Il falò in piazza Vittorio Emanuele II. <span>Foto Gianluca Battista</span>
Il falò in piazza Vittorio Emanuele II. Foto Gianluca Battista
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Ieri la grande festa che ha attirato migliaia di persone a Giovinazzo da diversi comuni pugliesi

È stata festa, una bella festa.

L'edizione 2019 dei Fuochi di Sant'Antonio Abate ha portato a Giovinazzo migliaia di persone anche dal circondario e da comuni pugliesi più lontani. Dopo il prologo del sabato e quello della domenica mattina, al pomeriggio spazio per "La tradizione dei falò, tra storia e leggenda", spettacolo teatrale a cura della compagnia molfettese Il Carro dei Comici, che ha raccontato la nascita del culto per il Santo originario dell'Egitto e del fuoco come elemento che lo accompagna.

Alle ore 18.30, finalmente, "Il Grande Fuoco: l'accensione", momento animato dagli artisti de La Farandula, con la Birbant Band Street che ha suonato per le vie cittadine.

Ogni quartiere è stato coinvolto dai Fuochi, da quello centralissimo di piazza Vittorio Emanuele II a quelli caratteristici del centro storico fino alle Quattro Fontane, a via Dogali, via Gioia, via Sindolfi ed all'Auditorium don Tonino Bello. La bellezza della festa è stata la caratterizzazione popolare data anche dalla scelta dei gruppi che si sono esibiti in piazza, con la compagnia Shahrazad che ha riproposto danze medievali ed il concerto conclusivo della Ragnatela Folk Band che ha richiamato tanta gente, pronta a scatenarsi sui ritmi tradizionali del gruppo materano, molto apprezzato nel panorama meridionale.

Il gemellaggio con la città emiliana di Guastalla è stato rinsaldato non solo dalla presenza in piazza dello stand con i loro prodotti tipici, ma anche dalle belle parole spese dal Vicesindaco, Ivan Pavesi, che ha ribadito l'intenzione di continuare questa amicizia improntata alla reciproca scoperta attraverso la salvaguardia delle proprie tradizioni e specificità. Tommaso Depalma ha ringraziato tutti i presenti, ribadendo l'orgoglio di sentirsi giovinazzesi, soprattutto in serate come quella di ieri.

Suggestiva l'illuminazione di piazza Vittorio Emanuele II, col fuoco richiamato nelle proiezioni e la Fontana dei Tritoni bellissimo fulcro di giochi di colori.

Una parte essenziale nell'organizzazione dell'evento lo hanno avuto le associazioni del posto. In primis la POSN Events-Culturaly, che ha centrato a nostro avviso gli spettacoli da proporre in piazza, e poi anche la Pro Loco, capace, grazie all'ausilio dell'Inter Club Giovinazzo e della Gargano 2000, di fare il pieno di pubblico in piazza Umberto I, con la lunga esibizione dei REG.

Un plauso va fatto agli Amici della Musica, animatori delle Quattro Fontane vivissime grazie alle note dei Nati Stanchi, ed all'Agesci, il gruppo scout che ha reso meravigliosa piazza Meschino, affollatissima non solo per il cibo buono, ma anche per i canti curati dagli stessi ragazzi. Nel solco della tradizione i falò di piazza Benedettine e di via Madonna degli Angeli, ricchi di bontà da gustare e bere.

Al comitato di quartiere dell'Immacolata, alle parrocchie, alle confraternite, ai privati, ai volontari tutti, va dato atto di aver fornito una prova di coesione cittadina non indifferente, un bel biglietto da visita per i tanti che hanno raggiunto Giovinazzo da fuori, i quali hanno potuto ammirare anche le nostre chiese aperte, dalla Concattedrale alla chiesetta di San Lorenzo, dalla chiesa del Carmine (dove si è chiusa l'esposizione dell'incantevole presepe partenopeo di Saverio Amorisco) a San Domenico.

Le fave calde, le olive buone, il vino rosso, e poi friselli, taralli e focaccia hanno riempito la pancia di migliaia di persone ed hanno fatto il resto e così Giovinazzo si è mostrata col suo abito migliore.

Da annotare per le prossime edizioni gli aspetti da migliorare: bisogna fare uscire il bando per l'organizzazione molto prima, a nostro avviso sin dalla fine dell'estate, in modo da lavorare con tranquillità; c'è bisogno di una migliore gestione del traffico in entrata nelle zone immediatamente oltre la cinta del centro cittadino (l'impegno della Polizia Locale c'è stato, ma forse bisogna pensare finalmente ad aree di parcheggio periferiche funzionanti); infine c'è necessità di portare il marchio oltre i confini cittadini (vedasi primo richiamo) attraverso un'attività che duri 365 giorni.

C'è da fare, quindi, ma negli ultimi 10 anni molto è stato fatto sul piano dell'appetibilità di questa manifestazione, sebbene con alti e bassi.

È stata festa, una bella festa e questo è ciò che più conta. Da domani si faranno tutte le altre riflessioni, conti compresi. Nella nostra gallery allestita con gli scatti di Gianluca Battista e Giuseppe Dalbis potrete godervi i momenti più belli di una serata da ricordare.
56 fotoFuochi di Sant'Antonio Abate 2019
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