Tommaso Depalma
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Politica

D1.1, Depalma alle opposizioni: «Cercano pagliuzze negli occhi altrui scordando le proprie travi»

Il duro post del sindaco: «Accusati di bullismo istituzionale perché riteniamo che in Consiglio comunale si debba discutere di qualunque argomento, senza timori e senza reticenze di sorta»

Le polemiche degli scorsi giorni non si sono placate. Anzi, il sindaco Tommaso Depalma ha soffiato sul fuoco cercando di mettere un punto fermo sulla vicenda D1.1, a modo suo, senza mezzi termini.

La sua replica ad alcuni esponenti della minoranza a Palazzo di Città è di fatto un "j'accuse" nei confronti di una parte politica che su quella vicenda non avrebbe interesse, sostiene lui, a fare chiarezza sino in fondo.

«Cercano le pagliuzze negli occhi altrui - ha scritto Depalma - scordandosi delle proprie travi. Veniamo accusati di bullismo istituzionale solo perché riteniamo che in Consiglio comunale si debba discutere di qualunque argomento, senza timori e senza reticenze di sorta.
Per noi, ogni storia che riguarda la città - ha continuato il sindaco con riferimento al processo penale in corso sulla maglia urbana D1.1 - non ha altro luogo per essere esplicitata se non in quell'Aula, è lì e in nessuna altra parte che va prima raccontata e poi valutata politicamente secondo le propria appartenenza e rispondendo per prima cosa al mandato ricevuto dai cittadini».


«Parlare della D.1.1 a porte chiuse e telecamere spente è da vigliacchi. Lo dico in modo chiaro, limpido e definitivo - ha tuonato Depalma con riferimento a quanto accaduto due assise cittadine fa -. E non serve arrampicarsi su regolamenti sempre molto opachi o provare a censurare la democrazia. Fin quando il sindaco sarò io, i miei concittadini saranno sempre informati su tutto, anche e soprattutto su quello che i tribunali della Repubblica raccontano della D.1.1, una storia inquietante e sconvolgente. E invece, per i distributori delle verità assolute, dobbiamo nascondere tutto... Anche a costo di offendere le consigliere di maggioranza, letteralmente infangate, offese e umiliate da esponenti di riguardo di PVA».

Il riferimento è ad alcuni commenti di esponenti delle opposizioni apparsi sui social network che avevano indignato Consigliere di maggioranza e Assessore della Giunta, tanto da indurle ad una lettera pubblica in cui stigmatizzavano attacchi sessisti, in passato verificatisi anche in Aula, e rivendicavano le scelte politiche condotte in assoluta autonomia rispetto agli uomini della maggioranza.

«Ma ora il tempo - ha sostenuto Depalma - , sta restituendo le verità che aspettavamo da anni. Un'attesa vissuta con dolore e sofferenza, spesso sentendo di avere le mani legate, non potendo fare quanto avremmo voluto per via della delicata situazione giudiziaria. Un'attesa durante la quale abbiamo lavorato per trovare soluzioni concrete e poi realmente, e non astrattamente, procedibili per dare sollievo a quelle famiglie e a quelle aziende, a differenza di chi ha promesso la città dei balocchi creando false aspettative e lacerando ancor di più la città.

Dovevano proporre il famoso accordo "stragiudiziale"
- ha scritto il sindaco riferendosi sempre alle opposizioni -, correva l'anno 2016 e noi stiamo ancora qui ad aspettare… Avevano fatto proclami dopo l'espressione dell'Alta Corte Europea di Giustizia, dicendo che era tutto a posto e che tutto si sarebbe risolto. Poveri, coloro che hanno creduto a tali idiozie che ora si schiantano tremendamente contro la realtà dei fatti.
E saremmo noi i bulli
- si è chiesto Depalma - ? Quelli che invece senza ingannare la gente hanno fatto e faranno tutto il possibile per aiutarla? Quelli che non hanno promesso nulla a nessuno, ma hanno lavorato onestamente per dare loro una mano?».

Poi l'affondo contro Daniele de Gennaro, riconosciuto leader di PrimaVera Alternativa: «Strano che taccia - ha ironizzato il primo cittadino - dopo i suoi scintillanti video e dopo le promesse di soluzioni miracolose. Forse starà ancora scrivendo l'accordo stragiudiziale. Forse 4 anni non sono serviti per rimediare alle sciocchezze dette e per comprendere il dolore ulteriore inflitto a quella gente».

Duro anche il passaggio sull'Osservatorio per la Legalità e la difesa del Bene Comune che a detta del Sindaco avrebbe avuto una linea morbida su quelle vicende. Posizioni, secondo il primo cittadino giovinazzese che, scrive testualmente, avrebbero «permesso le illegalità cristallizzate nell'ordinanza della Corte d'Appello».

Poi l'accusa fortissima, non fraintendibile: «C'è qualcosa che stride - ha commentato Depalma -. Sono legali solo quando tocca di parlare dei loro avversari politici e non delle pecore nere che hanno fra i loro "compagni". Su quelli tacciono clamorosamente. E' tutto a posto, tutto legale. Che ridere... E invece, i cittadini devono comprendere fino in fondo questa ordinanza, non si può tacere su uno scandalo così grande. La più grande truffa - secondo Depalma - messa in piedi da gruppi di affari che non è stata bloccata dall'allora Comune di Giovinazzo sia sul fronte tecnico che su quello politico. Questo dice quell'ordinanza. Ecco perché vogliono che questa storia resti nelle stanze dei tribunali e non nell'Aula consiliare! No, chi è stato vittima di quell'inganno deve sapere. Noi, che siamo l'Amministrazione abbiamo il dovere di raccontarvi. E lo faremo con il nostro stile. Venendo fra di voi, per strada», ha insistito il Sindaco rivolgendosi ai cittadini.

«La censura è un atto grave e antidemocratico - si legge ancora nella nota diffusa anche a mezzo social network -, appartiene ai regimi totalitari e non a un Paese libero e democratico. Negare la verità ai cittadini è un atto gravissimo. E condivido quello che dice la Consigliera Fiorentino quando parla di rischio di dividere la città. Certo è così, perché ora non ci sono più scuse o malintesi. Ora sarà chiaro a tutti chi ha approfittato della città e chi invece ha cercato di difenderla lavorando nel suo interesse: ecco perché ogni cittadino deve scegliere il senso di marcia della sua coscienza».

Infine la conclusione, non più morbida rispetto al resto del testo pubblicato dal Sindaco: «Ora si capirà chi vorrà continuare a sostenere certi soggetti che vogliono chiaramente che certe lobbies tornino a soffocare quel Comune
- accusa ancora Tommaso Depalma - e chi invece vorrà aiutare quelli come noi (e tanti altri) a continuare a tenere le finestre e le porte aperte per fare entrare aria fresca.
Ora finalmente è arrivata l'ora di smascherare il finto senso della legalità che una parte politica, sconosciuta oltre piazza Vittorio Emanuele, ha spacciato per superiorità morale».


Le prossime comunicazioni del Sindaco alla città si preannunciano infuocate. La palla passa nel campo delle opposizioni, che certamente replicheranno a quanto pubblicamente dichiarato e scritto da Depalma. Infinita battaglia dialettica, politica e giuridica che continua a spaccare Giovinazzo e di cui non si intravede la fine.

Solo l'ultimo atto processuale porrà la parola fine e solo allora, lo precisiamo, la nostra testata si permetterà di scrivere la sua, sino in fondo, per rispetto dei lettori. Fino ad allora, lasceremo la parola alle parti politiche, agli avvocati ed a chi ha contezza dei fatti.



















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