L'ala del cimitero interessata dall'esproprio. <span>Foto Nicola Miccione</span>
L'ala del cimitero interessata dall'esproprio. Foto Nicola Miccione
Politica

Questione cimitero, l'Amministrazione risponde al PD

La replica in quattro punti da Palazzo di Città

Non smette di alimentare polemiche la sentenza del TAR della Puglia, emessa il 12 febbraio 2015, con cui il Comune di Giovinazzo è stato condannato in una controversia riguardante il cimitero. In particolare, la giustizia amministrativa ha sancito che l'Amministrazione restituisca i suoli, su cui è sorta la nuova ala del cimitero, al proprietario che aveva intentato causa, respingendo però la domanda di risarcimento e paventando l'ipotesi di un equo indennizzo allo stesso proprietario per poi acquisire ex lege quel suolo.

In una nota apparsa la scorsa settimana sulla nostra testata, il Partito Democratico aveva chiarito il suo punto di vista, scagionando di fatto la vecchia Amministrazione guidata da Antonello Natalicchio e imputando a quella attuale responsabilità notevoli per l'inerzia nella propria attività al riguardo.

Così da Palazzo di Città è giunta una missiva in quattro punti in cui la maggioranza racconta la propria versione dei fatti. Secondo gli amministratori giovinazzesi «il dato inequivocabile è che c'è una sentenza del TAR che riconosce un procedimento mal gestito dovuto ad un ritardo della macchina comunale. Ciò è imputabile in modo incontrovertibile alla vecchia Amministrazione altrimenti ora non saremmo qui a scrivere di una sentenza del TAR». Inoltre l'Amministrazione comunale risponde al PD sulla presunta fuga di notizie al riguardo, con il solo scopo di danneggiare proprio il centro-sinistra che, all'epoca dei fatti, governava Giovinazzo: «Nessun giornale - scrivono - è stato da noi investito della questione con toni allarmistici, anzi il Sindaco si è subito premurato di tranquillizzare tutti».

Poi l'affondo: «Siamo abituati, purtroppo, alla valanga di contenziosi o di procedure "anomale" lasciateci come pesantissimo fardello dall'Amministrazione Natalicchio: il cimitero, l'ex carcere (una gara prima aggiudicata con procedimento mai concluso perché, in ritardo, ci si accorge di "distonie" urbanistiche), la casa di riposo (autorizzazione fatta scadere il 6 febbraio 2012 dopo 5 anni di proroghe a vuoto), la zona artigianale D1.1. con condanna di primo grado per il reato gravissimo di lottizzazione abusiva, i photored con valanghe di ricorsi che ancora oggi impegnano i nostri concittadini e il nostro ufficio contenziosi, la Global Service (prima indicata come la soluzione definitiva alle manutenzioni del Comune di Giovinazzo e poi ripudiata per via di un poco chiaro contratto e di una "imprecisa" distinzione tra ordinaria e straordinaria manutenzione)... insomma l'elenco è ben lungo. Il PD - si chiedono - ha ancora coraggio di parlare? Stiamo ancora cercando di risolvere i grossi guai che hanno lasciato: l'opera di "risanamento" certo è invisibile agli occhi dei cittadini ma da Amministratori onesti e perbene andiamo avanti con coscienza su tutti i temi cercando le soluzioni adeguate al tutto».

Infine la chiosa: «Ultimo punto ma più doloroso degli altri: sulla questione cimitero la sentenza del TAR è solo la punta dell'iceberg. Al di là della geniale invenzione del cimitero privo di lampade votive (e non ci voleva il Sindaco elettricista per denunciare questa stranezza), è all'attenzione di noi Amministratori tutta la procedura che riguarda l'ampliamento del già citato cimitero, che presto meriterà una definizione chiara ed univoca per una vicenda che ha non pochi risvolti anomali e censurabili. Ma, ahinoi, purtroppo non ci meravigliamo più del passato. Verrebbe infatti da porsi la seguente domanda: a chi ha portato un vantaggio la gestione privatistica dell'ampliamento del cimitero?».

Domanda questa girata agli interlocutori politici dell'Amministrazione. Intanto l'unico aspetto giuridico certo è che il Tribunale Amministrativo Regionale di Bari, emettendo la sentenza, ha anche indicato una risoluzione indolore: quella dell'art. 42 bis del D.P.R. n.327/2001, con cui il Comune acquisirebbe per scopi di interesse pubblico quell'area anche in ritardo, indennizzando in maniera congrua il ricorrente. La speranza è che l'attività dei dirigenti comunali si sia già indirizzata in quel senso. Quanto a questa missiva, la nostra redazione attende eventuali controrepliche.
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