Il sequestro della Guardia Costiera
Il sequestro della Guardia Costiera
Cronaca

Giro di vite sull'igiene: 455 chili di cozze e ostriche sotto sequestro

Sigilli anche all'impianto abusivo di depurazione: al responsabile è stata comminata una sanzione di 10mila euro

Sigilli a 3,5 tonnellate di prodotti non tracciati, sanzioni per un importo di 88.000 euro e la denuncia all'Autorità Giudiziaria di 6 soggetti. Sono alcuni dei numeri di un controllo messo in atto anche a Giovinazzo - dove sono stati sequestrati 455 chilogrammi di molluschi bivalvi - dalla Guardia Costiera.

Si è infatti conclusa un'importante operazione di polizia marittima che ha impegnato, nei giorni scorsi, il personale pugliese della Guardia Costiera, coordinato dal 6° Centro di Controllo Area Pesca della Direzione Marittima di Bari, in vari controlli lungo tutto la filiera ittica e che ha quindi riguardato punti di sbarco, depositi, pescherie, ristoranti e che ha portato, complessivamente, al sequestro di 3,5 tonnellate di prodotto ittico.

Nell'area metropolitana di Bari i controlli operati anche sui territori di Molfetta, Monopoli e dintorni hanno portato al sequestro di oltre una tonnellata di prodotto ittico, per un totale di 33.000 euro di sanzioni inflitte ai rispettivi trasgressori per violazioni che hanno riguardato la mancanza di documenti sulla tracciabilità, la vendita di prodotti scaduti e perfino la depurazione di mitili in assenza della prescritta autorizzazione sanitaria.

In quest'ultimo caso, a Giovinazzo, sono stati sequestrati 455 chilogrammi di molluschi bivalvi (cozze nere, cozze pelose, noci bianche, fasolari e ostriche), oltre all'intero impianto abusivo di depurazione composto da 5 vasche: al responsabile è stata comminata una sanzione pecuniaria di 10.000 euro. Laddove è stata accertata l'idoneità al consumo umano, i prodotti ittici sequestrati sono stati devoluti in beneficenza ad enti caritatevoli.

La maggior parte delle sanzioni ha riguardato la violazione di norme sulla tracciabilità del prodotto ittico in vendita, requisito necessario per accertare il percorso dell'alimento, evitando, a tutela del consumatore, la circolazione di prodotto ittico contraffatto o scaduto. In una sala ricevimenti di Polignano a Mare, sono stati sequestrati 150 chilogrammi di prodotti non tracciati e, ipotesi più grave, 20 chilogrammi di prodotti scaduti, che sono costati al titolare 4.500 euro di multa.

In una pescheria di Andria, invece, un controllo eseguito dopo un'attività investigativa, ha portato al ritrovamento di 5 chilogrammi di datteri di mare destinati alla vendita, oltre a 200 esemplari di ricci di mare e ad un quintale di prodotto ittico vario sprovvisto di alcuna documentazione. Il titolare dell'esercizio commerciale, oltre a subire una sanzione di circa 3.000 euro, è stato denunciato all'Autorità Giudiziaria per la vietata detenzione di datteri di mare.

In un ristorante del centro di Bari, infine, è stata accertata e denunciata una frode in commercio, dal momento che veniva somministrato "pangasio" spacciandolo per il più pregiato "pesce persico". Il titolare rischia la reclusione fino a 2 anni.
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