Castel del Monte
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«Amleto, la colpa, la riparazione», il teatro che nasce dal basso di “Senza Piume” in scena a Castel del Monte

Il testo di Shakespeare riscritto con i minori che hanno incontrato la giustizia e i tribunali sarà presentato lunedì 6 settembre

«Il teatro che nasce dal basso, dai processi sociali, dall'urgenza e dal bisogni di dire ha uguale bellezza e dignità di quello fatto dai professionisti».

Damiano Nirchio prova a raccontare così "Amleto, la colpa, la riparazione", lo spettacolo teatrale che lunedì 6 settembre sarà messo in scena all'interno di Castel del Monte (alle 17 la rappresentazione per soli 30 spettatori che accederanno su invito e alle 21 la replica in streaming sulle pagine Facebook del progetto (inserire link: https://www.facebook.com/Amleto-la-Colpa-la-Riparazione-111736581007201/) e di Senza piume Teatro (inserire link: https://www.facebook.com/senzapiume/). Intanto è davvero riduttivo definire progetto (ideato e curato da Senza Piume Teatro finanziato da Teatro Pubblico Pugliese con i partner Castel del Monte, Cooperativa sociale Crisi, Consorzio Metropolis, Amici di San Vittore Onlus, Progetto diocesano Senza Sbarre, Teatri di Bari, La Cittadella degli Artisti di Molfetta e Vostok100K di Lorenzo Scaraggi) qualcosa che invece straripa di forza e bellezza da tutte le parti: alcuni ragazzi che sono in comunità dopo aver incontrato la giustizia e i tribunali hanno prodotto un testo teatrale che partendo dalla storia di Amleto serve per raccontare loro stessi; parole, sogni, ricordi, delusioni, amarezze, ma sopratutto il bisogno di riparare, di essere riconosciuti anche come costruttori e non solo come distruttori.

«È un progetto che scommette sulla possibilità di fondere processi sociali, spettacolo e promuovere un attrattore culturale della Regione Puglia - spiega Nirchio, attore regista e drammaturgo giovinazzese di Senza Piume Teatro -. Come attrattore abbiamo scelto Castel del Monte, come processo sociale un laboratorio con i minori dell'area penale esterna in regime di messa alla prova. Con loro abbiamo scritto questo testo a partire dall'Amleto riflettendo sui temi della colpa e della riparazione».

Ma tra il dire e il fare ci si è messa la pandemia che ha complicato i piani: «Avevamo deciso - continua Nirchio - di elaborare una performance in cui una parte di loro sarebbero stati attori. Con il Covid ci siamo fermati più volte». Ma perfino quando ormai la meta sembrava vicina è successo un altro intoppo: un attore è stato contagiato e gli altri sono finiti in quarantena.

«Per non perdere la possibilità di portare in scena il testo in una cornice così prestigiosa abbiamo deciso di farci aiutare a alcuni attori professionisti, Salvatore Marci e Luigi Tagliente, che a tempo di record stanno imparando il testo e che quindi porteranno in scena le parole e i sogni dei ragazzi. Con loro ovviamente recupereremo lo spettacolo quando saranno guariti», precisa Nirchio.

Lo spettacolo di lunedì 6 settembre è solo la prima parte di un progetto molto più articolato, che nasce all'interno del mondo carcerario. «A dicembre - conclude Nirchio - organizzeremo sempre nei pressi di Castel del Monte un festival delle arti visive in cui verrà presentato un documentario sullo spettacolo teatrale insieme ad altri documenti che raccontano esperienze nate all'intento del carcere in cui il cinema e il teatro sono centrali nonché strumento di riflessione e ravvedimento».
  • Senza Piume
  • Damiano Francesco Nirchio
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