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Politica

Il PD: «Turismo di Depalma sbandierato, ma i soldi fanno vacanza altrove»

Una nota della segreteria punta i riflettori sulle negligenze degli amministratori in un settore strategico

Riceviamo e pubblichiamo nota integrale inviataci dal Partito Democratico di Giovinazzo.

«Sabato sera, in piazza Vittorio Emanuele II, il sindaco ha comunicato i dati circa l'arrivo e la presenza di turisti a Giovinazzo ed ha anche annunciato "un necessario ampliamento dell'Infopoint che permetta un coordinamento tra associazioni culturali ed associazioni di categoria, che devono divenire necessariamente i principali attori".

È vero, di turismo a Giovinazzo non si smette mai di parlare e per Tom, soprattutto, questo termine è sinonimo di eventi presentati in pompa magna prima e raccontati con parole imbevute in salsa melassa poi. E puntualmente ognuno di essi diventa l'underscore di un selfie autocelebrativo. Tutto ciò, forse, esalta l'entusiasmo di tanti, inebria l'anima di molti, ma sicuramente distoglie l'attenzione di tutti da quello che è sostanza: i soldi. Naturalmente non intesi nel senso più immorale del termine, ma di quei soldi che tanto bene farebbero alla nostra comunità e che purtroppo ancora una volta prendono altre strade. Risale all'8 agosto scorso (Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 90, pag. 63539) la pubblicazione dell'approvazione degli esiti di valutazione di ammissibilità delle proposte di interventi strategici per la fruizione di aree ed infrastrutture, finalizzati prioritariamente al miglioramento della qualità dei sistemi e dei servizi di accoglienza nel settore turistico.

Un avviso pubblico della Regione Puglia che ha messo a disposizione circa ventuno milioni di euro per interventi strategici nel settore turistico, con impatti positivi anche sulla destagionalizzazione e diversificazione dell'offerta turistica al fine di migliorare le condizioni e gli standard di offerta e fruizione del patrimonio culturale. Nello specifico le proposte progettuali dovevano interessare aree ed infrastrutture site in località aventi caratteristiche storico-culturali, archeologiche, naturalistico- ambientali e riguardare tipologie di intervento divise per categoria:
categoria A)
tipologia 1): parcheggi attrezzati ed ecosostenibili per il decongestionamento del traffico veicolare nelle zone ad alta densità turistica o per migliorare la fruizione degli attrattori turistici;
tipologia 2): opere di miglioramento della circolazione e riqualificazione delle aree ZTL urbane.
categoria B)
tipologia 1): riqualificazione di waterfront, in un'ottica di potenziamento della resilienza ecologica dell'ecotono costiero;
tipologia 2): riqualificazione di nuclei antichi e borghi, nonché delle aree circostanti e di accesso agli attrattori turistici, finalizzata alla valorizzazione e tutela di viali e piazze.
tipologia 3): valorizzazione di beni demaniali.
categoria C)
tipologia 1): potenziamento delle infrastrutture riguardanti la rete viaria di accesso delle località turistiche e di altre infrastrutture a servizio delle strutture turistico-ricettive;
tipologia 2): strade di accesso al mare dotate di aree di parcheggio e attrezzate a verde.

Prima scadenza del bando era il 31 ottobre 2018, termine differito prima al 31 dicembre 2018 e successivamente alle ore 12:00 del 31 gennaio 2019. La nostra amministrazione, forse ancora presa ad elargire gli ultimi contributi alle associazioni simpatizzanti per l'organizzazione delle feste natalizie e di Sant'Antonio, riesce a presentare la propria proposta progettuale per la categoria "A" alle 11:53 del 31 gennaio. Poco male se non fosse che ancora una volta siamo fuori dai giochi. Infatti, la proposta dell'amministrazione Depalma è risultata inammissibile, perché carente della documentazione che evidenziasse la condivisione/concertazione del progetto con gli stakeholders e le parti economiche e sociali del territorio di riferimento, ovvero coloro che, per intenderci, per il sindaco devono essere i principali attori dell'exploit turistico. Il livello minimo di coinvolgimento doveva essere dimostrabile tramite rassegne stampa, verbali di riunioni di lavoro svolte e aperte agli stakeholders, promozione di tavoli di lavoro tematici con i soggetti economici e sociali su cui avrebbero dovute incidere le ricadute dell'investimento proposto (associazioni di categoria, organizzazioni sindacali, Pro Loco, associazioni locali che operano nel campo del turismo, ecc).

Ironia della sorte o ipocrisia consolidata per questa amministrazione della tanto decantata (a parole!) democrazia partecipata? Ed ora non servirà più chiudere la stalla, perché i buoi (finanziamenti) sono scappati verso altri lidi, quelli delle città di Bari, Molfetta, Bitonto, Terlizzi, Ruvo di Puglia, Bisceglie, Trani ed altri ancora».


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