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Tredicesime, i pugliesi ne spenderanno un terzo per i regali di Natale

L'analisi di Coldiretti Puglia

Arrivano le tredicesime ad oltre 2 milioni di pugliesi, di cui oltre 1 milione di pensionati e quasi 1 milione di dipendenti, che la useranno per le spese di Natale, tra regali, prodotti enogastronomici per le tavole delle feste e viaggi.

È quanto emerge da un sondaggio di Coldiretti Puglia sul portale puglia.coldiretti.it, diffuso in occasione del weekend di shopping che segue l'avvio dei pagamenti ai lavoratori della tredicesima mensilità che interessa quasi il 50% dei cittadini pugliesi, secondo la stima del numero dei percettori elaborata dall'ufficio studi della CGIA di Mestre.

L'appuntamento con la tredicesima– sottolinea la Coldiretti regionale – aiuta i pugliesi lavoratori dipendenti e pensionati ad affrontare i forti rincari determinati dai costi energetici ma coincide anche con il saldo dell'Imu che rappresenta una componente importante del peso fiscale di fine anno. Da segnalare peraltro – continua la Coldiretti Puglia– che quest'anno appena il 23% può destinarla al risparmio di fronte alle incertezze sul futuro mentre il restante 5% ha altri programmi.

Complessivamente la spesa dei cittadini per i regali di Natale sarà quest'anno attorno ai 200 euro a testa, in aumento del 17% rispetto allo scorso anno, per i rincari che rendono inevitabili le maggiori spese. Tra i regali più gettonati, libri, vestiti e scarpe, soldi, prodotti di bellezza e soprattutto l'enogastronomia anche per l'affermarsi di uno stile di vita attento alla riscoperta della tradizione a tavola.

I rincari dei prezzi spinti dalla crisi energetica per le guerre in corso spingono dunque quest'anno verso spese utili che – continua la Coldiretti regionale – premiano soprattutto il cibo che risulta la migliore garanzia sull'originalità dei prodotti alimentari in vendita nei mercati è proprio quella della presenza personale del produttore agricolo che – sottolinea la Coldiretti Puglia – può offrire informazioni dirette sul luogo di produzione e sui metodi utilizzati.

Un successo – spiega Coldiretti regionale – spinto dalla tendenza al regalo utile, magari da usare subito per imbandire le tavole delle feste proprie o di per parenti e amici. I cesti più gettonati sono comunque – sottolinea la Coldiretti – quelli tradizionali dove accanto agli immancabili spumante e panettone non possono mancare le lenticchie, l'olio extravergine di oliva e il cotechino e lo zampone. Quest'anno la spesa media per i cesti di Natale sarà di 53 euro, secondo Coldiretti/Ixe', seppur con notevoli differenze tra le famiglie. Se un 21% si conterrà sotto i 30 euro, un altro 38% si orienterà tra 30 e 50 euro, un 32% si spingerà fino a 100 euro e una minoranza del 6% andrà anche oltre.

La tendenza è però verso la personalizzazione con cesti fai da te a tema con i prezzi che variano notevolmente, ma normalmente oscillano da un minimo di 20 euro sino a superare i 200 euro per quello con specialità più ricercate ed esclusive. Si va dal patriottico al solidale, dal beauty al low cost spinto delle nuove sensibilità maturate con la crescente difficoltà in cui si trovano molti cittadini. I cesti di Natale patriottici Made in Italy possono essere innovativi o tradizionali con i tesori della tavola salvati dall'estinzione grazie al lavoro degli agricoltori, economici o di lusso, ricchi di carni e salumi o vegetariani sempre garantiti 100% italiani anche per il riso, l'extravergine o il grano utilizzato nella pasta e addirittura nel pandoro o nel panettone.
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