
Attualità
Lavori al manto stradale: l'assessore Depalo fa chiarezza
Lo abbiamo interpellato dopo le tante segnalazioni giunteci in redazione
Giovinazzo - sabato 7 marzo 2026
Una chiacchierata per capire bene che cosa stia succedendo a Giovinazzo per quel che concerne il manto stradale di molte arterie urbane e rurali. L'abbiamo voluta fare questa volta con l'assessore ai Lavori Pubblici, Gaetano Depalo. Non si tratta di semplici manutenzioni, almeno nelle vostre tante segnalazioni, ma di veri e propri appalti, di interventi capillari.
Queste le parole del vicesindaco rese davanti ai nostri taccuini.
Assessore, cosa si può fare di concreto e nell'immediato per dare seguito alle tante segnalazioni di cittadini che si disperano per lo stato di alcune strade urbane e non? Perché c'è da aspettare così tanto tempo?
«Ritengo vi sia spesso un'errata percezione riguardo ai lavori di rifacimento del manto stradale nella nostra città. È comprensibile il disagio dei cittadini, ma è doveroso spiegare cosa accade "sotto" l'asfalto e perché i tempi non siano sempre immediati.
In primo luogo, bisogna considerare l'importanza degli interventi sui sottoservizi. Quando parliamo di perdite idriche che raggiungono il 55% tra il prodotto immesso in rete e quello erogato, siamo di fronte a un danno enorme per la collettività. Stessa cosa quando parliamo di perdite di gas, di reti elettriche o di servizi digitali. Gli enti preposti operano su più livelli: dopo lo scavo e la posa delle condotte, spesso, è necessaria la cosiddetta "chiusura ad anello" per testare la pressione e individuare eventuali altre perdite ed è per questo che gli scavi vengono provvisoriamente protetti con binder in sostanza (lo strato di collegamento), che costituirà l'ossatura poi della strada. Solo successivamente dopo la sua costipazione si potrà procedere alIa posa del cosiddetto "tappetino d'usura" finale partendo da una preliminare scarifica . Che si tratti di gas, acquedotto o fibra ottica, questi interventi non sono "favori" all'Amministrazione, ma investimenti strutturali che portano lavoro, efficienza e un minor consumo di beni primari per l'intera nazione e sono soggetti a controllo ed autorizzazioni anche da parte di enti superiori come la Soprintendenza».
Sì, tutto chiaro. Ma ci spiega perché ditte che eseguono scavi poi non asfaltino quasi mai l'intera carreggiata?
«Questo è un altro aspetto tecnico da chiarire. Il "Decreto Scavi" alla base dei ripristini parla chiaro: la riasfaltatura deve coprire mezza carreggiata per strade larghe più di 3 metri, e l'intera carreggiata solo per quelle di larghezza inferiore se ci sono due corsie attinte dagli scavi non in senso trasversale anche in quel caso si procede con l'intera carreggiata.
Infine, occorre guardare ai costi. Un singolo metro quadro di bitume (tra scarifica e tappetino) costa in media 20 euro. Asfaltare un'intera città, non esistono finanziamenti in questa direzione tranne le esigue somme messe a disposizione con il bando strada per strade che hanno consentito di trattare pochissimi mq. rispetto ai kmq di superficie di cui si compone la nostra città che invece richiederebbero risorse economiche enormi. È solo grazie ad accordi e concessioni specifiche che siamo riusciti a riqualificare grandi arterie come via Cappuccini, via Lupis, via Marconi e le zone limitrofe alla piazza e tante altre.
Nulla di ciò che vediamo fare è un privilegio concesso, ma un servizio che mira a rendere la città più moderna e funzionale».
Assessore, ci dice infine quando iniziano i lavori annunciati nelle parallele e nelle traverse di via Molfetta? Lungo la vecchia statale adriatica il manto è sembrato cedere in alcuni punti, come state operando?
«Quanto a via Molfetta si sta operando per reperire le risorse utili per procedere alla sua integrale sistemazione il cui valore spannometrico, partendo dalla zona Caserma Carabinieri sino alla Piazza, supera i 200.000 euro, mentre alcune porzioni sono state già sistemate proprio grazie agli accordi di cui sopra. Per esempio è il caso di via XX settembre, dove il cantiere partirà lunedì prossimo insieme alle sue traverse. Queste scelte sono figlie di questi accordi così come avverrà o già avvenuto in altre arterie stradali, via Cappuccini, via Lupis, via Marconi, Villa Comunale, piazza Vittorio Emanuele II; solo per citarne alcune.
Quindi anche qualche rattoppo con fondi comunali sarà possibile come accaduto in novembre? L'assessore Rucci sappiamo essere sempre impegnato in questo senso, anche lei può darci garanzie?
«Sì, ma questo è un discorso diverso. I rattoppi stradali sono variabili determinate prevalentemente dalle copiose piogge, come per questa stagione invernale, che influiscono e determinano distacchi di porzioni di manto stradale. Nei prossimi giorni comunque interverremo anche su questo aspetto importante e strettamente connesso con la sicurezza stradale. Un risultato che, purtroppo, richiede la pazienza e il sacrificio di tutti noi».
Queste le parole del vicesindaco rese davanti ai nostri taccuini.
Assessore, cosa si può fare di concreto e nell'immediato per dare seguito alle tante segnalazioni di cittadini che si disperano per lo stato di alcune strade urbane e non? Perché c'è da aspettare così tanto tempo?
«Ritengo vi sia spesso un'errata percezione riguardo ai lavori di rifacimento del manto stradale nella nostra città. È comprensibile il disagio dei cittadini, ma è doveroso spiegare cosa accade "sotto" l'asfalto e perché i tempi non siano sempre immediati.
In primo luogo, bisogna considerare l'importanza degli interventi sui sottoservizi. Quando parliamo di perdite idriche che raggiungono il 55% tra il prodotto immesso in rete e quello erogato, siamo di fronte a un danno enorme per la collettività. Stessa cosa quando parliamo di perdite di gas, di reti elettriche o di servizi digitali. Gli enti preposti operano su più livelli: dopo lo scavo e la posa delle condotte, spesso, è necessaria la cosiddetta "chiusura ad anello" per testare la pressione e individuare eventuali altre perdite ed è per questo che gli scavi vengono provvisoriamente protetti con binder in sostanza (lo strato di collegamento), che costituirà l'ossatura poi della strada. Solo successivamente dopo la sua costipazione si potrà procedere alIa posa del cosiddetto "tappetino d'usura" finale partendo da una preliminare scarifica . Che si tratti di gas, acquedotto o fibra ottica, questi interventi non sono "favori" all'Amministrazione, ma investimenti strutturali che portano lavoro, efficienza e un minor consumo di beni primari per l'intera nazione e sono soggetti a controllo ed autorizzazioni anche da parte di enti superiori come la Soprintendenza».
Sì, tutto chiaro. Ma ci spiega perché ditte che eseguono scavi poi non asfaltino quasi mai l'intera carreggiata?
«Questo è un altro aspetto tecnico da chiarire. Il "Decreto Scavi" alla base dei ripristini parla chiaro: la riasfaltatura deve coprire mezza carreggiata per strade larghe più di 3 metri, e l'intera carreggiata solo per quelle di larghezza inferiore se ci sono due corsie attinte dagli scavi non in senso trasversale anche in quel caso si procede con l'intera carreggiata.
Infine, occorre guardare ai costi. Un singolo metro quadro di bitume (tra scarifica e tappetino) costa in media 20 euro. Asfaltare un'intera città, non esistono finanziamenti in questa direzione tranne le esigue somme messe a disposizione con il bando strada per strade che hanno consentito di trattare pochissimi mq. rispetto ai kmq di superficie di cui si compone la nostra città che invece richiederebbero risorse economiche enormi. È solo grazie ad accordi e concessioni specifiche che siamo riusciti a riqualificare grandi arterie come via Cappuccini, via Lupis, via Marconi e le zone limitrofe alla piazza e tante altre.
Nulla di ciò che vediamo fare è un privilegio concesso, ma un servizio che mira a rendere la città più moderna e funzionale».
Assessore, ci dice infine quando iniziano i lavori annunciati nelle parallele e nelle traverse di via Molfetta? Lungo la vecchia statale adriatica il manto è sembrato cedere in alcuni punti, come state operando?
«Quanto a via Molfetta si sta operando per reperire le risorse utili per procedere alla sua integrale sistemazione il cui valore spannometrico, partendo dalla zona Caserma Carabinieri sino alla Piazza, supera i 200.000 euro, mentre alcune porzioni sono state già sistemate proprio grazie agli accordi di cui sopra. Per esempio è il caso di via XX settembre, dove il cantiere partirà lunedì prossimo insieme alle sue traverse. Queste scelte sono figlie di questi accordi così come avverrà o già avvenuto in altre arterie stradali, via Cappuccini, via Lupis, via Marconi, Villa Comunale, piazza Vittorio Emanuele II; solo per citarne alcune.
Quindi anche qualche rattoppo con fondi comunali sarà possibile come accaduto in novembre? L'assessore Rucci sappiamo essere sempre impegnato in questo senso, anche lei può darci garanzie?
«Sì, ma questo è un discorso diverso. I rattoppi stradali sono variabili determinate prevalentemente dalle copiose piogge, come per questa stagione invernale, che influiscono e determinano distacchi di porzioni di manto stradale. Nei prossimi giorni comunque interverremo anche su questo aspetto importante e strettamente connesso con la sicurezza stradale. Un risultato che, purtroppo, richiede la pazienza e il sacrificio di tutti noi».



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