Palumbo-D'Attolico-Adesso
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Eventi e cultura

La vena noir di Gianni Antonio Palumbo

Presentato all'Odeion il suo nuovo romanzo "Per Luigi non odio né amore"

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Ad un anno dalla sua apertura e dopo il lockdown, l'Auditorium Odeion della Fondazione Defeo-Trapani si conferma luogo idoneo in cui vivere e condividere riflessioni e contenuti culturali, come ha dimostrato l'incontro di presentazione, tenutasi martedì 28 luglio, del nuovo libro "Per Luigi non odio né amore", un romanzo dalle sfumature noir dello scrittore Gianni Antonio Palumbo.

LA PRESENTAZIONE
L'incontro davvero gradevole, condotto con stile e chiarezza espositiva dalla psicologa e psicoterapeuta Maria Pia D'Attolico, ha fatto conoscere più da vicino il mondo narrativo dello scrittore originario di Molfetta, ma molto legato a Giovinazzo per impegni professionali: è docente di materie letterarie al Liceo Classico "M. Spinelli" ed è direttore artistico della Notte Bianca della Poesia. Al dialogo tra autore e moderatrice si sono alternate le intense letture della brava Tania Adesso, una delle più belle ed accattivanti voci della kermesse letteraria che quest'anno si dividerà tra Giovinazzo e Molfetta ed attrice di grande talento.

PUGLIA NOIR...MA NON TROPPO
Gli elementi propri del romanzo noir, il titolo, l'atmosfera carica di suspense, i personaggi e i protagonisti con le loro caratteristiche, i luoghi in cui si svolge il racconto, l'anno cui fa riferimento il 1978 sono tra i punti su cui la conversazione si è soffermata per far sì che il pubblico potesse farsi catturare dell'immaginazione e dalla curiosità di leggere un testo piacevole e lasciarvisi conquistare. Nel corso della lettura il pubblico ha avuto la possibilità di entrare nei personaggi, nei luoghi descritti nei dettagli dai quali emergono con nitidezza il caldo dalle strade deserte, il sole, la terra del sud e di quella Candevari, cittadina frutto dell'immaginazione di Palumbo, in provincia di Brindisi.
Necessario il richiamo di Mariapia D'Attolico ad uno stile gotico dell'autore: «Ho lavorato al romanzo per quattro anni con elaborazione molto sofferta, scrivendo e riscrivendo - ha ammesso Gianni Antonio Palumbo -. Il romanzo "Per Luigi non odio né amore" può essere classificato, sì, nell'ambito di quel sottogenere del giallo che è il noir, ma non vorrei che fosse dai lettori inquadrato integralmente nell'ambito della letteratura di genere- ha sottolineato Palumbo. L'indagine diviene, Gadda ce l'insegna, uno strumento privilegiato per guardare a quel "garbuglio" che è la realtà che ci circonda, sempre più indecifrabile. La mia intenzione è quindi quella di focalizzare l'attenzione su un periodo di particolare crisi della storia d'Italia, il 1978, caratterizzato da una serie di eventi drammatici, rispetto ai quali ho compiuto un lavoro di documentazione credo abbastanza attento. Al periodo storico di profonda crisi fa da contrappunto la crisi morale che caratterizza gli accademici, ma soprattutto i giovanissimi protagonisti del romanzo».

SOGNI, PERSONAGGI BIZZARRI E TRAGEDIA GRECA
All'interno del romanzo i sogni sono un particolare ricorrente ed i personaggi sono numerosi e alcuni sono bizzarri e misteriosi e su questo passaggio evidenziato nella conduzione di Maria Pia D'Attolico, Gianni Palumbo ha raccontato come nasce un personaggio. È fondamentalmente frutto di attenta osservazione della realtà sociale in cui viviamo, oltre che della fusione con ricordi esperienziali. Nella letteratura l'autore ha trovato molti elementi tipici, utili a riannodare l'ispirazione, miscelandoli bene con l'esperienza personale, la letteratura, tanto cinema, con il suo immaginario e l'immaginazione.
Nella narrazione sono presenti citazioni celebri e la conclusione è un omaggio alla tragedia greca.

IL TITOLO E LA SCELTA DELL'ANNO IN CUI FAR ACCADERE I FATTI NARRATI
In merito alla scelta del titolo il prof. Palumbo ha detto che «È una citazione dal discorso per la condanna a morte di Luigi Capeto. Robespierre dichiarava: "non ho per Luigi né amore né odio. Odio solo i suoi delitti". Questa frase finisce con l'incarnare il mio atteggiamento verso il mondo rappresentato».
Non mancano nel testo riferimento a luoghi di Giovinazzo (l'istituto "Principe Amedeo" è di fatto il Vittorio Emanuele II) e ad un'annata importante, il 1978, in cui Palumbo è nato. Un anno in cui avvennero importanti fatti di cronaca come il rapimento di Aldo Moro, le dimissioni del Presidente della Repubblica Giovanni Leone, l'avvento delle Brigate Rosse in una pagina nera di cronaca italiana e i tre Papi con il loro avvicendamento.
Il libro sarà tutto da scoprire fino all'ultimo momento narrativo che metterà in luce la raffinatezza e la maestria di un autore ormai di rilievo del nostro territorio.

La conclusione dell'incontro all'Odeion è stata affidata alla padrona di casa Maria Pia D'Attolico che ha invitato il pubblico a leggere il libro, a seguire le iniziative artistiche e culturali promosse dalla Fondazione Defeo Trapani e a sostenere l'editoria italiana, in questo caso Scatole Parlanti che ha pubblicato il libro di Gianni Palumbo.

LE DICHIARAZIONI DI TERESA PICERNO
​Lo spazio culturale in cui proporre convegni, teatro, musica, a breve anche cinema e incontri con gli scrittori, nasce all'interno della Fondazione socioculturale Defeo Trapani la cui presidente è la docente Teresa Picerno. «Fa parte del programma delle nostre iniziative la presentazione di libri e gli incontri con gli autori - ci ha detto -. Abbiamo tra i nostri obiettivi la promozione della lettura sia per i grandi che per i più piccoli. In futuro questo ambito sarà ampliato con la valorizzazione degli autori e scrittori oltre che poeti del nostro territorio ».
  • Gianni Antonio Palumbo
  • Fondazione Defeo-Trapani
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