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Forza Italia: «Sconfessiamo le fake news degli "alternativi alla realtà"»

Gli azzurri: «Il diritto all'accesso agli atti del consigliere De Gennaro era stato garantito»

«Che avessimo colpito nel segno e centrato sia in termini politici che procedurali la questione sui ricorsi presentati dal consigliere avvocato De Gennaro e da Primavera Alternativa ne eravamo consapevoli. Ma ora ne siamo ancora più convinti, visto che quando non sanno dove andare a parare tirano in ballo il sempre verde "pericolo fascista". Il copione è ormai ben noto e ripetitivo». Forza Italia Giovinazzo ha così inteso replicare alle ultime considerazioni fornite dal movimento civico che si colloca all'opposizione rispetto all'amministrazione comunale guidata dal Sindaco Depalma (link all'articolo). Il fronte aperto dello scontro è la vicenda relativa a una richiesta di accesso agli atti di cui hanno finito per occuparsi prima il Tar Puglia e quindi il Consiglio di Stato.

«Torniamo ai fatti, per ribadire ai cittadini come stanno realmente le cose e per sconfessare le fake news degli "alternativi alla realtà"» hanno sostenuto gli azzurri. «Il 10 giugno 2019 il consigliere avvocato De Gennaro presenta istanza di accesso agli atti al Comune di Giovinazzo; in data 15 luglio 2019 il consigliere avvocato De Gennaro notifica al Comune di Giovinazzo il ricorso al Tar per mancato ottenimento della documentazione richiesta, ma non lo deposita ancora presso il Tar Puglia (dettaglio importantissimo da tenere in considerazione); il 18 luglio 2019 il Comune di Giovinazzo fornisce al consigliere tutta la documentazione richiesta, con 8 giorni di ritardo rispetto ai termini di cui alla legge 241/90 che scadevano il 10 luglio.

A questo punto, tutto poteva fermarsi qui: il consigliere avvocato De Gennaro e Primavera Alternativa, seppur con 8 giorni di ritardo, avevano ricevuto tutta la documentazione richiesta e il diritto all'accesso era stato garantito. Ma è proprio qui che è intervenuto il "pruriginoso" desiderio di vendetta e il modus operandi fatto di denunce, ricorsi, esposti (tutti sempre archiviati o rivelatisi infondati) che caratterizza la consiliatura dell'avvocato De Gennaro e degli esponenti di Pva» è l'opinione di Forza Italia.

«Pur avendo in mano tutta la documentazione richiesta, in data 25 luglio 2019 ed esattamente una settimana dopo aver ricevuto le carte, De Gennaro ha depositato comunque al Tar Puglia il proprio ricorso contro il Comune di Giovinazzo, incardinando di fatto il ricorso e avviando il giudizio dinanzi al tribunale amministrativo, che poi porterà al successivo appello presso il Consiglio di Stato, che è costato ai giovinazzesi oltre 10 mila euro. È proprio questo il punto di non ritorno!» hanno osservato.

«Oltre al danno anche la beffa! Il 18 ottobre 2019 lo stesso De Gennaro ha trasmesso al Tar Puglia la "dichiarazione di cessazione della materia del contendere", attestando anche dinanzi al giudice di primo grado che appunto non c'era più motivo di andare avanti con il ricorso, avendo ricevuto tutta la documentazione richiesta!
Allora alcune domande sorgono spontanee: a che scopo avviare il giudizio pur avendo ricevuto tutta la documentazione richiesta? Perché far sprecare soldi pubblici dei cittadini? Perché attivare il contenzioso se poi successivamente De Gennaro ha presentato la "dichiarazione di cessazione della materia del contendere"?» hanno aggiunto.

«Primavera Alternativa, azinché presentare un inutile e costoso ricorso al Tar, avrebbe potuto attivare la Commissione per l'accesso ai documenti amministrativi presso la presidenza del consiglio dei ministri per ottenere lo stesso risultato senza spendere un euro dei contribuenti giovinazzesi» hanno rilevato i forzisti giovinazzesi.

«Per quanto riguarda invece le altre obiezioni e fake news che raccontano, occorre specificare che l'appello al Consiglio di Stato è stato proposto dal consigliere avvocato De Gennaro semplicemente per evitare di pagare al Comune di Giovinazzo le spese di soccombenza, a cui il Tar Puglia lo aveva condannato. Il Consiglio di Stato ha stabilito che il "ricorso di primo grado va dichiarato improcedibile per cessazione della materia del contendere" (ciò significa che il ricorso era inutile perché non c'era nulla per cui ricorrere, in quanto il diritto di accesso agli atti gli era stato comunque garantito).In merito alle spese di giudizio del primo grado, il Consiglio di Stato ha respinto la domanda del consigliere avvocato De Gennaro che chiedeva la condanna del Comune e ne ha disposto la compensazione tra le parti mentre in merito alle spese del secondo grado il Consiglio di Stato ha disposto la compensazione tra le parti, ma ha stabilito che il Comune di Giovinazzo deve rimborsare al consigliere avvocato De Gennaro quanto effettivamente versato a titolo di "contributo unificato" (le vecchie marche da bollo di una volta) nel corso dei due gradi del giudizio» è quanto sostenuto da Forza Italia.

«Ricordiamo a Pva e al suo legale che nonostante ciò che recita l'articolo 116, comma 3 del Codice del processo amministrativo, così come previsto dall'articolo 22, comma 2 dello stesso, "per i giudizi davanti al Consiglio di Stato è obbligatorio il ministero di avvocato ammesso al patrocinio innanzi alle giurisdizioni superiori". E al Consiglio di Stato ci siamo arrivati semplicemente perché il consigliere De Gennaro ha presentato un altro inutile ricorso. È singolare come Primavera Alternativa, che si avvale dell'avvocato De Gennaro per questi ricorsi, chieda al Comune di Giovinazzo di non fare altrettanto, volendo in questo modo impedire al Comune e ai giovinazzesi la possibilità di essere difesi e rappresentati da un professionista del settore e creando di fatto una situazione di disparità davanti al giudice, a tutto vantaggio loro» hanno evidenziato.

«L'articolo 54 del "Regolamento in materia di procedimento amministrativo e accesso agli atti" del Comune di Giovinazzo sostiene che le richieste di accesso devono essere evase "prima possibile". Questa espressione non quantifica un bel niente in termini di giorni (10, 20, 30, 40 giorni). Infatti la tempistica deve essere parametrata alla mole della documentazione richiesta e che deve essere prodotta; soprattutto se si tratta di ampia documentazione i tempi devono comunque essere adeguati. È alquanto singolare, così come vuole farci credere Pva, immaginare i consiglieri del gruppo e in particolare il consigliere De Gennaro pagare l'avvocato De Gennaro per le spese dei ricorsi. Se così fosse dovrebbe fare la fattura/parcella a se stesso!».

Forza Italia ha invitato gli esponenti del movimento di opposizione a «spiegare tramite quale procedura illegittima e da chi siano riusciti ad ottenere, pur non avendo mai presentato alcuna richiesta ufficiale attraverso il protocollo del Comune, le relazioni riguardanti l'impianto luci del cimitero comunale. Facciano il nome ed il cognome della persona che ha fornito loro irregolarmente questa documentazione tecnica e facciano chiarezza su questa grave violazione delle procedure a loro tante care!». Inoltre, li ha esortati a «raccontarci la verità, in merito alla commissione paesaggistica, sugli esiti del fascicolo aperto in seguito alla loro denuncia alla magistratura: tutto archiviato, perché ancora una volta, al di là delle loro elucubrazioni, del loro inconsistente sensazionalismo e della loro cattiveria, non c'era e non c'è nulla! Il solo risultato ottenuto è stato quello di produrre uno stallo burocratico in danno alla città, rimasta senza Commissione paesaggistica per circa un anno! Piuttosto, dovrebbero chiedere scusa anche per quell'indegno e becero teatrino messo in scena in Piazza Vittorio Emanuele II, con tanto di musiche da film su "gangster" e sulla mafia, con il solo scopo di adombrare dubbi e gravi irregolarità, puntualmente smentite dai fatti e dalle autorità preposte».

Per gli azzurri «come abbiamo già ampiamente documentato e spiegato, i giovinazzesi sono costretti a sprecare i loro soldi (oltre 10 mila euro) per puro protagonismo del consigliere avvocato De Gennaro e di Primavera Alternativa. Non avendo altre valide argomentazioni, accusano di fascismo la maggioranza e l'amministrazione, come se i procedimenti amministrativi, tra cui quello di accesso agli atti, fossero una competenza della parte politica e non di quella amministrativo-burocratica rappresentata dai dirigenti e dipendenti comunali. I giovinazzesi sono sufficientemente consapevoli di chi sta "menando inutilmente il can per l'aia" e di chi invece giornalmente si impegna per migliorare la nostra meravigliosa città!».
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