
Cronaca
Mareggiate a Ponente, danneggiata base della rampa per disabili
Depalo: «Secondo le prescrizioni della Soprintendenza doveva essere reversibile. Muro contenitivo ha retto bene»
Giovinazzo - giovedì 19 febbraio 2026
16.09
Una porzione della rampa per disabili, realizzata dal Comune di Giovinazzo in Località Trincea, ha ceduto ai potenti marosi che per giorni hanno flagellato la costa di Ponente, danneggiandone una porzione. Ha retto invece il muro contenitivo inaugurato a giugno del 2024.
«Le foto - ci ha spiegato l'assessore ai Lavori Pubblici, Gaetano Depalo - danno la misura della forza del mare in queste giornate invernali. Un danno minore rispetto a quanto poteva accadere anche grazie al muro contenitivo da noi fatto realizzare, che infatti ha retto molto bene. Si vede chiaramente - ha aggiunto Depalo - che si tratta della balaustra a protezione dell'ultimo tratto di discesa, solo zavorrata e collegata al piazzale già esistente che la Sovrintendenza volle non fosse fondata e quindi scavata, intaccando la roccia sottostante; giova ricordare altresì che l'opera dovesse essere reversibile, cioè rimovibile là dove vi fosse stata la necessità di ripristinare lo stato dei luoghi senza lasciare traccia. Sono stato sul posto e ci si è resi conto della potenza del mare. Le opere pubbliche in quelle aree esposte - ha continuato il vicesindaco - sono certamente importanti, ma pagano la fragilità di posizione e territorio».
Anche la scelta sul dove realizzarla, va ricordato, fu determinata dall'associazione che faceva riferimento al campionissimo paralimpico, Luca Mazzone. Il ripristino avverrà nei mesi prossimi, per permettere alle persone disabili di accedere a quella porzione di spiaggia in estate, ma una lunga riflessione va avviata a più livelli (ed è auspicabile coinvolga più Enti) sull'estrema fragilità non solo della costa giovinazzese, ma più in generale dei litorali pugliesi. E la cronaca di questi giorni ce ne sta dando una triste testimonianza.
«Giusto difendere la natura e l'ambiente - ha concluso amaro Depalo, con una sua visione da amministratore - ma se Enti sovraordinati al Comune, come la Sovrintendenza, non autorizzeranno l'uso di materiali più consoni ad una vera protezione costiera, consentendo quindi l'utilizzo di mezzi e l'adozione di soluzioni tecnologiche più adeguate, superando anche i troppi limiti burocratici ed autorizzativi, ho paura che ben presto ci possa essere ben poco da difendere».
«Le foto - ci ha spiegato l'assessore ai Lavori Pubblici, Gaetano Depalo - danno la misura della forza del mare in queste giornate invernali. Un danno minore rispetto a quanto poteva accadere anche grazie al muro contenitivo da noi fatto realizzare, che infatti ha retto molto bene. Si vede chiaramente - ha aggiunto Depalo - che si tratta della balaustra a protezione dell'ultimo tratto di discesa, solo zavorrata e collegata al piazzale già esistente che la Sovrintendenza volle non fosse fondata e quindi scavata, intaccando la roccia sottostante; giova ricordare altresì che l'opera dovesse essere reversibile, cioè rimovibile là dove vi fosse stata la necessità di ripristinare lo stato dei luoghi senza lasciare traccia. Sono stato sul posto e ci si è resi conto della potenza del mare. Le opere pubbliche in quelle aree esposte - ha continuato il vicesindaco - sono certamente importanti, ma pagano la fragilità di posizione e territorio».
Anche la scelta sul dove realizzarla, va ricordato, fu determinata dall'associazione che faceva riferimento al campionissimo paralimpico, Luca Mazzone. Il ripristino avverrà nei mesi prossimi, per permettere alle persone disabili di accedere a quella porzione di spiaggia in estate, ma una lunga riflessione va avviata a più livelli (ed è auspicabile coinvolga più Enti) sull'estrema fragilità non solo della costa giovinazzese, ma più in generale dei litorali pugliesi. E la cronaca di questi giorni ce ne sta dando una triste testimonianza.
«Giusto difendere la natura e l'ambiente - ha concluso amaro Depalo, con una sua visione da amministratore - ma se Enti sovraordinati al Comune, come la Sovrintendenza, non autorizzeranno l'uso di materiali più consoni ad una vera protezione costiera, consentendo quindi l'utilizzo di mezzi e l'adozione di soluzioni tecnologiche più adeguate, superando anche i troppi limiti burocratici ed autorizzativi, ho paura che ben presto ci possa essere ben poco da difendere».





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