Gli ulivi rubati a un'imprenditrice
Gli ulivi rubati a un'imprenditrice
Attività produttive

Xylella, il pericolo incombe. E il Consiglio comunale approva una delibera all'unanimità

Gli agricoltori giovinazzesi appaiono tra i meno preparati sull'argomento. Stallone: «Presto un tavolo di confronto»

La Xylella avanza, inesorabile, verso nord. Ulivi infetti sono stati rintracciati anche nelle campagne monopolitane, pochi chilometri a sud di Bari. Niente o pochissimo è stato fatto in Salento per evitare il propagarsi ed anche l'olivicoltura barese appare in grave pericolo. Giovinazzo non resterà immune al problema se non si correrà ai ripari molto presto.

Sono preoccupati anche gli amministratori che, con l'ausilio delle opposizioni, hanno approvato all'unanimità dei presenti un documento con cui il Consiglio comunale giovinazzese chiede interventi seri ed immediati a Regione Puglia e Governo centrale.

La spinta dei cosiddetti gilet arancioni è servita e molto e così anche gli Enti locali affilano le loro armi per sostenere la battaglia di agricoltori e imprenditori del settore olivicolo, già schiacciati dai danni delle gelate del febbraio dello scorso anno.

In particolare, la delibera dell'assise cittadina svoltasi venerdì 18 gennaio pone al centro dell'azione amministrativa la tutela degli interessi di una intera categoria da cui dipende, è bene ricordarlo, buona parte dell'economia cittadina. Con la delibera, si chiede al Sindaco di «intervenire con forza e decisione presso il Governo Nazionale e la Regione Puglia, affinché: con provvedimenti straordinari e con misure efficaci si metta in atto un sistema che blocchi l'avanzamento verso nord della fitopatologia Xylella fastidiosa; individuino risorse finanziarie sufficienti da destinare oltre alle attività di cui al punto precedente anche ad aiutare gli agricoltori ed i vivaisti che stanno subendo danni a causa della fitopatia; le misure, i provvedimenti e le attività atte a bloccare l'avanzamento della fitopatia siano pienamente operativi prima dello sviluppo dei vettori nella nuova annata».

La delibera punta anche a far sì che venga integrato e modificato «il quadro normativo in materia - si legge -, al fine di contrastare efficacemente la diffusione e l'avanzamento della drammatica fitopatia Xylella Fastidiosa con l'auspicio che: 1. Lo Stato italiano si doti di mezzi legislativi che possano consentire subito la piena ed immediata applicazione di tutte le norme di quarantena fitosanitaria, come già previsto per le norme da quarantena in campo animale e zootecnico; 2. Lo Stato italiano modifichi la Legge n. 144 del 14 febbraio 1951 "divieto di abbattimento di alberi di olivo" Eliminando il divieto abbattimento ed estirpazione degli alberi di ulivo nelle solo zone infette. 3. La Regione Puglia si doti di una apposita legge che permetta la piena ed immediata applicazione delle norme di eradicazione e contenimento della fitopatia xylella fastidiosa; 4. L'attuale zona di contenimento sia sottoposta a monitoraggi; 5. L'attuale zona di contenimento sia sottoposta alle norme di eradicazione dell'organismo specificato dell'infezione; 6. Sia prevista un ulteriore zona, di minimo 10 Km, oltre la zona di cui al punto precedente, verso la zona infetta dove attuare le attuali norme di contenimento; 7. Gli obblighi derivanti dalle norme di lotta obbligatoria contro la xylella fastidiosa siano sottoposti al regime di condizionalità, come previsto per quelle zootecniche».

L'ottavo punto dell'atto è assai importante perché in esso si sottolinea l'esigenza di agire concretamente nelle zone "a rischio", delimitandole nel raggio di 30 km dall'ultima infezione registrata. Si chiede altresì di abbattere oltre alle piante infette anche quelle esistenti nel raggio di 100 metri dall'infezione, con deroghe solo per le piante considerate monumentali oltre quel raggio.
Inoltre si chiede alla Regione Puglia di «intensificare i trattamenti al fine di abbattere totalmente i vettori e di attuare un sistema per evitare che mezzi ed animali e persone possono involontariamente trasportare i vettori infetti».

Di questo ultimo punto, sembrano molto interessanti anche i passaggi in cui il Consiglio comunale giovinazzese evidenzia che «nella zona corrispondente agli ultimi 30 Km dell'area delimitata, verso la zona infetta, considerando fondamentale abbattere la popolazione dei vettori adulti, la Regione preveda ed attui direttamente, un programma di lotta fitosanitaria a tappeto su tutte le piante ospiti, e nel buffer di 100 ad essi, mediante l'impiego di atomizzatori civili (come quelli per le zanzare utilizzati nei centri abitati), agricoli e di mezzi aerei (droni, piccoli aerei, elicotteri). Nella zona corrispondente agli ultimi 30 Km dell'area delimitata verso la zona infetta -si legge ancora -, su tutte le aree pubbliche (banchine stradali, aree demaniali, giardini, zone verdi ecc.) appartenenti ai vari enti, la regione provveda, nei tempi appropriati, ad effettuare Lo sfalcio delle erbe ed arbusti con successiva pulizia, ed un trattamento fitosanitario al fine di abbattere le popolazioni giovanili dei vettori prima che acquisiscano il batterio. Per le aree pubbliche appartenenti ai vari enti (banchine stradali, aree demaniali, giardini, zone verdi ecc.) ricadenti nelle zone di eradicazione dell'organismo specifico, la Regione attui le attività di eradicazione (trattamenti fitosanitari, estirpazioni delle piante ospiti, ecc.)».

Sarà l'intera Amministrazione comunale a dover attivare quindi le misure di contenimento necessarie, da eseguirsi su tutti i terreni di proprietà comunale prevedendo nel Bilancio di Previsione 2019 un congruo stanziamento per gli interventi sul territorio.

Gli agricoltori giovinazzesi sono sembrati a più riprese non comprendere il grave pericolo che potrebbero correre, lo abbiamo notato anche dal risalto avuto dai nostri articoli e dalla risicata presenza nelle manifestazioni a Bari e Monopoli delle scorse settimane. Di questo è molto preoccupato l'Assessore alle Attività Produttive, Salvatore Stallone, che convocherà presto un tavolo di confronto a Giovinazzo (forse già la prossima settimana) e che sta pensando alla possibile diffusione di un vademecum da distribuire soprattutto a quegli agricoltori "per passione", che sembrano i più lontani dal problema, ma che rappresentano la maggior parte dell'utenza giovinazzese.

«Sono contento dell'approvazione all'unanimità con alcune correzioni alla delibera apportate grazie al contributo delle opposizioni. Se non si fosse capito - ha poi precisato Stallone - è in gioco il futuro della nostra economia agricola. Non possiamo dividerci e non possiamo sbagliare. È tempo di far sentire la voce di Giovinazzo - ha concluso - come stanno facendo altre comunità locali».







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