La Madonna delle Grazie
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Chiesa locale

Madonna delle Grazie: il programma e le origini del culto

Il racconto di Sarita La Rosa condito da un appello

Il mese Mariano, così è definito il mese di maggio, dedicato al culto della Madonna delle Grazie, sta per avere inizio e la comunità religiosa cittadina si sta preparando a onorarlo.
Il calendario delle celebrazioni si aprirà quest'oggi, sabato 30 aprile, quando alle ore 18.30 si terrà la traslazione della sacra effigie della Madonna delle Grazie dalla chiesa di San Lorenzo nella Concattedrale di Santa Maria Assunta, dove sarà celebrata la messa.
La solenne festività religiosa, con la processione per le strade cittadine che si terrà il 2 giugno, il programma e gli orari saranno comunicati nei prossimi giorni.
Nel mese di maggio la celebrazione della messa in Concattedrale seguirà quindi questi orari: dal lunedì al sabato ogni mattina alle ore 9.00, la domenica mattina alle 8.30, mentre la sera tutti i giorni alle ore 19.00.
Dietro questo culto, così sentito a Giovinazzo, è racchiusa una storia intrisa di fede e devozione che ha come protagonista la famiglia Marziani già da diverse generazioni. Ed è Sarita La Rosa, una delle pronipoti del canonico, definito "il prete buono", Don Luigi Marziani, che ci ha raccontato la storia del legame indissolubile tra la sua famiglia e la festa della Madonna delle Grazie. Questo il suo racconto.

IL CULTO DELLA MADONNA DELLE GRAZIE A GIOVINAZZO

Il canonico Don Luigi Marziani, zio Luigetto, così era chiamato in famiglia, aveva sognato la Madonna che gli chiedeva di iniziare a pregare per Lei nel mese di maggio. Turbato da quel sogno, iniziò a chiedersi come rendere concreto il desiderio della Vergine Maria e pensò quindi di far realizzare a sue spese una statua raffigurante la Madonna sognata. Si recò prima a Lecce, dove commissionò la realizzazione della statua, ma alla consegna, non essendo soddisfatto dalla somiglianza con il volto apparsogli in sogno, andò a Sèvres, città francese rinomata per le sue porcellane: la statua creata lì rispondeva alle caratteristiche richieste.
Fu così che iniziò il culto della Madonna delle Grazie, la cui statua fu donata alla Chiesa dallo stesso canonico nella seconda metà dell' ottocento.
L'effigie della Madonna fu posta nella chiesa di San Lorenzo, utilizzata sia dalla famiglia Sagarriga che dalla famiglia Marziani, e lì Don Luigi Marziani teneva lezioni serali per uomini di tutte le età che volevano imparare a leggere e scrivere. Dopo la sua prematura e improvvisa scomparsa all'età di cinquantasette anni, a causa di un infarto nel 1883, l'amata mamma ottantatreenne, la nobildonna Anna Maria Sagarriga Visconti ha continuato a onorare il culto della SS. Madonna Delle Grazie, con grande devozione, insieme al resto della famiglia. Nel 1963 i nipoti Melania, Anna e Nicola Marziani fecero realizzare a loro spese uno splendido abito ricamato in oro, con grappoli e spighe di grano, il manto e il velo, anch'essi ricamati in oro. La famiglia Marziani provvide inoltre al completamento dell'arredo sacro della SS. Madonna delle Grazie con una collana con catena in oro e ciondolo di ametista e orecchini, anch'essi in oro e brillanti. Durante le processioni la statua indossa anche una spilla in oro e smeraldi di proprietà della nobile famiglia di Benedetto, Don Tittì Fanelli. La vestizione viene conclusa da due corone in argento con pietre dure fatte realizzare sempre a spese della famiglia Marziani. A testimonianza del legame indissolubile tra la Famiglia Marziani e la SS. Madonna delle Grazie, davanti alla statua della Vergine, viene posizionato un candelabro a due bracci in argento arrecante lo stemma della famiglia foggiato in argento a sbalzo.
Le corone sono appena state restaurate su suggerimento di Don Andrea Azzollini, parroco della Concattedrale Santa Maria Assunta, che con il suo efficiente operato, oltre a quello della Presidente Anna Teresa Milillo, si prodiga in mille modi per salvaguardare al meglio tutto ciò che concerne l'esaltazione della Madonna Delle Grazie. Non si può dimenticare il lavoro svolto con "mani d'oro" e il saper fare della signora Felicia che insieme alla Presidente e a un membro della famiglia Marziani veste la preziosa effigie e si occupa di tutto ciò che occorre.

IL RESTAURO DELLE CORONE

In riferimento alle splendide corone, alla comunicazione del necessario restauro Mariella, Rita, Paola e Bettina Marziani, Caterina Tridente, Lillo e Sarita La Rosa hanno subito aderito per confermare ancora una volta che le corone dovevano essere ripristinate a spese della famiglia che le fece realizzare. La tradizione di famiglia è stata portata avanti dalla pronipote del canonico, Luisa Marziani, che è stata la custode dell'abito e delle corone per trentasei anni, poi da sua nipote Vincenza, detta Cinzia. Attualmente la pronipote Sarita La Rosa con dedizione prosegue su questo cammino, pur avendo consegnato il vestito e le corone ad ordini di vigilanza che li hanno custodia. La prerogativa della famiglia Marziani è continuare con amore e devozione la custodia dei beni tramandati dalle donne di famiglia, perpetuando il culto anche attraverso le generazioni future.

L'APPELLO DI SARITA LA ROSA

In riferimento alla morte di Don Luigi Marziani, su cui è calato un velo di mistero, la pronipote Sarita La Rosa, giovane discendente della famiglia Marziani, ha colto l'occasione per lanciare un appello attraverso la nostra testata giornalistica.
«Dopo il funerale, Don Luigi Marziani fu condotto al cimitero comunale ma da allora se ne sono perse le tracce- ci ha detto la pronipote del nobile canonico -. I registri cimiteriali non hanno consentito di scoprire ulteriori notizie su dove sia stato seppellito, ci sono soltanto congetture e ipotesi. Sono una discendente della famiglia Marziani, molto legata alle origini della famiglia materna, e ho iniziato una ricerca da parecchi anni in merito a questo. Attraverso la redazione di GiovinazzoViva invito chiunque abbia possibili informazioni di qualsiasi genere sul canonico, a fornirle alla redazione per fare chiarezza e consentire che il canonico abbia la giusta collocazione cimiteriale, affinché possa essere ricordato come uno degli uomini illustri di Giovinazzo al quale è stata anche dedicata anche un'importante strada».

Un appello che abbiamo fatto nostro e che speriamo possa non cadere nel vuoto.
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