Antonello Natalicchio
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Politica

Cimitero comunale: tutta la verità secondo Antonello Natalicchio

Dopo lo scontro in Consiglio comunale, seconda intervista ai protagonisti del confronto. L'ex sindaco come non lo avete mai letto

Continua la nostra mini-inchiesta sulla questione cimitero comunale. Non abbiamo inteso scrivere nostri articoli senza completa cognizione dei fatti che hanno portato alla controversia tra privati e Comune di Giovinazzo, sfociata nella soccombenza dell'Ente anche in sede civilistica. L'ultimo Consiglio comunale ha acuito distanze e ruggini tra maggioranza ed opposizione, tra Ruggero Iannone e Antonello Natalicchio. E noi abbiamo voluto scavare a fondo, ascoltando il primo una decina di giorni fa ed anche il secondo, la cui intervista vi proponiamo in maniera integrale. Buona lettura.

Consigliere Natalicchio, avrà letto la ricostruzione dei fatti del Consigliere Iannone. Vorremmo con lei fare un passo indietro e ricominciare. Come si è originata questa situazione, vista con gli occhi di chi amministrava all'epoca? E perché si è giunti a una controversia in campo civilistico?
Nel 2002 ereditammo un'emergenza sul cimitero. Come si sia creata l'emergenza dovrebbe essere chiesto a Iannone, che, da sindaco prima e come influente partner della seconda amministrazione di Giuseppe Illuzzi, per proteggere interessi che non erano quelli dei cittadini di Giovinazzo, impedì che si procedesse tempestivamente all'ampliamento. Iannone e Illuzzi non si limitarono a non dare corso al previsto ampliamento del cimitero, ma disposero anche che venissero costruiti nuovi loculi sui varchi che erano stati lasciati in previsione di esso.
Nel 2005, quando noi affrontammo l'emergenza, l'unica scelta possibile per ampliare il cimitero era quella di costruire sul terreno di T. Il prezzo dell'esproprio a valore di mercato era tuttavia quello che infine è stato riconosciuto ora dal tribunale, cioè un prezzo un po' troppo alto in relazione alle risorse allora a disposizione. Preferimmo, dopo una breve trattativa con i proprietari, accordarci con loro: espropriammo circa la metà del terreno disponibile e in cambio concedemmo loro di sviluppare l'attività florovivaistica, per la quale, tra l'altro, potevano usufruire di finanziamenti. Anni dopo, quando il cimitero era già in avanzato stato di realizzazione e la serra già funzionante, T. ha stracciato l'accordo e ha chiesto che l'esproprio fosse comunque pagato a prezzo di mercato. Noi lo mandammo al diavolo. Poi è arrivato Depalma,

In cosa, a suo avviso, avete mancato allora, guardandola a posteriori, ed in cosa pensa abbia mancato l'attuale Amministrazione nelle fasi successive?
Con il decreto n.4 del 21.11.2012 di Depalma fu disposto l'esproprio dell'area su cui era stato realizzato il cimitero. Contro tale decreto il proprietario T. ricorse al tribunale amministrativo regionale (TAR) di Bari per chiedere la restituzione del bene espropriato e un cospicuo risarcimento.
Il 12 marzo 2015 il TAR sentenziò che la procedura di esproprio utilizzata da Depalma nel decreto del 2012 era sbagliata, gli indicò come correggere la procedura di esproprio e infine spiegò a T. che egli non aveva subito alcun danno dall'esproprio perché - cito testualmente - "occorre tener conto delle opere assentite [in ragione dell'accordo con l'amministrazione Natalicchio] al ricorrente [T.] finalizzate a consentirgli la prosecuzione dell'attività florovivaistica, con riduzione del vincolo della fascia di rispetto cimiteriale".
In quell'occasione la difesa del comune ebbe buon gioco nel far rilevare che - cito sempre la sentenza- "non risulta in alcun modo dimostrato (e neppure allegato) il detrimento patrimoniale patito dal ricorrente [T.] che anzi ha potuto proseguire l'attività svolta. La realizzazione dell'opera di ampliamento del cimitero può incidere semmai nel senso di contribuire ad incrementare l'attività di florovivaista".
Il 13.1.2016 Depalma ha dato corso al mandato del TAR e ha corretto la procedura di esproprio.
T. è tornato a chiedere un indennizzo diverso da quello ottenuto. Ha chiesto una cifra di partenza di € 640.679,38, più un incremento del 10%, più un'ulteriore indennità di occupazione a partire dal 2005. A questo punto Depalma ha accettato che un tecnico del tribunale calcolasse il valore di mercato del terreno espropriato, come se T. non avesse fatto nel 2005 un accordo con l'amministrazione Natalicchio e non avesse già ottenuto, come già sancito dai giudici nel 2015, il giusto indennizzo. Poi, mentre T. si portava a casa 200.000 euro, Babbo Natale Depalma ha dato mandato di non fare ricorso contro la nuova sentenza e di accettare l'esborso non dovuto a danno dei cittadini di Giovinazzo.
In Consiglio comunale, ho chiesto a Depalma e agli assessori Depalo e Sollecito spiegazioni sulle scelte dell'amministrazione di accettare un prezzo di esproprio che non tiene conto dei vantaggi ricevuti da T. attraverso l'accordo del 2005 e sulla decisione di non appellarsi contro l'indennizzo stabilito dal tribunale sulla base di quanto osservato precedentemente dal TAR. Hanno risposto che loro non c'entrano e che ha fatto tutto l'avvocato. Poi sono partiti all'attacco dell'amministrazione Natalicchio. Succede da sette anni: Depalma combina disastri perché, nel migliore dei casi, è un incompetente, ma ai cittadini pretende di spiegare che è tutta colpa dell'amministrazione dello scorso decennio o, in subordine, degli uffici o, in questo caso, degli avvocati, come se gli uffici e gli avvocati non agissero sulla base del mandato ricevuto.
Vado alla prima parte della domanda, quella che riguarda i nostri errori. Essa, per come è posta, assume il punto di vista della propaganda di Depalma, quello che ci sia un errore dell'amministrazione Natalicchio, cosa su cui potrei discutere.
Ammettiamo pure che ci sia un errore. Potrei rispondere, come farebbe Depalma, che è colpa dei geometri comunali che hanno curato la procedura e i calcoli, e del dirigente amministrativo che ha firmato gli atti. Ma io non sono Depalma. E dico questo.
Sicuramente non fu un errore cercare l'accordo con T. piuttosto che arrivare al braccio di ferro legale in pendenza di un'emergenza pubblica, quella del cimitero, e di un'opportunità privata per T., quella di sviluppare la propria attività. Anzi, è un nostro vanto avere, in questa vicenda come in molte altre, contemperato l'interesse pubblico e quello privato.
Fu forse un errore considerare chiuso l'accordo con T. attraverso le lettere di disponibilità. Se lo fu, allora sbagliammo a fidarci della lealtà di T. Così arriviamo a definire il concetto che non bisogna credere alla parola data e che l'amministrazione e il cittadino debbano comunque guardarsi come attori di un gioco a somma zero.

Abbiamo assistito ad un battibecco piuttosto animato con Ruggero Iannone in Consiglio comunale. In che cosa la sua ricostruzione sarebbe "fantasiosa" come più volte l'ha definita?
1. Iannone è uno dei maggiori responsabili dell'emergenza cimitero che noi dovemmo risolvere, ma non lo ricorda. Si permette invece di puntare il dito contro chi ha dovuto mettere le pezze alle sue magagne.
2. Iannone racconta bugie. In Consiglio ha sostenuto che ci fosse una relazione del Segretario Comunale che censura l'azione dell'amministrazione Natalicchio. A precisa domanda, il Segretario ha negato di aver mai scritto niente sull'argomento.
3. Iannone quando deve rispondere alle opposizioni invoca l'intervento dei tecnici. Ma quando i tecnici intervengono, non capisce quello che dicono. Ora, per esempio, sostiene che le autorizzazioni dei T. sono illegali perché Natalicchio – io dico Natalicchio, non getto la croce sugli uffici comunali - nel concederle, non ha chiesto il parere della sovrintendenza. Fa piacere che, dopo essere stata schiaffeggiata da tutte le sovrintendenze della regione per il cantiere di via Marina, l'amministrazione Depalma sappia ora dell'esistenza delle sovrintendenze. Tuttavia la tesi secondo cui un vizio procedurale, cioè l'assenza del parere della sovrintendenza sull'attività florovivaistica di T. in una pertinenza cimiteriale, renda le autorizzazioni illegali è tutta da dimostrare. Ho già cercato di spiegare due volte a Iannone, che, se provano a revocare quella concessione, perderanno l'ennesima causa a danno dei Giovinazzesi e in favore di T. Ammetto di non esserci riuscito, ma a questo punto, sfido chiunque a cimentarsi nell'impresa.
4. Iannone e l'amministrazione Depalma pretendono di discutere della lealtà amministrativa delle amministrazioni dello scorso decennio e organizzano sceneggiate in Consiglio comunale. Ma cinque minuti prima della sceneggiata, abbiamo assistito allo spettacolo di consiglieri di maggioranza che uscivano dall'aula mentre si votava sulla rottamazione degli accertamenti sui tributi comunali. Depalma e Iannone spieghino la ragione di quelle uscite. C'era qualcuno in conflitto di interessi tra i consiglieri di maggioranza? Chi? E perché? Quello di Iannone e Depalma è un mondo alla rovescia, in cui chi dovrebbe vergognarsi punta il dito su chi lavora davvero nell'interesse collettivo.
Sia lecito ora porre una domanda alla stampa locale: come mai non si è accorta delle assenze tra le file della maggioranza durante la votazione della rottamazione degli accertamenti?

Professore si guardi ancora una volta indietro a proposito di cimitero: rifarebbe le scelte amministrative sul project financing che ogni tanto la maggioranza tira fuori? Ha l'opportunità di spiegare tutto attraverso le nostre pagine.
Il project financing fu dettato dall'esigenza di rispettare il doppio vincolo - di cassa e di competenza – imposto allora dal patto di stabilità. Dal momento che eravamo impegnati direttamente nella realizzazione di altre opere pubbliche, dovemmo esternalizzare la realizzazione del cimitero per non violare quel doppio vincolo.
Il project financing è una procedura pubblica di gara, non è una trattativa privata. Anche questo cercate di spiegarlo voi a Depalma e a Iannone.


Chiosa con i vostri nuovi alleati: Iannone e la maggioranza sostengono che non vi abbiano attaccato per convenienza politica. Lei immaginiamo la veda diversamente…
Depalma e Iannone lo dicono perché contano sul fatto che nessuno vada a riascoltare l'intervento dell'avvocato de Gennaro in consiglio. Daniele, dopo l'intervento di Iannone, ha dovuto sottolineare che esso non c'entrava niente con il punto all'ordine del giorno. Perciò ha chiesto di sospendere la seduta per poter avere e guardare i documenti, millantati da Iannone, relativi alle responsabilità delle amministrazioni dello scorso decennio. Primavera Alternativa ha tenuto una linea istituzionale di fronte alle sceneggiate dell'amministrazione. Non vedo come persone serie avrebbero potuto comportarsi diversamente.
Ancora due anni fa molti porgevano orecchio incondizionatamente alle castronerie che venivano raccontate dai mestatori dell'attuale maggioranza. Oggi quella canzone non la vuol sentire più nessuno. È un punto d'arrivo di cui sono orgoglioso. Il sacrificio che ho fatto e che faccio impedisce che trovi ancora ascolto un racconto falso dell'esperienza amministrativa che ci vide protagonisti. È una tappa fondamentale nel percorso di ricostruzione dei legami necessari perché ci sia nel futuro amministrativo una proposta politica diversa dal guazzabuglio qualunquista che da sette anni infesta Giovinazzo: dal fascistissimo Iannone ora berlusconiano, al neoleghista Lasorsa, a Depalma e Sollecito sostenitori di Emiliano, ma contro il PD.
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