Renato Casaro con Alberto Ponno
Renato Casaro con Alberto Ponno
Eventi e cultura

"L'ultimo uomo che dipinse il cinema". Domani sera l'omaggio di Giovinazzo a Renato Casaro

L'appuntamento alle 20.30 in piazzale Aeronautica Militare

Con buona parte del programma estivo saltato per il Covid, quella di domani sera, 5 agosto, in piazzale Aeronautica Militare, è probabilmente una delle serate più attese.

Giovinazzo renderà infatti omaggio al maestro Renato Casaro, icona vivente dell'aerografia mondiale, l'uomo che ha disegnato le locandine di tantissimi film celeberrimi che portavano la firma di registi quali Sergio Leone, Bernardo Bertolucci, Francis Ford Coppola, Franco Zeffirelli o Claude Lelouch, solo per citarne alcuni. Nell'anfiteatro di Levante sarà proiettato il docu-film di Walter Bencini "L'ultimo uomo che dipinse il cinema", uno straordinario percorso attraverso i lunghi anni di una carriera formidabile.
La pellicola è un viaggio nel tempo, in un cinema romantico, fatto di talento e rapporti umani che pare non esistere più e si interroga sul valore artistico dei manifesti cinematografici. Al suo interno, le testimonianze di personaggi del calibro di Carlo Verdone, Dario Argento, Vittorio Cecchi Gori e Terence Hill, solo per citarne alcuni.

Casaro nel 2016 era stato ospite d'onore del Primo Festival Nazionale di Aerografia, una rassegna riuscitissima svoltasi all'interno dell'Istituto Vittorio Emanuele II, ed è tornato dalle nostre parti per far da padrino con Alberto Ponno (in foto con Casaro), indiscusso maestro del fotorealismo ad aerografo, a Nicola Giotti e Damaride Russi ed ai loro piccoli capolavori su cocktail, presentati la scorsa settimana in un noto hotel del borgo antico.

L'appuntamento di domani sera, per il quale l'ingresso è libero ma c'è necessità di rispettare le norme anti-Covid, dal distanziamento fisico al contingentamento posti, sino ad indossare i dispositivi di protezione individuale, è inserito in un percorso più ampio iniziato la scorsa estate. Si tratta del progetto "Cinema sotto le stelle", partorito dalla mente dell'Assessore alla Cultura del Comune di Giovinazzo, Cristina Piscitelli, che nonostante l'emergenza sanitaria sta provando a pensare serate che possano allietare questo agosto così anomalo.

«Mai come in questo momento, dopo il vuoto che ci ha lasciato Ennio Morricone, avere un personaggio del calibro di Casaro, che ha fatto la storia irripetibile del cinema mondiale, perché nell'era digitale non avremo più queste mani strepitose e questa creatività straordinaria, è un'occasione unica per illuminare i nostri occhi - ha dichiarato il sindaco Tommaso Depalma alla vigilia dell'evento -. Quindi, un personaggio come Casaro è da tenere stretto come un tesoro e avere qui a Giovinazzo uno degli ultimissimi grandi artisti del cinema è per me motivo di grande orgoglio soprattutto perché Casaro si ritiene un giovinazzese di adozione e ha sposato perfettamente il nostro modo di intendere la vita e soprattutto i rapporti umani. Perciò invito tutti a venirlo ad ascoltare», la sua conclusione.

In caso di maltempo, l'omaggio a Renato Casaro avrà luogo all'interno dell'auditorium "don Tonino Bello" della Parrocchia Immacolata.


RENATO CASARO TRA MITO E REALTÀ

Classe 1935, trevigiano, Renato Casaro è colui che ha fatto diventare una vera e propria arte l'illustrazione per il cinema. Comincia a disegnare locandine a 17 anni, ma il successo arriva nel 1965, anno in cui realizza poster e locandine per "La Bibbia", pellicola prodotta da Dino De Laurentis, e che segna l'inizio della sua carriera ad Hollywood. Negli anni successivi lavora con i grandi nomi del cinema tra cui Claude Lelouch, Francis Ford Coppola, Wolfgang Petersen, Bernardo Bertolucci, Luc Besson, Franco Zeffirelli, Rainer Werner Fassbinder e presso le principali case produttrici a Los Angeles e New York.
È lui a firmare anche le celeberrime locandine di "Per un pugno di dollari" e "C'era una volta in America", film griffati Sergio Leone che hanno fatto epoca. Il suo nome è legato anche ad altri capolavori del cinema come "Opera" di Dario Argento e "Il tè nel deserto" di Bernardo Bertolucci, per cui vincerà due Ciak d'oro nel 1991, e "Balla coi lupi", per il cui manifesto otterrà i Jupiter Awards nel 1992.
Memorabile la mostra a lui dedicata all'interno dell'Istituto Vittorio Emanuele II nel settembre 2016, proprio durante il Festival di Aerografia, con ben 53 sue opere esposte.
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