C'è in gioco il futuro della città e noi non ce la sentiamo in alcun modo di raccontare bugie, di dare false illusioni, non sarebbe serio. Noi siamo pragmatici - è stata la chiosa -, mentre loro continuano ad essere sofisti».
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