
Asfalto cede in via Molfetta: le preoccupazione di automobilisti e commercianti
Nuovo report per documentare lo stato delle strade cittadine
mercoledì 18 febbraio 2026
iReport
Si va lentamente sfaldando il manto d'asfalto steso qualche mese fa dopo la conclusione dei lavori dell'Acquedotto Pugliese in via Molfetta, nel tratto cittadino della trafficatissima ex strada statale 16 Adriatica.
La foto che vedete pubblicata risale a venerdì 13 febbraio, scattata dopo le ennesime segnalazioni giunteci da commercianti, automobilisti e semplici cittadini. Crepe si sono create, due solchi si sono di fatto formate col passaggio costante di mezzi pesanti, in un segmento viario già di suo a schiena d'asino.
«Quando piove la situazione peggiore - assicurano i commercianti - e spesso si aprono crepe nell'asfalto che proiettano pietrisco sulle pareti circostanti e sui marciapiedi al passaggio di autobus e camion».
E quindi come si interviene?
Siamo alle solite: l'ente comunale, così come fatto a metà novembre, raschiando le residue sostanze delle casse comunali può rattoppare, ma per un'opera complessiva ed articolata per il ripristino dello stato delle strade a Giovinazzo (pietoso negli ultimi 3-4 anni dopo alcuni lavori complessi) occorre intercettare fondi cospicui. Certo, altro discorso è riferito all'impunità, in altre zone, con cui operano società subappaltatarie per servizi, che aprono, chiudono e non ripristinano mai l'intera carreggiata. E chi dovrebbe vigilare - questa la grande colpa - non vigila. La politica può dare indirizzi, ma c'è bisogno di coordinamento tra uffici e sovente tra enti.
La foto che vedete pubblicata risale a venerdì 13 febbraio, scattata dopo le ennesime segnalazioni giunteci da commercianti, automobilisti e semplici cittadini. Crepe si sono create, due solchi si sono di fatto formate col passaggio costante di mezzi pesanti, in un segmento viario già di suo a schiena d'asino.
«Quando piove la situazione peggiore - assicurano i commercianti - e spesso si aprono crepe nell'asfalto che proiettano pietrisco sulle pareti circostanti e sui marciapiedi al passaggio di autobus e camion».
E quindi come si interviene?
Siamo alle solite: l'ente comunale, così come fatto a metà novembre, raschiando le residue sostanze delle casse comunali può rattoppare, ma per un'opera complessiva ed articolata per il ripristino dello stato delle strade a Giovinazzo (pietoso negli ultimi 3-4 anni dopo alcuni lavori complessi) occorre intercettare fondi cospicui. Certo, altro discorso è riferito all'impunità, in altre zone, con cui operano società subappaltatarie per servizi, che aprono, chiudono e non ripristinano mai l'intera carreggiata. E chi dovrebbe vigilare - questa la grande colpa - non vigila. La politica può dare indirizzi, ma c'è bisogno di coordinamento tra uffici e sovente tra enti.




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