NarraVita

I maestri dell'aerografia col cuore ancora a Giovinazzo

Come un Festival può cementare rapporti umani

Loro due, maestri dell'aerografia e dell'illustrazione, di spalle, a guardare il tramonto giovinazzese e ad innamorarsi di quella luce che solo la Puglia sa regalare a chi davvero impara ad apprezzarla.

Sono Alberto Ponno, il "mago" dell'aerografo, e Renato Casaro, il "mito" delle locandine cinematografiche. Due uomini uniti dalla passione, dall'amore per ciò che rappresentano grazie al loro genio, dalla voglia di continuare a stupirsi anche in età più che matura.

Erano tra i protagonisti principali del Festival Italiano di Aerografia terminato ormai da una settimana. Eppure i loro messaggi sono rimbalzati in rete, quasi fossero un abbraccio stretto stretto a questa terra, alla nostra gente, al nostro calore. Un abbraccio stretto stretto, appunto, che significa aver cementato rapporti ed averne instaurati altri. Grazie all'arte, certo, ma anche grazie al cuore, elemento essenziale per parlarsi, capirsi e "prendersi", in amicizia come in amore.

Alberto Ponno ha scritto sul suo profilo Facebook: «Siamo di nuovo a casa. Ma abbiamo scoperto di averne un'altra, laggiù, dove l'italia è più calda in tutti i sensi. Tanti amici nuovi, di alcuni dei quali non sarei in grado di scrivere il nome. No, però uno lo devo scrivere : NICOLA <3 !!!!! (Giotti, una delle anime di questa rassegna, ndr)
Siamo stati bene a Giovinazzo, io e Giulia - racconta -. Al di là della manifestazione, indimenticabile , ci siamo sentiti...coccolati. Coccolati da tutti e anche dalla natura , che ha voluto essere clemente con noi, nei giorni in cui siamo rimasti con voi, dandoci la possibilità di vedere quei colori che spesso si sognano, ma che non ci capita quasi mai di vedere dal vero. Ho parlato a lungo in questi giorni con Renato (Casaro, ndr), lui non frequenta il social, per cui mi sento di riportare il suo "innamoramento" per questo posto e per la sua gente, per l'affetto, la cordialità. La vicinanza che gli hanno saputo trasmettere, fino a fargli dire " io sono stato in tanti posti, ho esposto in tanti luoghi del mondo i miei lavori, ma, Albè, ti devo dire che in nessun posto mi sono sentito così a mio agio come qua a Giovinazzo e la sua gente...bello...bello ! " Ragazzi, non è una sviolinata, è assolutamente vero. Un abbraccione a tutti».

Una dichiarazione d'amore in piena regola, ampiamente ricambiata da ristoratori, albergatori, amministratori (pensiamo all'impegno dell'assessore Marianna Paladino, giovane) e semplici cittadini giovinazzesi, persisi in quei gioielli esposti, richiamo ora ai ricordi sopiti che ci parlano dal passato attraverso le pellicole cinematografiche, ora alla bellezza della vita, in ogni sua forma.

Giovinazzo li ha amati, coccolati e vissuti. Loro hanno ricambiato, come la simpatica Giulia Riva che ha scritto di aver dubitato in principio della proposta di Mario Romani, ma poi... «Abbiamo deciso di starci, di immergerci nel sud, nella Puglia che non conoscevamo affatto e ci ritroviamo ora, a casa a parlare solo di Giovinazzo, dei nuovi amici che questa fantastica esperienza ci ha regalato, dell'aver ritrovato amici che non vedevamo da tempo perchè, è vero, inutile negarlo, in Italia di aerografia si parla poco e le occasioni per poterla far conoscere al pubblico son sempre meno...anzi, da decenni son proprio nulle.
Son convinta - evidenzia -, e ve lo dico da mezza milanese e mezza bergamasca, che una manifestazione come quella svoltasi a Giovinazzo, qui, al nord non si sarebbe mai potuta fare: l'entusiasmo, il coinvolgimento, la voglia di fare e di dare il 100% perché ci si crede davvero e perché, da un certo punto di vista è anche un riscatto, beh, noi, qui al nord è una cosa che in rare occasioni abbiamo visto».

E poi c'è lui, il vincitore Mike Tamas, ungherese con gli affetti a Londra, un cosmopolita per definizione, che all'indomani della manifestazione ha rimarcato il suo entusiasmo per la rassegna, ma anche l'auspicio che «possa ripetersi una così straordinaria esperienza». Una frase che per una volta ci fa sentire meno lontani da quella mitteleuropa dove la libera espressione artistica ha asilo sempre e comunque.

Fabio Franchini, autore del murales che resterà nell'Auditorium dell'IVE come dono alla città, nel ringraziare il delegato Nicola De Matteo, che ha fatto di quel luogo un autentico contenitore culturale che si ciba di idee ed emozioni, pur non avendo potuto visitare la città a dovere, ha sottolineato un aspetto importantissimo: «ho ricevuto un calore, un affetto e una ammirazione da parte del pubblico e di tutti gli amici vecchi e nuovi, che difficilmente avrei potuto immaginare».

Claudio Mazzi ci aveva ringraziato attraverso il nostro forum, a margine di un nostro scritto, rapito da tanto entusiasmo.

Rapporti umani, emozioni, sentimenti. Il miracolo laico di quella manifestazione è aver dato corso a tutto questo e tutto questo non può essere tutto qui. Non può esaurirsi, ma deve essere benzina per il futuro, carburante per l'azione politica di chiunque salirà a Palazzo di Città, per infiammare ancora la verve tutta meridionale dei giovinazzesi che vorranno farla crescere, aiutando Mario Romani a completare il sogno.

Lo dobbiamo a noi stessi, innanzitutto a noi stessi, e poi a questi meravigliosi artisti, la cui umanità trasuda da quelle parole che avete letto, pregne d'amore per la gente che parla un dialetto diverso dal loro ed una terra lontana (solo geograficamente) da quella dove sono nati.

  • Festival Italiano di Aerografia
  • Renato Casaro
  • Alberto Ponno
  • Mike Tamas
  • Giulia Riva
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