Marzia Morva riceve il vaccino AstraZeneca
Marzia Morva riceve il vaccino AstraZeneca
Vita di città

Insegnanti di Giovinazzo vaccinati: la testimonianza della "nostra" Marzia Morva

La somministrazione è avvenuta domenica 7 marzo

Il tanto atteso giorno della vaccinazione è dunque arrivato. Il personale della scuola dell'obbligo di Giovinazzo si è sottoposto alla somministrazione della prima dose AstraZeneca dopo aver compilato la documentazione richiesta dalla ASL Bari e dal Ministero della Salute.
Nei giorni 4 e 7 marzo i docenti dei due istituti comprensivi della nostra città si si sono recati a Molfetta, nella scuola "Valente", per effettuare il vaccino anti-Covid. Questa esperienza è stata preceduta da un periodo in cui informazioni, e talvolta anche incertezze, sulla validità e sugli effetti collaterali, hanno generato non poca ansia in tutto il personale scolastico, che quasi inevitabilmente è tra le fasce dei lavoratori più a rischio in questo difficile momento storico. La macchina organizzativa in ambito sanitario sta facendo i suoi passi, ma c'è ancora molto da fare per far sì che siano vaccinate la maggior parte delle persone impegnate in settori strategici per la vita del Paese. Ci vorrà naturalmente ancora del tempo, ma i primi importanti passi sono stati fatti.
Intanto, il nostro servizio giornalistico sul territorio continua ed abbiamo cercato nuove storie di persone che hanno fatto il vaccino. Tra di esse, anche la "nostra" Marzia Morva, a cui abbiamo chiesto di raccontare la sua esperienza sul nostro quotidiano web.

IL VACCINO:PRIMA, DURANTE E DOPO


L'organizzazione scolastica
Le abbiamo chiesto di raccontarci come ha vissuto questa esperienza prima, durante e dopo.
«Prima di affrontare la vaccinazione, della quale si sta parlando tanto e con differenti tesi e scuole di pensiero, non nascondo che ho fatto il possibile per arrivare ad uno stato d'animo sereno a quello che da più fronti è stato definito un momento storico per la nostra generazione - ci ha detto Marzia Morva -. A scuola, grazie al supporto della preside Maria Paola Scorza, dirigente scolastico dell'Istituto Comprensivo "San Giovanni Bosco-Buonarroti", abbiamo avuto giorno dopo giorno indicazioni sul da farsi in un periodo davvero complesso per i presidi subissati di ordinanze e decreti, di modifiche delle stesse e di modalità didattiche organizzative che cambiavano di continuo, oltre che di documenti normativi in continuo aggiornamento».
«Io insegno nella Scuola dell'Infanzia nel plesso "San Tommaso" - ha specificato la nostra collaboratrice ed amica - e con tutte le colleghe dell'istituto ci siamo giornalmente confrontate, giungendo senza dubbio alcuno alla conclusione che sottoporsi a vaccinazione era un atto dovuto sia per la nostra sicurezza, sia per la salvaguardia dei nostri bambini, ma anche per aiutare la scuola stessa da un punto di visto organizzativo, principio valido per tutte le scuole poste sul territorio nazionale. Nei giorni scorsi - ha quindi raccontato Marzia -, quelli immediatamente prossimi alla somministrazione, ho trascorso momenti sereni sia a scuola che a casa, supportata dalle informazioni ricevute da mia sorella Palma, farmacista. Tutto è stato affrontato nella tranquillità, nonostante intorno girassero voci sugli effetti collaterali del dopo vaccino. Ma ci siamo tranquillizzate tutte subito perché la preside ha chiesto al Sindaco Tommaso Depalma la chiusura dell'istituto nei tre giorni successivi al Vax Day e il primo cittadino ha quindi emesso l'ordinanza per i due istituti scolastici di Giovinazzo, in stretta collaborazione con le presidi, anche con la dirigente scolastica Giovanna Domestico a guida dell'istituto comprensivo "Bavaro Marconi" ed ha disposto la chiusura delle scuole per garantire al personale tutto, un rientro in serenità e in buona salute».

Un passo necessario per uscire dell'incubo
«Credo che anche le insegnanti più scettiche - ha quindi ammesso Marzia Morva -, abbiano poi affrontato con consapevolezza l'esperienza vaccinale, perché questa è la strada giusta da seguire. Questo nemico insidioso ed invisibile va attaccato con la giuste modalità, ossia vaccinandosi e approntando terapie farmaceutiche efficaci. La scuola tutta, il nostro lavoro quotidiano devono proseguire in sicurezza così come deve svolgersi in sicurezza il lavoro di tutti coloro i quali sono impegnati a produrre reddito e muovere l'economia del nostro paese a livello nazionale. La campagna vaccinale è iniziata e spero prosegua nel modo giusto».

L'esperienza della somministrazione ed i sintomi post-vaccino
«A Molfetta, al presidio vaccinazioni Asl Bari, l'esperienza è stata vissuta con serenità mista a una leggera e comprensibile dose di preoccupazione che poi si è dissolta. Dopo la somministrazione del vaccino - ha raccontato Marzia Morva - ho sentito un indolenzimento nel braccio sinistro e nella mano, niente di preoccupante. Poi, in serata, ho accusato brividi di freddo non intensi e leggero mal di testa; dopo cena ho pertanto preso una bustina di antinfiammatorio e ho trascorso la nottata tranquilla; stessi sintomi il giorno dopo e stessa modalità di cura con una bustina di antinfiammatorio. Mi auguro che tutte le colleghe e tutto il personale della scuola stiano bene e si possa riprendere l'attività didattica. La seconda dose del vaccino AstraZeneca ci sarà somministrato fra tre mesi con l'augurio che entro la stagione estiva 2021 buona parte della popolazione italiana sia vaccinata e si inizi a parlare di rinascita, dopo aver attraversato questo tunnel buio in cui il virus ci ha fatto vivere sospesi tra dolore e tanta paura».
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