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Attualità

La frana di Petacciato incide sul comparto ittico, anticipato il fermo pesca

Il Ministero ha anticipato lo stop per le unità a circuizione operative da San Benedetto del Tronto a Gallipoli: fermo da oggi al 14 maggio

Il Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste ha disposto l'immediato anticipo del fermo per la pesca delle acciughe destinato alle unità che operano con reti a circuizione nelle marinerie comprese tra San Benedetto del Tronto e Gallipoli, a causa dei vari disagi provocati dalla frana di Petacciato.

Il provvedimento riguarda le imbarcazioni autorizzate all'impiego delle reti a circuizione a chiusura meccanica (PS) e modifica quanto previsto dal decreto del 1° aprile 2026 sulle misure per la pesca dei piccoli pelagici nel mar Mediterraneo e nel mar Adriatico per l'annualità 2026. Secondo il decreto firmato dalla direttrice generale Graziella Romito, il fermo pesca per le acciughe si svolgerà da oggi al 14 maggio 2026 per tutte le unità da San Benedetto del Tronto fino a Gallipoli.

Alla base della decisione non ci sono solo valutazioni legate alla gestione della risorsa, ma soprattutto le criticità operative che stanno incidendo concretamente sull'attività delle imprese. Le organizzazioni della pesca, fra cui il comitato spontaneo retto da Francesco Armenio, avevano infatti segnalato difficoltà logistiche legate alla frana di Petacciato, in Molise, con ripercussioni sui collegamenti terrestri, sulla distribuzione del pescato e sull'approvvigionamento del carburante.

Per le marinerie interessate si tratta di un cambio nella gestione della stagione. L'anticipo del fermo riduce la finestra di pesca disponibile e impone una revisione delle attività, con effetti diretti sulla programmazione degli sbarchi e sull'organizzazione del lavoro a bordo. Le conseguenze si estendono lungo tutta la filiera.
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