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Politica

«Un atomo di verità»: il PD di Giovinazzo analizza la sconfitta elettorale e punta ad una nuova sinistra

Un racconto schietto che non fa sconti a nessuno e che fotografa la situazione politica vista dalla segreteria di piazza Vittorio Emanuele II

Il centrosinistra prova ancora a raccogliere i cocci e a rimettere in piedi un puzzle complesso. Lo fa questa volta con la voce autorevole della segreteria cittadina del Partito Democratico, che analizza il voto, racconta le verità pre-elettorali sin qui taciute e guarda al futuro tracciando una strada da battere.

Di seguito il comunicato integrale.

«Il PD di Giovinazzo ha perso le elezioni amministrative. Rappresenterà al meglio delle sue possibilità una parte rilevante della città in Consiglio Comunale. Sulla linea politica che ha prodotto questo risultato sono utili alcuni chiarimenti.

Lo stesso spirito di responsabilità, quello che ci ha spinto per mesi a tacere di fronte agli insulti e alle menzogne in vista dell'obiettivo di vincere le elezioni amministrative, ci induce oggi a ripristinare una base minima di verità da cui partire nella costruzione della politica cittadina dei prossimi anni. È necessario farlo anche a beneficio di quanti, in questi anni, in questi mesi, si sono allontanati dal nostro circolo rimproverandone il declino moderato.

Nel 2012 il circolo del PD si oppose, fra i primi e, allora, fra i pochi in Puglia al trasformismo delle poltrone incarnato dal civismo caro a Michele Emiliano e rifiutò la sua proposta di presentare come sindaco del centrosinistra un ex consigliere di Alleanza Nazionale.

Nel 2012 il primo a salire sull'arca di Emiliano e a trarre vantaggio dalla scelta fu Tommaso Depalma. Il consenso a Depalma, nel 2012, si nutrì di un unico racconto per metà falso e per l'altra mal documentato, a proposito del PD di Giovinazzo e della sua amministrazione. Esso fu condiviso dalla destra, dal civismo che tende a confondere tra destra e sinistra e da un pezzo di sinistra.

Per essere chiari, tra quanti negavano e negano che l'amministrazione del PD sia stata connotata a sinistra c'erano quelli che nel 2006 osteggiarono con la destra il piano regolatore delle antenne di telefonia mobile, cioè un piano che, preso atto dell'impossibilità di fare a meno di un'infrastruttura primaria per la vita quotidiana e per lo sviluppo della città, affidava alla collettività il compito di decidere le localizzazioni sottraendole agli interessi degli operatori economici e metteva in comune i vantaggi economici degli impianti sottraendoli alla rendita dei soliti noti privati.

E cos'erano se non atti amministrativi di sinistra la pubblicizzazione degli impianti della filiera dei rifiuti, la promozione dell'edilizia pubblica convenzionata, lo spostamento di importanti risorse di bilancio a favore del primo piano di zona dei servizi sociali, il piano commerciale, gli interventi di protezione delle coste, la bonifica delle ex AFP, il recupero di Villa Spada, la politica di sostegno alle associazioni di volontariato e alla cultura promossa dal basso?

E forse non è inutile nemmeno ricordare il metodo. Tutte le scelte furono oggetto di dibattito pubblico, anche se talvolta, come nel caso delle antenne, asimmetrico, perché gli oppositori del piano usarono strumenti che non fanno parte del repertorio del dibattito democratico. Tutte le delibere di giunta erano discusse nelle sedi dei partiti della coalizione prima della loro approvazione, per chi aveva voglia di partecipare ed essere protagonista.

Nel 2022, finalmente, la battaglia politica del PD di Giovinazzo è maturata in una battaglia politica nazionale. Il PD di Letta, l'unico attore politico in grado di costruire un'alternativa alla destra di Meloni e Salvini, è impegnato nello sforzo di rigenerare la partecipazione politica in Italia e combatte in Puglia contro il civismo alla Emiliano.

Nel 2022 Sollecito schiera con il centrodestra la lista di Emiliano Con Sollecito.

Il gruppo dirigente di PVA asseconda una scissione all'interno del PD promossa dal segretario regionale trasformista Lacarra e, d'accordo con il segretario regionale di Sinistra Italiana, lo stesso che sui media ogni giorno denuncia il metodo Emiliano, si allea con gruppi che alle ultime politiche hanno rappresentato Fratelli d'Italia.

Tutto per imporre la candidatura di Daniele de Gennaro. Una candidatura che, partita dal consenso del 58% dei votanti al primo turno, ha prodotto una minoranza al secondo. Il PD ha prodotto ogni sforzo, lealmente, per dare discontinuità alla cattiva amministrazione della destra locale negli ultimi dieci anni, anche durante il secondo turno, anche al prezzo di mettersi alle spalle l'ennesima campagna elettorale denigratoria e offensiva diffusa attraverso i social dagli avversari dell'una e dell'altra parte, anche al prezzo di salire sul palco con chi da anni lavora per portare la logica del trasformismo all'interno del PD di Giovinazzo.

Perché la storia di come si è giunti alla candidatura sbagliata è questa:
  • Nell'estate del 2021, il PD espresse forti perplessità sulla candidatura di Daniele de Gennaro:
  1. Perché nel 2017 la sconfitta al ballottaggio aveva dimostrato la sua debolezza nell'elettorato di centro;
  2. Perché aveva rappresentato il leader di una stagione in cui il rifiuto dell'alleanza con il PD rappresentava un punto fondamentale della proposta politica cosiddetta alternativa;
  3. Perché quel rifiuto era fondato su un racconto, come è già stato detto, falso e mal documentato e per proporre una buona amministrazione bisognava liberarsi delle menzogne e delle incomprensioni su cui era radicata la proposta politica della prima PVA e di de Gennaro;
  • Alla fine dell'estate del 2021, dunque, PD, Art.1 e, allora, anche Sinistra Italiana hanno chiesto una candidatura condivisa; PVA ha espresso l'idea che l'unica candidatura condivisibile fosse quella proposta da PVA;
  • Un esponente del PD ad agosto del 2021 ha suggerito le primarie; PVA in quel momento ha rifiutato le primarie, ha contestato che i candidati proposti dal PD fossero all'altezza (delle primarie, quindi della candidatura) e ha proposto che la candidatura fosse definita solo dai dirigenti dei gruppi politici;
  • A fine ottobre, senza simboli di lista, PVA ha abbandonato la discussione e ha pubblicato, senza nessun accordo, il manifesto del candidato di PVA e il suo slogan;
  • Il PD ha continuato a trattare e a cercare di ricucire, rinunciando da subito a esprimere un proprio candidato;
  • Con il consenso di SI, il gruppo di Art.1 ha proposto la candidatura di Nico Bavaro; PVA ha sostenuto che tale candidatura creava problemi;
  • Di fronte alla proposta del PD di primarie tra Bavaro e de Gennaro, Bavaro ha detto di essere indisponibile alle primarie;
  • Quando è stato fatto il nome di Maria Rosaria Pugliese, a due mesi dalle elezioni, PVA e Nico Bavaro hanno proposto primarie inopportune per un fatto di tempi e per le modalità proposte;
  • Chiusa la prospettiva delle primarie, un altro pezzo di PD è stato indotto da Lacarra a spostarsi nel campo di Daniele de Gennaro
Nell'intento di offrire almeno una considerazione a quanti negli ultimi giorni si sono prodotti nelle solite analisi offensive puntando il dito contro il nostro campo e dato che è il momento della ripartenza ed essa richiede chiarezza e assunzione di responsabilità, il PD di Giovinazzo sente di dover esprimere due ulteriori motivi di rammarico.

Per quanto condivida l'amarezza del risultato elettorale, il PD non comprende l'improvvisa rinuncia di de Gennaro alla nomina in consiglio comunale.
Non va bene che egli si sottragga alla responsabilità di rappresentare i 5000 elettori che lo hanno votato e che rappresentano quasi la metà delle persone che si sono recate alle urne.

Non va bene che alcuni plaudano alla rinuncia di de Gennaro e contemporaneamente critichino quella di Drago a Molfetta, perché si ha l'impressione di essere di fronte alla celebrazione di un culto, non a un ragionamento politico e questo non è un buon segnale.

Non va bene che tale decisione sia stata presa senza esser stata discussa in alcuna sede di coalizione, ove per coalizione si intende il centrosinistra unito, le cui basi erano state tracciate con fiducia prima del ballottaggio. È una scorrettezza nei riguardi di chi ha davvero sempre pensato alla città, mai ai destini personali o dei gruppi o delle liste, a chi si è seduto ai tavoli senza accordi sotto banco preconfezionati a danno degli altri componenti della costituenda coalizione, a chi ha combattuto il trasformismo non con le parole, ma nei fatti.

Il PD fa notare che, se al ballottaggio Nico Bavaro, segretario regionale di SI, avesse trovato il modo di superare le differenze tra la situazione di Giovinazzo e quella di Barletta e avesse consentito a Giovinazzo l'apparentamento formale che egli ha invocato e ottenuto per SI a Barletta, avrebbe motivato tanti giovani della Lista dei Cittadini a sostegno di Maria Rosaria Pugliese e ci sarebbero state maggiori probabilità di avere un risultato finale diverso.

Nel frattempo Sollecito che, ricordiamo, comunque l'ha spuntata soltanto per 121 voti
  1. Ha presentato una squadra che promette la continuità del nulla degli ultimi dieci anni in forma di insulti, promesse non mantenute e piste ciclabili a senso unico alternato;
  2. Ha gelosamente custodito i servizi sociali, quelli con cui, come lui ben sa, si raccattano i voti, soprattutto al secondo turno, e le politiche territoriali, quelle con cui si fanno gli affarucci con gli amici.
Per il futuro il PD di Giovinazzo è impegnato a:
  • Rappresentare in consiglio la larga parte della città che ne ha abbastanza di tutti i populismi e i qualunquismi che hanno fagocitato le aspirazioni sane del civismo e che sono tanto poderose nell'esercizio dell'insulto e della propaganda quanto evanescenti nell'azione amministrativa e di governo;
  • Contribuire con le proprie competenze e le proprie relazioni a tutto quello che possa far crescere la città e produrre benessere ai suoi cittadini;
  • Vigilare perché Giovinazzo abbia un'amministrazione trasparente e competente, quello che per i dieci anni di Depalma non si è visto;
  • Chiamare i cittadini e soprattutto i giovani alla buona politica, quella che aspira a definire i destini individuali attraverso la costruzione di scenari di riferimento collettivi, non quella che mira in primo luogo a definire posizioni personali;
  • Superare la ricerca dei colpevoli e le narrazioni di parte volte a individuare dei capri espiatori e concorrere al raggiungimento di un'unità a sinistra scevra da inutili personalismi, nella rinnovata speranza che possano essere finalmente e veramente messi da parte dissapori personali e incomprensioni che hanno favorito solo coloro che, grazie a tale frammentazione, amministreranno la nostra città;
  • Costruire nel lungo percorso di una consiliatura, una candidatura credibile di alternativa di sinistra che torni a declinare in questa città politiche di crescita, di trasparenza, di comunità.
Al populismo di ogni tipo e di ogni estrazione travestito da civismo che ha esplorato in questi anni a Giovinazzo ogni genere di insulto contro il PD noi continueremo a contrapporre i nostri valori, che sono rappresentati dalle nostre vite, per chi abbia interesse a guardarle e non sia incurabilmente intossicato dalla propaganda dei bugiardi, dei fanatici e degli incompetenti che hanno trascinato questa città al punto più basso della sua storia amministrativa».
  • Partito Democratico Giovinazzo
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