Il Gruppo ANMI Giovinazzo. <span>Foto Annamaria Natalicchio</span>
Il Gruppo ANMI Giovinazzo. Foto Annamaria Natalicchio
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L'ANMI Giovinazzo ospite della nave Cavour (FOTO)

Il 9 marzo scorso una delegazione è stata nel porto di Bari per un evento di portata nazionale

Una rappresentanza dell'A.N.M.I., Associazione Nazionale Marinai d'Italia, del Gruppo di Giovinazzo co-intitolato alla memoria della Medaglia d'Argento al Valor Militare Capo di 1° classe RT Andrea Molino e al Guardiamarina Fedele Marrano, è stata ospite della nave ammiraglia della flotta della Marina Italiana lo scorso 9 marzo a Bari.

La delegazione, capeggiata dal presidente Nicola Martinucci, e composta da Giuseppe Allegretta, Domenico de Gennaro, Francesco Fiore, Michele Andriano, Nicola Nocera, Roberto Colamartino e Domenico Fiorentino, è stata affiancata dalla giornalista Annamaria Natalicchio, neo tesserata ANMI per la sua parentela con il guardiamarina Fedele Marrano, cui l'anno scorso è stata dedicata una stele sul lungomare Marina Italiana di Giovinazzo.

Una esperienza da ricordare. Una emozione vera per gli ex militari di carriera quando sono stati accolti dall'Ammiraglio Donato Marzano, Comandante in capo della squadra navale, e dal Capitano di vascello Andrea Ventura, comandante della Nave Cavour. Giova ricordare che la nave è la flagship della marina italiana, cioè la nave di bandiera. Definita anche "4 navi in una", può ospitare 1200 persone di equipaggio complesso.

Ha il controllo operativo di tutte le attività in mare, dal contrasto alla pirateria nel Corno d'Africa, alla vigilanza di pesca nello stretto di Sicilia. A bordo della nave si svolgono le attività addestrative.

Entrata in servizio nel giugno del 2009, è l'unità ammiraglia della Marina Militare dal 2013 quando ha ricevuto il testimone dall'incrociatore portaeromobili Garibaldi.

La portaerei Cavour ospita un equipaggio di 540 tra uomini e donne, cui si possono aggiungere 600 militari delle componenti specialistiche imbarcate. È lunga 244 metri, per oltre 27mila tonnellate. Il ponte di volo, di 234 metri, ha sei punti di decollo ed appontaggio per aerei ed elicotteri, due aree per il parcheggio velivoli e due elevatori da 30 tonnellate che collegano il ponte di volo con l'hangar, largo 21 metri e lungo 134, dove possono trovare posto sino a undici aerei.

La Cavour può imbarcare un gruppo di volo misto di 20 aeromobili. Gli aerei impiegati sono gli AV8B Harrier II plus o STOVL a decollo corto e atterraggio verticale per la protezione della flotta e supporto ravvicinato delle operazioni anfibie e terrestri. Possono trovare posto tutti i modelli di elicotteri attualmente in servizio alla Marina Militare, in particolare gli EH101 e SH90.

Fino a lunedì scorso vi è stata la possibilità di visitare la portaerei Cavour, ormeggiata presso il molo di ridosso, banchina Martellotta, nel porto di Bari, sia da parte della popolazione, ma anche degli studenti delle scuole e dell'Università Aldo Moro di Bari.

L'incrociatore portaeromobili, il cui motto è "In arduis servare mentem", è stato chiamato così in onore di Camillo Benso di Cavour ed è diventato la NUM (Nuova Unità Maggiore) della Marina Militare, quale riconoscimento per il forte impulso che il Conte di Cavour diede, all'indomani dell'Unità d'Italia, all'espansione ed alla qualificazione della marina italiana sorta dalla fusione delle marine preunitarie. Significativa anche la scelta dell'identificativo ottico 550 che fu dell'incrociatore Vittorio Veneto, ex nave ammiraglia, in disarmo dal 2006.

Commissionata a Fincantieri, il costo originale della nave ammonta a 1 miliardo e 350 milioni di euro per il solo scafo senza la componente aerea imbarcabile.

Un vero e proprio gioiello tecnologico quasi esclusivamente tutto italiano, ammirato in tutto il mondo.

Toccante lo scambio dei crest (emblemi, stemmi militari ndr) tra il Presidente Nicola Martinucci e il Capitano di vascello Andrea Ventura. Martinucci, mentre donava lo stemma dell'ANMI Gruppo di Giovinazzo, ha ricevuto in dono il crest con l'effige di Camillo Benso conte di Cavour, e ha teso sottolineare l'orgoglio di rappresentare tutto il gruppo ANMI, per uno come lui, che ha trascorso praticamente una vita in mare.

Per introdurre gli ospiti alla complessità della nave è stato proiettato un breve filmato che, oltre ad illustrare le caratteristiche tecniche della Cavour, ha mostrato anche tutte le operazioni che essa svolge: navali, anfibie e aereonavali, in più la nave è un vero e proprio "ospedale galleggiante" con ben 3 sale di degenza a supporto delle operazioni umanitarie. La Cavour, predisposta per ospitare un comando navale complesso, dispone di 174 postazioni di lavoro tutte connesse alla 5 diverse reti telematiche disponibili, nonché di specifiche 12 aree di lavoro dedicate e riconfigurabili.

Non è solo una portaerei, è stata progettata, a differenza di altre unità della flotta, per essere vicina alla popolazione, con una capacità duale: è in grado, cioè, di compiere anche missioni di natura non militare, soprattutto in caso di calamità. La portaerei può imbarcare un completo comando della Protezione civile e garantire energia elettrica, acqua potabile, pasti caldi e supporto sanitario, oltre che a fungere come snodo di smistamento dei soccorsi.

Mentre la Cavour era in navigazione a poche miglia dalla costa barese, il 1° Luogotenente elicotterista, Capo hangar e Presidente del quadrato Marescialli Nave Cavour, Cosimo Cardellicchio ha scortato e condotto i rappresentanti dell'ANMI di Giovinazzo nelle "stanze dei bottoni" della nave, dapprima nella centrale operativa di piattaforma, sempre presidiata h24, per visionare tutti gli impianti della piattaforma di propulsione (che danno la potenza di 28 nodi continuativi, con punte di 30 nodi, all'incirca 55 km orari) illustrati dal Capitano di Corvetta La Marca, direttore di macchina.

Dalla centrale operativa di piattaforma si controlla tutto: eliche del diametro di 6 metri, le più grandi che Fincantieri abbia mai costruito, generatori, alimentazione radar, tutti i servizi di bordo. Anche gli impianti ausiliari, di condizionamento, di produzione acqua, di ventilazione. E poi gli impianti di sicurezza: sensori di fumo e temperatura. Il motore è come quello dei Boeing. Un dato su tutti: l'impianto di propulsione dell'unità, con i suoi 88 000 kW, generati da quattro turbine General Electric-Avio, è il più potente non nucleare realizzato al mondo negli ultimi decenni.

Dopo si è passati a visitare due sale operatorie attrezzate, una terapia intensiva e una sala degenza, la sala TAC, e quella per le operazioni dentistiche. Quando è in missione la Nave Cavour imbarca medici e infermieri di "Operation smile", l'organizzazione medica umanitaria che riunisce una rete mondiale di migliaia di volontari provenienti da oltre 80 Paesi, la cui professionalità è riconosciuta a livello internazionale, per aiutare a migliorare la vita e la salute di bambini di oltre 60 Paesi del mondo. Radiologo e dentista sono invece militari.

Poi la rappresentanza ANMI di Giovinazzo è stata condotta nella plancia di Nave Cavour con il Nocchiere di manovra, che il presidente Martinucci conosceva per essere stato con lui imbarcato sulla Nave San Giorgio, con la possibilità di assistere alle manovre cinematiche.
Nella mattinata di venerdì erano contestualmente presenti in visita sulla Cavour anche il sindaco della città di Bari Antonio Decaro, l'Ammiraglio Mele, Comandante direttore marittimo della Capitaneria di Porto di Bari, il Generale di squadra aerea-comando scuola di Bari Baldi, e il Capitano di vascello Ducci.

Emozionante comunque vedere quanto contino i rapporti umani, al di là della gerarchia, anche su una nave che può considerarsi un microcosmo galleggiante. Il presidente Martinucci, con ben 28 anni di esperienza a bordo, veniva letteralmente "assaltato" con grande entusiasmo da tutti i marinai alle sue dipendenze negli anni, ora in forza alla Nave Cavour, e salutato calorosamente. Il suo commento è stato il lietmotiv della visita: «l'equipaggio è la vera anima della nave - ha dichiarato Martinucci - il calore dell'unità navale la dà la squadra, le persone e il senso di appartenenza a questo mondo».

La visita si è conclusa con il saluto del Capitano di vascello Andrea Ventura che ha colpito gli astanti citando il motto del marinaio "Una volta marinaio... marinaio per sempre". E si è detto entusiasta della partecipazione accorata di tutti i gruppi ANMI presenti, sottolineando come sia importante che la gente conosca l'operatività della nave e a tal fine quali migliori ambasciatrici se non le associazioni ANMI che rappresentano un validissimo trait d'union con la popolazione civile?

Una visita storica quella di venerdì scorso, era la prima volta dell'ANMI di Giovinazzo ospite sulla nave ammiraglia della Marina Militare Italiana in navigazione.
3 fotoL'ANMI Giovinazzo in visita alla nave Cavour
Gruppo ANMI Giovinazzo e il Luogotenente elicotterista Capo hangar Cosimo CardellicchioGruppo ANMI GiovinazzoGruppo ANMI Giovinazzo e il Luogotenente elicotterista Capo hangar Cosimo Cardellicchio
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